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Eccidio nazista del 1943, l’Anpi ricorda le vittime





Martedì alle 11 ci sarà la deposizione di fiori ai piedi della targa a ricordo

Eccidio nazista del 1943, l’Anpi ricorda le vittime

In memoria del S.Tenente Pietro Fumaroli, Giuseppe Canu e Renato Posata, trucidati dai nazisti a Palidoro il 1 ottobre 1943, la sezione ANPI Ladispoli- Cerveteri renderà omaggio deponendo dei fiori sotto la targa a ricordo. Martedì 1 ottobre alle ore 11 una delegazione si recherà nel Borgo di Palidoro per commemorare queste tre vittime della furia nazista. Tre nomi che rappresentano  i tanti caduti con le stesse modalita nel territorio e rimasti nell’anonimato. Tre vite spezzate per rappresaglia, fucilate poco lontano dal luogo in cui cadde pochi giorni prima, il 23 settembre, il V.brigadiere Salvo D’Acquisto. Facevano parte di un gruppo di prigionieri rastrellati nelle campagne ceretane dove  si erano rifugiati, traditi molto spesso per un pugno di lire in più.  Venivano impiegati  per “ scavare camminamenti trincerati lungo la costa ed alla posa in opera di reticolati e cavalli di Frisia sulla spiaggia” I tedeschi temevano uno sbarco degli Alleati su questi litorali.  “A tutti  i prigionieri era stato intimato di non fuggire, pena la decimazione dei compagni rimasti. Ma, malgrado questo avvertimento, alcuni  fuggirono. I tedeschi applicarono subito la rappresaglia sorteggiando tre persone col  gioco crudele dei fiammiferi senza capocchia che venivano fatti estrarre dagli stessi prigionieri.”   Fra i tre sorteggiati la sorte scelse anche il sottotenente Pietro Fumaroli di Ladispoli. che lo ricorda con due targhe in Piazza dei Cadudi e con l’intitolazione di una scuola. La sezione ANPI di Ladispoli – Cerveteri chiede al Comune di Fiumicino che la targa in memoria di queste tre vittime, al Borgo di Palidoro, sia oggetto di manutenzione e pulizia. Ufficio Stampa ANPI Ladispoli-Cerveteri 

ed il terzo rimase a Ladispoli dove fu impiegato, guardato a vista da sentinelle tedesche, a scavare camminamenti trincerati lungo la costa ed alla posa in opera di reticolati e cavalli di Frisia sulla spiaggia. A tutti era stato intimato da parte dei tedeschi di non fuggire, pena la decimazione dei compagni rimasti. Ma, malgrado questo avvertimento, alcuni prigionieri fuggirono. I tedeschi applicarono subito la rappresaglia sorteggiando tre prigionieri col sistema dei fiammiferi senza capocchia che venivano fatti estrarre dagli stessi prigionieri. Fra i tre sorteggiati la sorte scelse anche il sottotenente Pietro Fumaroli di Ladispoli.