Dal divieto di spostarsi tra Regioni dal 21 dicembre al 6 gennaio allo stop agli spostamenti tra Comuni nei giorni di festa
Coronavirus: che cosa si può fare e cosa non si può fare col nuovo Dpcm –
Via libera agli spostamenti tra Regioni gialle ma solo fino al 21 dicembre. Dopodiché, dal 21 dicembre al 6 gennaio ci si potrà muovere solo all’interno della propria Regione.
“Ci si potrà sempre spostare per motivi di lavoro salute e necessità e nei casi di necessità ricorre anche l’iniziativa di prestare assistenza a persone non autosufficienti”, ha affermato il premier illustrando il nuovo Dpcm.
“In ogni caso – ha precisato Conte – sarà sempre consentito il rientro nel comune dove si ha residenza, domicilio o dove è la propria abitazione: questo permetterà il ricongiungimento alle coppie lontane e distanti per motivi di lavoro ma che convivono con una certa periodicità nella stessa abitazione di ricongiungersi”.
Alla fine è arrivata ieri sera, con la conferenza stampa del premier Conte, l’ufficialità del nuovo Dpcm che entra in vigore già da oggi e resterà valido fino al 15 gennaio.
Resta in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino, esteso fino alle 7 la notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio.
Per quanto riguarda invece poi i giorni di festa arrivano norme ancora più stringenti, con il divieto, per il 25 e 26 dicembre e per il primo Gennaio di uscire dal proprio Comune di residenza o domicilio.
“In un sistema libero e democratico non possiamo entrare nelle case dei cittadini con stringenti limitazioni, ma solo una forte raccomandazione: non ricevere a casa persone non conviventi, soprattutto in queste occasioni” del Natale e Capodanno. “La cautela è essenziale per proteggere i nostri cari, in particolare i più anziani”.
Bene dunque al pranzo di Natale o di Capodanno in famiglia ma con l’impossibilità di spostarsi tra Comuni, anche limitrofi, si tratterà in diversi casi di pranzi con un numero di invitati molto ristretto, se non addirittura nullo in molti casi con le famiglie, dunque, anche i nuclei più ristretti (genitori e figli, fratelli e sorelle) che per queste festività non potranno riunirsi nemmeno se in sicurezza e con il rispetto delle norme anti contagio.
Via libera invece al pranzo di Natale e di Capodanno al ristorante. Le attività di ristoro resteranno aperte nei giorni di festa fino alle 18. Sarà dunque possibile pranzare fuori, non più di quattro persone per tavolo, salvo che siano conviventi, con chiusura alle 18 e possibilità di consegne a domicilio o di asporto fino alle 22 nelle zone gialle.
Dal 21 dicembre al 6 gennaio per chi deciderà di andare all’estero, al rientro dovrà sottoporsi alla quarantena. Niente da fare per le crociere.
Restano aperti gli alberghi ma il 31 dicembre niente cenone: dalle 18 sarà possibile solo il servizio in camera.
I negozi potranno restare aperti fino alle 21 con i centri commerciali, i parchi commerciali che resteranno chiusi nei giorni prefestivi e festivi.
Rinviata a gennaio la settimana bianca. Da oggi al 6 gennaio chiusi gli impianti sciistici salvo per atleti professionisti e non riconosciuti di interesse nazionale.
Dal 7 gennaio invece si torna a sciare ma solo in base ad apposite linee guida approvate dalla Conferenza delle Regioni e validate dal Cts.
Dal 7 gennaio si tornerà a lezione in presenza al 75% per gli studenti delle superiori, mentre elementari e medie tornano tra i banchi al 100%.
Il prefetto presiederà il tavolo di coordinamento per definire il raccordo tra orari di inizio e termine lezioni e gli orari dei servizi di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano, in funzione della disponibilità dei mezzi di trasporto.
Lezioni in presenza per le attività formative universitarie del primo anno o rivolte a classi con ridotto numero di studenti, quelle dei laboratori, ma anche esami e sedute di laurea.









