“Se invece di pensare alle poltrone i dissidenti decideranno di sedersi al tavolo per parlare dei problemi della città i margini per andare avanti ci sono”
A Cerveteri sono giornate piuttosto concitate per una crisi politica che sta mettendo a dura prova l’amministrazione e che sta tenendo, però, anche in ansia i cittadini che vorrebbero avere maggiori certezze sul futuro della loro città. Situazione che diviene sempre più complessa alla luce della scadenza del 27 maggio giorno in cui si voterà la rendicontazione di bilancio.
Per capire la situazione politica che sta vivendo la città abbiamo intervista il segretario del Partito Democratico locale, nonché consigliere comunale Giuseppe Zito.
Giuseppe Zito, cosa sta accadendo in questi giorni nella vita politica cerveterana? I cittadini di Cerveteri scoprono che è in corso una gravissima crisi che non riescono a comprendere appieno. Vuole provarci lei a spiegarlo?
“Non è facile spiegarlo, perché anche a noi la scelta di Governo Civico e di Cerveteri Democratica di abbandonare la maggioranza, risulta di difficile comprensione. E’ certamente un atto grave, che, anche oggi, dopo le dichiarazioni apparse sugli organi di stampa, facciamo molta fatica a comprendere. In sostanza Governo Civico e Cerveteri Democratica hanno chiesto un azzeramento della giunta per far rilanciare l’azione amministrativa. Come se azzerare la giunta fosse di per sé la soluzione del problema. È ovvio che si tratta di una richiesta pretestuosa e irricevibile, formulata per slegarsi dal governo della città”.
Alessio Pascucci sostiene che anche il PD non fosse contento di questa Amministrazione. E’ vero? Se sì, cosa vi ha fatto cambiare idea?
“Dopo 20 mesi di amministrazione siamo consapevoli che alcune cose sono andate bene, mentre altre meno. Abbiamo proposto alla sindaca e alle forze politiche, di partire non dai nomi, ma da un’analisi dei problemi per indagare i motivi per cui alcune cose non hanno funzionato e trovare le soluzioni più idonee. Governo civico e Cerveteri Democratica invece non sono mai voluti entrare nel merito, e in tutti gli incontri fatti con le forze politiche della maggioranza di governo hanno posto una solo condizione, quella dell’azzeramento della giunta. Una condizione per il PD assolutamente inaccettabile, perché l’azzeramento della Giunta, senza un’analisi attenta non servirebbe a risolvere i problemi, sarebbe significato un disconoscimento totale del lavoro svolto dagli assessori e dai delegati e la sfiducia del sindaco. Ma soprattutto avrebbe comportato un tempo di riorganizzazione che non avremmo potuto permetterci. Dunque esattamente l’opposto del rilancio dell’attività amministrativa”.

Cosa non è andato bene finora secondo lei?
“Ma guardi, paradossalmente i punti che secondo noi sono stati più deboli riguardano proprio i settori che fanno capo ai Lavori Pubblici e ai Servizi Sociali, ossia agli assessorati guidati da esponenti di Governo Civico e Cerveteri Democratica, quelli che – uscendo dalla maggioranza – oggi scalpitano di più. Ma noi non abbiamo mai posto critiche all’operato degli assessori perché pensiamo che spesso le questioni sono più complesse, magari riguardano strutture amministrative su cui non siamo ancora riusciti a potenziare come meriterebbero”.
Lei pensa che i cittadini siano soddisfatti di questi 20 mesi di governo?
“Non pienamente! Come forse è anche normale che sia per un’amministrazione insediatasi da così poco tempo. Purtroppo in questo periodo ci siamo dovuti concentrare sui conti dell’ente che il Sindaco Pascucci e l’ex Assessore Galli hanno lasciato in condizioni critiche, molto probabilmente per effetto della pandemia. Senza questo sforzo è però difficile creare una base solida rafforzare i servizi e rispondere a pieno alle esigenze della cittadinanza. Per lo sviluppo di azioni positive, dovrebbero esserci anche i soldi del PNRR. Questo è un altro punto dolente. Purtroppo, degli oltre 20 milioni di richieste di fondi PNRR, ne sono arrivati meno della metà. Chi oggi sta accusando il Sindaco e l’Amministrazione di inefficienza dovrebbe chiedersi anche se il suo operato negli ultimi anni sia stato soddisfacente”.
Governo Civico e Cerveteri Democratica hanno garantito l’appoggio esterno alla sindaca. Lei si fida della loro promessa?
“No. Secondo me l’appoggio esterno equivale alla sfiducia. E non sarebbe la prima volta che Alessio Pascucci lavora per mandare a casa un’Amministrazione Comunale”.
Quindi il commissariamento è alle porte?
“Guardi, noi abbiamo chiesto il voto ai cittadini di Cerveteri sulla base di un programma. E noi vogliamo fare di tutto per mantenere questo impegno e non lasciare la città in mano a un commissario prefettizio. Se quest’ultima ipotesi si concretizzasse, non sarebbe certo per volontà del PD”.
Andrete quindi in cerca di nuove maggioranze?
“Per il momento c’è una scadenza imminente a cui dobbiamo ottemperare, che è quella dell’approvazione del Rendiconto di Bilancio. Sono certo che il 27 arriveranno segnali di disponibilità”.
Pensa che ci siano margini per ricucire questo strappo con i dissidenti?
“Dai toni di queste ore non mi sembra registrarne la volontà. In politica tutto è possibile quando c’è la volontà. Se invece di pensare alle poltrone decideranno di sedersi al tavolo per parlare dei problemi della città, come abbiamo chiesto da tempo noi del PD, i margini ci sono eccome”.
Crede che dietro questa azione di Governo Civico e Cerveteri Democratica ci sia una strategia elettorale per portare Alessio Pascucci a candidarsi alle prossime elezioni?
“Non voglio pensare che si metta a repentaglio un’intera città solo per convenienza di qualcuno. Anche se Andreotti ci ha insegnato che a pensar male si fa peccato”.









