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Ladispoli, niente pedane all’ingresso del negozio: impedito l’accesso a un disabile

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Voleva solo cambiare il giubbotto che aveva ricevuto come regalo dai suoi amici e acquistato in un negozio del viale, ma l’impresa è stata praticamente impossibile. Protagonista della triste vicenda un 43enne di Ladispoli, Giuseppe Franchina, affetto da Sma. All’arrivo davanti al negozio il nefasto epilogo: la pedana per consentirgli l’accesso non c’è e così Franchina non è potuto entrare con i commessi che anzi gli avrebbero proposto di misurare il giubbotto da cambiare in strada. Una proposta ovviamente non accolta dal 43enne che ha lanciato l’ultimatum all’attività commerciale: 10 giorni per cambiare lo stato dei fatti. I dieci giorni sono però passati senza alcun riscontro positivo e così non è escluso che ora l’uomo possa rivolgersi ai legali per far valere i suoi diritti.
Purtroppo in città, non solo sul viale ma anche in altre zone, sono diverse, anzi molte, moltissime, le attività commerciali ancora oggi sprovviste di pedane per consentire l’ingresso ai diversamente abili. Proprio come sono diversi i locali ancora oggi non dotati di bagni a norma. Una situazione già posta sotto i riflettori qualche mese fa, con il delegato alla disabilità Emiliano Fiorini che insieme a una diversamente abile avevano percorso le vie della città, dal centro alla periferia, per valutare la situazione e prendere coscienza di quanto in realtà già da tempo, purtroppo viene denunciata: Ladispoli non è una città per tutti. Donne con passeggini al seguito, cittadini costretti sulla sedia a rotelle costretti ogni giorno a una vera e propria “corsa ad ostacoli” per potersi muovere in quella che si potrebbe definire una vera e propria giungla. Nei giorni scorsi era stato proprio il sindaco di Ladispoli Alessandro Grando ad aver lanciato l’appello alle attività commerciali: rendere accessibili i negozi a tutti a cominciare proprio dal periodo natalizio. Una richiesta che ad oggi, purtroppo, sembra essere stata snobbata dai più. Se è vero che installare una pedana potrebbe essere costoso per le tasche dei commercianti, è anche vero che questa è il segno tangibile di un senso di civiltà che forse, purtroppo, sempre di più sta svanendo. Ci sono poi i casi positivi, quelli in cui le pedane all’ingresso dei negozi sono state installate con i commercianti che purtroppo hanno subito dei furti delle stesse o addirittura sono stati invitati a rimuoverle per una questione di “decoro”. Come nel caso di un’attività commerciale nei pressi di un condominio.
E poi ci sono i marciapiedi. In molte zone troppo stretti per consentire il passaggio alle carrozzine. In altri casi con i pali dell’illuminazione pubblica o con la segnaletica stradale proprio al centro del passaggio che ne riducono l’ampiezza impedendo il passaggio a chi purtroppo sulle proprie gambe in giro per la città non può andare. E se in questo caso il compito di intervenire è dell’amministrazione comunale che aveva già annunciato nei mesi scorsi l’arrivo di un finanziamento per il rifacimento delle strade che avrebbe permesso di intervenire anche su queste problematiche, dall’altro lato, nel caso dei negozi il compito di ripristinare quel senso di civiltà che manca è delegato proprio ai gestori dei negozi. Un senso di civiltà che manca anche quando a ostruire gli scivoli per i diversamente abili sono le auto in sosta sulle strisce pedonali. Fenomeno purtroppo sempre più frequente che sembra non scalfire affatto la coscienza di chi, affetto da un senso di ”frenesia” e di ”corsa contro il tempo”, anziché adoperarsi per la ricerca di un parcheggio ”a norma” decide di ”abbandonare” la propria auto dove capita prima, magari il più possibile al negozio o all’ufficio che intende raggiungere. Senza scrupolo alcuno nei confronti di chi, di quel passaggio ha veramente bisogno. Scene queste, purtroppo sempre più frequenti, senza alcun tipo di risoluzione (spesso anche i richiami verbali da parte degli agenti della municipale sembrano essere vani e non scalfire affatto se non la coscienza il rischio che a essere intaccato possa essere il portafoglio, con una bella multa), a cui si assiste proprio sulla via centrale di Ladispoli: viale Italia. Ma anche le altre vie della città, purtroppo, ormai sembrano essere affette da questo tipo di ”malattia”.
Intanto dall’amministrazione comunale, dopo il sindaco Alessandro Grando, a lanciare un appello alle attività commerciali tutte, e non solo quelle del viale, è il delegato alla disabilità Emiliano Fiorini che peraltro ricorda come negli uffici dell’assessorato ai servizi sociali già da mesi si sta predisponendo un censimento dei disabili presenti sul territorio. Censimento che servirà all’amministrazione comunale per capire che tipo di interventi attuare, che tipo di assistenza offrire e che tipo e quante risorse impiegare in un settore che “per anni – ha sottolineato Fiorini – è stato abbandonato al suo destino”.

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