Coronavirus, sarà un Natale intimo e di speranza
di Riccardo Dionisi
Sembra abbastanza chiaro che sarà un ‘Natale’ diverso quello che ci aspetta. La tendenza, e non vuole essere una provocazione, è quella di approcciare questa eventualità di una festa senza pranzi e cenoni affolati, in modo piuttosto negativo.
Si tratta di una privazione, certo, di una festività ‘castrata’ dal Covid. Sarà un Natale di responsabilità, ma credo che questa situazione ci consegni una grande possibilità.
Nella infausta situazione che sta travolgendo il mondo e che ci sta costringendo a limitare la vita sociale e gli slanci emotivi verso il prossimo, l’arrivo del Natale, seppure in tono minore, ci può permettere di riacquisire il significato vero della ricorrenza.
L’essere costretti a ‘limitare’ la parte più materiale dei giorni che ruotano intorno alla nascita di Gesù (con tutti i problemi anche di natura economica che ne conseguono) ci può dare lo slancio per riconquistare la parte più interiore della festa.
Natale è nascita e quindi speranza. Con questo approccio dovremmo affrontare la ricorrenza, guardando dentro noi stessi per trovare non solo le energie necessarie per uscire da questa fase, ma soprattutto quelle che ci permetteranno di tornare a guardare alla vita con occhi liberi da paure riacquistando la capacità di vedere i colori e non solo le scale di grigio che, oggi, i nostri occhi percepiscono.
vignetta di Stefano Rolli









