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Emergenza rifiuti Roma: anche Cerveteri tra le zone adatte per la discarica

Emergenza rifiuti Roma: anche Cerveteri tra le zone adatte per la discarica –

Emergenza rifiuti Roma: anche Cerveteri tra le zone adatte per la discarica

Niente siti idonei da destinare a discarica nel Comune di Roma e zone al 90% rosse in provincia.

Come riportato da alcuni media, tra cui il Corriere della Sera, secondo le mappe fornite a Regione e ministero della Transizione ecologica la scorsa settimana dalla Città Metropolitana, guidata dalla sindaca di Roma Virginia Raggi, le aree gialle con «fattori di attenzione progettuale» sono pochissime.

Si tratta delle zone idonee alla «realizzazione di impianti di smaltimento di rifiuti urbani» e riguardano l’area di Fiumicino, Cerveteri, un ampio territorio ad est tra Tivoli e Subiaco e altre zone a nord tra Monterotondo, Carsoli, Nerola e Rignano.

Le aree rosse sono a «tutela integrale» e le rosa a «esclusione condizionata». Ma il criterio di scelta è per lo più «escludente» e quindi si tratta di zone «libere» da vincoli ambientali, archeologici e urbanistici, come quelli stabiliti dal piano paesistico della Regione (anche questo aggiornato pochi giorni fa) come la distanza minima da un centro abitato di un chilometro, da una scuola, chiesa o centro sportivo di un chilometro e mezzo, l’assenza di siti tutelati dai Beni culturali e infine la lontananza da falde acquifere e parchi.

Molte delle aree gialle, però, nella zona est sono in montagna e inaccessibili, altre non hanno la viabilità adeguata al passaggio di camion, altre ancora non sono pronte, cioè non hanno scavi già effettuati. E la corsa a realizzare la discarica per Roma segna il conto alla rovescia di massimo 6 mesi, perché il conferimento ad Albano (sempre se non sarà negato dal Tar dopo il ricorso che sta preparando il sindaco dei Castelli) è stato stabilito da Raggi la scorsa settimana per 180 giorni. Nel frattempo la discarica di Civitavecchia si esaurirà ad agosto e quella di Viterbo pochi mesi dopo. E se Raggi non decide entro fine mese incombe il commissariamento della Regione.

«I luoghi in cui è possibile costruire una discarica — ha chiarito venerdì scorso l’assessora ai rifiuti del Campidoglio, Katia Ziantoni — sono nel territorio di Magliano Romano». Ma dal Comune a 35 chilometri dalla Capitale preparano le barricate: «Siamo in zona rossa — tuona il sindaco di Magliano, Francesco Mancini —. Ziantoni non ha titolo per parlare che non è assessore della Città metropolitana». E inoltre: «Le mappe hanno confermato che il sito attuale che riceve rifiuti inerti (edili, ndr) non è autorizzato al materiale proveniente dai Tmb e la distanza dalle abitazioni è 600 metri, mentre dalle scuole di soli 700». Residenti e associazioni hanno protestato sabato insieme ai sindaci di Formello, Mazzano Romano, Rignano Flaminio, Castelnuovo di Porto e Monterotondo.

L’invaso però con pochi lavori di ampliamento potrebbe ricevere 800mila tonnellate di spazzatura, utile a Roma per almeno due anni. «Ci sono cose a dir poco inquietanti — insiste il sindaco Macini —. Nell’ultima conferenza dei servizi tenuta lo scorso 24 febbraio abbiamo notato la partecipazione di Ottaviano Sabellico del quale abbiamo chiesto conto alla Regione per comprendere a che titolo partecipasse alla conferenza dei servizi della Via per la riclassificazione della discarica di inerti». Ma non avendo ricevuto riscontro, «abbiamo cercato informazioni su Sabellico apprendendo che è amministratore delegato della Berg Spa (società partecipata da Acea Ambiente Srl) che intrattiene rapporti e intese commerciali per l’acquisto di spazi di discarica con la società Idea 4 Srl, che gestisce l’attuale discarica di inerti». Intanto in via Filarete a Torpignattara monta la protesta dei residenti sommersi da montagne di spazzatura. «Non si passa sui marciapiedi, siamo invasi anche da materassi, erba alta e foglie».

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