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Dai campi di calcio alla corsia d’ospedale: Emilio Gooklook impegnato al reparto covid- 19 del San Paolo di Civitavecchia





Il giovane assistente di gara in serie D laureato in infermieristica è tra le “reclute” dell’emergenza sanitaria. Tra i suoi sogni c’è quello di ricevere la cittadinanza italiana

Dai campi di calcio alla corsia d’ospedale: Emilio Gooklook impegnato al reparto covid- 19 del San Paolo di Civitavecchia –

Dai campi di calcio alla corsia d'ospedale: Emilio Gooklook impegnato al reparto covid- 19 del San Paolo di Civitavecchia
Dai campi di calcio alla corsia d’ospedale: Emilio Gooklook impegnato al reparto covid- 19 del San Paolo di Civitavecchia

Storie di tutti i giorni, si potrebbe dire.

Ai tempi del coronavirus  salgono alle cronache vicende personali  che interessano anche il nostro calcio e gli eroi della domenica. 

Per esempio quella di Emilio Gooklook,  giovane assistente di gara in serie D, oggi impegnato nel reparto Covid all’ospedale San Paolo di Civitavecchia . 

L’emergenza sanitaria ha fatto reclutare infermieri alle prime armi e anche per Emilio, laureato in infermieristica nel 2017, è arrivato l’invito a fare parte della squadra sanitaria in trincea al  reparto di emergenza.

Fino a un due mesi fa il suo lavoro, per modo di dire, era il guardalinee in attesa che nella sua vita arrivasse il lavoro per il quale ha studiato. 

Dai campi di calcio alla corsia d'ospedale: Emilio Gooklook impegnato al reparto covid- 19 del San Paolo di Civitavecchia
Dai campi di calcio alla corsia d’ospedale: Emilio Gooklook impegnato al reparto covid- 19 del San Paolo di Civitavecchia

“Sì, devo dire che per mia fortuna, ma non per gli altri, la chiamata in ospedale è arrivata in un momento difficilissimo per tutti noi – racconta Gooklook – Avrei voluto fare l’infermiere perché mi piace aiutare il prossimo”.

“Trovo che sia una professione fortemente umana e costruttiva nella crescita personale”. 

“Dalle poche settimane che sono nel reparto Covid mi sono reso conto che esiste una relazione tra fare l’infermiere e l’assistente arbitrale”.

“La concentrazione è un comune denominatore: in campo basta poco per sbagliare. Qui è la stessa cosa: bisogna decidere in fretta” .  

Emilio, nato in Italia 27 anni fa  da genitori dalle  Mauritius, non ha ancora ottenuto la cittadinanza italiana, un riconoscimento che potrà  ricevere solamente se avrà la documentazione idonea.

“E ‘ uno dei miei prossimi obiettivi. Spero di continuare a lavorare per dimostrarne la continuità – continua Emilio  – In questo modo, a tutti gli effetti, sarò  un cittadino italiano”.

“Intanto penso a svolgere il mio lavoro in corsia, avvolto da una carica emotiva che mi rende più italiano che mai”. 

“E poi la mia passione: ritornare con la bandierina  nei campi della nazione che amo”.

Fa.No.