L’Associazione ambientalista spiega perché non è contraria alla conversione proposta da Enel
Civitavecchia, il metano a TVN migliore soluzione per Fare Verde –
Torre Valdaliga Nord è al centro del dibattito ambientalista da sempre: ora con la proposta di Enel di conversione carbone-metano, tornano alla ribalta alternative meno inquinanti.
Sono state tante le voci che hanno chiesto di convertirla in una centrale all’idrogeno.
L’unica voce fuori dal coro è stata Fare Verde, associazione ambientalista di Civitavecchia che, come dice in una nota “ha il polso della situazione”.
Fare Verde è favorevole alla conversione a metano e ne spiega i motivi, punto per punto, basandosi su uno studio specifico richiesto in estate all’ingegner Daniele Mioni.
“Non ci siamo opposti alla transizione verso il gas naturale, ma l’abbiamo auspicata come segnale di passaggio a fonti sempre meno inquinanti”, scrivono.
Aggiungono che non sono contrari alla tecnologia dell’idrogeno, ma che non la vedono una soluzione praticabile in tempi brevi.
“L’idrogeno, infatti, presenta problemi che vanno dall’approvvigionamento dovuto alla produzione italiana troppo bassa, al trasporto, fino alla sicurezza dello stoccaggio che a oggi è contenibile solo in “bombole” altamente pressurizzate”.
La centrale elettrica di Civitavecchia fornisce il 4,5% della produzione elettrica italiana e attualmente genera una potenza di 1980 Mega-watt.
Con questi numeri, per Fare Verde, diventa difficile convertirla in idrogeno ed eguagliarne le prestazioni.
Anche le proposte di solare ed eolico sembrano difficili da realizzare, soprattutto a causa dei grandi spazi che sarebbero necessari.
Infine per l’Associazione anche i tempi di conversione hanno il loro peso: una conversione in idrogeno, dicono, costringerebbe a sostituire il motore stesso della centrale e molte componenti interne.
Una soluzione che quindi la vedrebbe chiusa per parecchio tempo, con tutte le conseguenze occupazionali che ne deriverebbero.
La conversione in metano, avrebbe invece un impatto differente.
“Non siamo folli a volere il metano, abbiamo semplicemente il polso della situazione e sappiamo che inquinare meno è meglio di far chiudere la centrale, con tutte le conseguenze economiche, sociali e produttive che ne conseguiranno”, concludono i volontari di Fare Verde.









