Preghiera, dialogo e fraternità al centro della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani 2026
Far cadere i muri: le Chiese cristiane si incontrano a Ladispoli per l’unità –

di Marco Di Marzio
L’unità dei cristiani non è soltanto un ideale teologico, ma un cammino concreto fatto di ascolto, dialogo e preghiera condivisa. È questo il messaggio al cuore dell’iniziativa “Far cadere i muri”, promossa dalle Diocesi di Porto–Santa Rufina e Civitavecchia–Tarquinia, in programma giovedì 22 gennaio 2026 a Ladispoli, all’interno della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani (18–25 gennaio 2026).
L’evento, organizzato dall’Ufficio Ecumenismo e Dialogo Interreligioso, si svolgerà presso l’Auditorium della Parrocchia Santa Maria del Rosario, in via Duca degli Abruzzi 190. Il titolo scelto richiama con forza la necessità di superare divisioni storiche, culturali e confessionali, per riscoprire ciò che unisce le diverse tradizioni cristiane.
Ad aprire la serata, alle ore 18.00, sarà una tavola rotonda con la partecipazione di rappresentanti delle diverse confessioni cristiane, chiamati a confrontarsi sui temi dell’unità, della testimonianza comune e delle sfide del nostro tempo. Un momento di dialogo aperto, pensato non solo per gli addetti ai lavori, ma per tutta la comunità ecclesiale.
Alle ore 19.00 seguirà una veglia di preghiera ecumenica, segno visibile di comunione e affidamento a Dio, accompagnata da un momento di agape finale, espressione concreta di fraternità.
A fare da sfondo simbolico all’iniziativa è l’immagine del khachkar, la tradizionale croce di pietra armena, “incontro tra cielo e terra, segno di fede, memoria e vita eterna”. Un richiamo visivo potente, che ben rappresenta la ricchezza delle tradizioni cristiane e la possibilità di un cammino condiviso pur nella diversità.
Il filo conduttore dell’intera Settimana di Preghiera è il versetto della Lettera agli Efesini:
«Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito, come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati» (Ef 4,4).
Parole che risuonano come un invito attuale e urgente a costruire ponti, abbattere muri e testimoniare insieme il Vangelo in un mondo segnato da frammentazioni e conflitti.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno delle Oblate della Chiesa Missionarie Ecumeniche, da anni attive nella promozione dell’ecumenismo e della fraternità tra i cristiani, offrendo spazi di incontro capaci di trasformare il dialogo in esperienza vissuta.
Un appuntamento che non è solo un evento, ma un segno concreto di speranza e di unità possibile.









