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Ciao direttore, oggi le esequie di Alberto Sava. Il ricordo degli amici

Ciao direttore, oggi le esequie di Alberto Sava. Il ricordo degli amici

Alberto ha sempre rappresentato per me un modello di professionalità e correttezza mista a coraggio. Il coraggio delle proprie idee unito alla volontà di rispettare gli altri ma soprattutto la propria dignità, la dignità della libertà del proprio pensiero. L’affetto e la commozione che la sua scomparsa sta muovendo in queste ore è immediato, montante, trasversale. Anche le persone con cui ha espresso diversità di pensiero e di vedute non hanno potuto esimersi dall’esprimere parole di stima e quindi di rispetto profondo e sincero. Rispetto. Parola desueta, antica , dimenticata, appartenente ad un vocabolario patrimonio di pochi ma nobili poeti estinti. Io l’ho conosciuto appunto come un nobile spirito appartenente ad un tempo ed una dimensione non sempre in sintonia con la modestia del presente. L’ho prima apprezzato nello stile e nell’intelligenza fuori dal comune per poi amarlo come si ama una figura maggiore, un parente stretto, un saggio, affettuoso e credibile fratello. Inaccettabile è la velocità della caduta se raffrontata alla elaborata complessità della crescita, negli anni, della sua credibilità ed autorevolezza. Dice il Talmud quando un uomo muore è come se bruciasse un’intera biblioteca; nel caso dell’ Amico Alberto brucia il ricordo di una volontà sovrana e la fascinazione che ciò provocava in chi lo ha conosciuto. Friedrich Nietzsche affermava che la felicità non ha volto ma spalle: te ne accorgi quando essa è già andata via. Sentiamo tutti quanti sento personalmente un vuoto profondo, immenso ed incolmabile; la percezione di aver perso per sempre un riferimento granitico, un brillante e prezioso interprete del presente ed un romantico inguaribile visionario del futuro.

Massimiliano Visocchi

Ciao direttore, oggi le esequie di Alberto Sava. Il ricordo degli amici
Ciao direttore, oggi le esequie di Alberto Sava. Il ricordo degli amici

Ciao grande Albertone Sava. Grande Amico con la A maiuscola. Grande giornalista di altri tempi. Telecronista di TV private, passando da Teleroma 56 a GBR, Europa TV e TeleCivitavecchia. Vice Direttore del quotidiano “Momento Sera”. Condirettore del quotidiano “Italia Sera”. Direttore del quotidiano “la Voce”, ottenendo risultati eccellenti di copie vendute per un quotidiano dedicato tutto alla provincia della Regione Lazio. E ancora nonostante pensionato Inpgi, non riusciva a fare a meno di scrivere per “La Voce”, sua creatura editoriale che aveva nel cuore. Le mie più sentite condoglianze ai familiari.

Roberto Rossi

Il potere della libertà. Se c’è una cosa che ho imparato nel lungo percorso che ho fatto al suo fianco è proprio questo. La libertà di un giornalista è un potere che non dovrebbe andare perduto mai. Alberto Sava è stato per me un padrino. Mi ha preso che ero poco più che un ragazzino e, sotto la sua ala protettiva, mi ha trasformato nel giornalista e nell’uomo che sono oggi. Sono stato davvero fortunato, è stato un onore lavorare spalla a spalla per tantissimi anni. Anni in cui ne abbiamo passate davvero tante. Potrei scrivere un libro con tutte le storie che ci hanno riguardato. E chissà che magari arriverà anche quel giorno. Dietro quell’aria seria, rigida, c’era un uomo simpatico, brillante, pronto alla battuta e del tutto appassionato alla vita e al suo lavoro. Anche questo mi ha trasmesso, l’amore per la vita, fino alla fine, nonostante tutto. “Mi sei cresciuto sotto
le mani”, mi diceva sempre, e ne sono sinceramente orgoglioso. Con Alberto se ne va una parte di me. Grazie di tutto, di cuore!

Cristiano Orsini

Onori al mio amico Alberto Sava, professionista serio. Le più sentite condoglianze alla moglie Elvira.

Sforza Ruspoli

Alberto è stato una colonna importante del giornalismo del nostro territorio ed un amico fidato, sincero e leale. Già mi mancano le nostre riflessioni sul futuro dell’alto Lazio. Ha sempre avuto un’attenzione particolare per la politica e per l’amministrazione della cosa pubblica. I miei collaboratori sanno bene quanto tenevo ai suoi consigli e ai suoi articoli. Spero sia ricordato al meglio dalla sua città e dal comprensorio . Che la terra gli sia lieve. Ciao Alberto, buon viaggio

Alessandro Battilocchio

Alberto Sava mancherà molto al nostro territorio. Osservatore appassionato, giornalista attento, amico di tante chiacchierate, Alberto ha sempre avuto lo sguardo rivolto all’orizzonte. Buon viaggio Direttore!

Cristiano Dionisi

Di Alberto Sava rimarrà il ricordo di un giornalista serio e scrupoloso, un professionista che attraverso il suo lavoro ha contribuito ad alimentari dibattiti importanti per il nostro territorio. La direzione del quotidiano La Voce ha rappresentato sicuramente uno dei momenti più importanti del suo percorso professionale che ha saputo sempre mettere a disposizione di un’informazione corretta ed equilibrata. Alla sua famiglia va il mio cordoglio più sentito.

Marietta Tidei

Abbiamo appreso in questi minuti della scomparsa di Alberto Sava, il decano dei giornalisti del nostro litorale. Un esempio professionale per tantissimi giornalisti che si sono formati professionalmente sotto la sua guida. Con la scomparsa di Alberto il mondo dell’informazione perde uno dei suoi pilastri, una persona dalle spiccate qualità umane e dal profondo impegno per l’informazione locale. Alla moglie Elvira e a tutti i suoi cari giungano le più sentite condoglianze da parte della Città e dell’amministrazione comunale di
Ladispoli.

Alessandro Grando

Con Alberto se ne va un punto di rifermento dell’informazione del nostro territorio. Da sempre fermo sui suoi principi, onesto, sempre pronto a difendere i suoi ideali. Camminavamo su binari completamente diversi, è vero, ma il rispetto non è mai venuto meno. La notizia della sua scomparsa mi rattrista sinceramente. Sempre disponibile, sempre pronto al confronto e al dialogo. Ci mancherai Alberto. Che la terra ti sia lieve.

Alessio Pascucci

Ti ho conosciuto più di 30 anni fa e ti ho sempre stimato, ma negli ultimi 5 anni, il mio impegno politico mi ha fatto apprezzare i tuoi consigli, i tuoi rimproveri e, soprattutto, la sua professionalità… mancherà leggere i tuoi articoli…. ciao Alberto!

Anna Lisa Belardinelli

Un volto e una firma molto conosciuta in città, apprezzato in maniera bipartisan, che per tanti anni ha saputo raccontare fatti e cronache politiche con grande attenzione e profondità. Un ricordo personale che mi è tornato in mente in queste ore è legato al 2016 quando appena nominata Assessore, ho rilasciato la mia prima intervista proprio al Direttore Sava. In quella occasione apprezzai molto la sua professionalità, la sua profonda capacità di lettura dei fatti, il suo garbo e la sua gentilezza da uomo di altri tempi. Poche settimane fa mi aveva chiamato per parlare della mia candidatura a Sindaco e ci eravamo promessi un intervista a breve. Purtroppo, con grande dispiacere, non abbiamo più avuto modo di fare quell’intervista. Alla moglie Elvira e ai suoi cari, le mie più sentite condoglianze. Buon viaggio Direttore!

Elena Gubetti

“Pugno di ferro in guanto di velluto di Silvia Marongiu”. È il titolo dell’articolo/intervista che Alberto Sava faceva uscire a febbraio scorso su La Voce. Un articolo in cui raccontavo la mia candidatura a sindaca, i miei sogni e progetti per la città che amo. Ricordo bene quella chiacchierata con Alberto. Un giornalista vero, deciso a raccontare la realtà che vedeva intorno a se, riportandola agli occhi dei suoi lettori. Una voce libera e come tale rimarrà nel mio cuore così come in quello di tante e tanti che lo avevano conosciuto e apprezzato come persona e professionista. Il nostro territorio perde una delle firme più rappresentative nella giornata dedicata alla libertà di stampa. Ciao, direttore!

Silvia Marongiu

Ricordo quando trenta anni fa, ritornando stanco dalle tue tante battaglie, sostavi nel mio locale e mangiando un piatto di pasta mi incuriosivi con i tuoi saggi racconti. Quei racconti così nitidi che hanno inciso profondamente nel cuore del nostro tessuto sociale ed hanno risaltato la figura di un leale e grande professionista quale eri. Di te mi mancherà la telefonata quotidiana e le tirate di orecchie per abbattere la mia testardaggine, mi mancheranno le lunghe chiacchierate sprofondati nel tuo salotto, dove condividevamo pensieri e strategie per il bene di una città che amavi per davvero. Ciao Alberto ,pregherò per te e quando non saprò a chi rivolgermi per condividere le
mie perplessità, ti penserò intensamente sperando che anche dal cielo saprai darmi il tuo solito fraterno consiglio.

Salvatore Orsomando

Caro Alberto, te ne sei andato con leggerezza, ancora una volta con quel tocco di signorilità che ti ha sempre contraddistinto. Ma questa volta mi hai lasciato senza fiato, incredulo e con un vuoto che non sarà possibile colmare. Ai tuoi allievi un compito titanico: quello di continuare sulla strada che avevi aperto dal nulla con una sagacia, una perseveranza, una professionalità ed una serenità che sarà difficilissimo eguagliare. Mi resta il grande orgoglio di una mai mutata stima reciproca e mi resterà il tuo incancellabile ricordo. Un grande abbraccio alla tua dolce Elvira. Ciao Alberto.

Celestino Gnazi

Ho conosciuto Alberto nel giugno del 1998. Mi ero appena trasferito alla Boccetta, casa nativa, perché la mia abitazione era soggetta ad un a ristrutturazione quasi totale. Ritornare alla Boccetta mi riportava ai luoghi della mia infanzia ma avrebbe cambiato in modo sostanziale la mia vita. Quella mattina sentii suonare al citofono con una certa insistenza ed incuriosito e preoccupato andai a vedere chi era e mi trovai di fronte ad un signore distinto, con una forte proprietà di linguaggio che dopo essersi presentato mi comunicò che la Giunta Cetica era stata sfiduciata e che Cerveteri aveva bisogno di me! Tutto questo senza che mi conoscesse personalmente ma solo perché aveva sentito parlare di me. Molto probabilmente, se Alberto non si fosse proposto in questo modo imperativo dettato dall’amore per Cerveteri, io non sarei sceso in campo, non sarei
diventato Sindaco con dispiacere o magari soddisfazione di qualcuno. Concludo …affermando che ho conosciuto Alberto in una strana occasione ma ricordo di lui soprattutto la sua professionalità e questo amore per Cerveteri che lo ha visto protagonista da sempre.

Guido Rossi

Addio Alberto, maestro, Voce libera e indipendente

Gino Ciogli

Grande professionista, geniale, avanti con gli anni ma sempre idee giovani. Mancherà a tutti noi che amiamo una stampa libera.

Lamberto Ramazzotti

Ciao Alberto… un amico è per sempre e Tu grande persona e giornalista da sempre spontaneo e mai di parte. Per molti lo sei sempre stato, anzi oggi ti ricordiamo e ti ricorderemo più che mai: oggi che, che non ascolti più le varie lamentele al telefono, oggi che le nostre vite sono cambiate e Tu chissà dove sei e chissà cosa stai facendo. Sarai per sempre un amico perché una parte di Te sarà sempre con noi e per tanti cittadini di Cerveteri che Ti leggevano “LA VOCE”. Un giorno ci ritroveremo e nel frattempo non potremo fare tutto quello che con molti su questa città abbiamo fatto per oltre 40 anni: ascoltarti, telefonarti, scriverti, e parlarti. Ciao Albe…

Gli amici di sempre. Piero, Falconi, Quinta, Vittoria

Le nostre strade si sono incontrate molto presto, la mia vita di allenatore è stata seguita da Alberto in tanti anni. Ovunque allenavo mi seguiva, mi telefonava, mi spronava a fare bene, insistere. Negli anni del miracolo calcistico Cerveteri, Alberto ha avuto, insieme ad altri bravi esponenti della stampa come Ciccognani, Palmieri un ruolo fondamentale nella crescita sportiva della città. Alberto seguiva minuto per minuto le vicende calcistiche e societarie della nostra squadra. Ci seguiva in trasferta. Ricordo con grande emozione il nostro abbraccio a Castelfranco Veneto dopo il sofferto pareggio. “Sei il più forte, tranquillo, domenica prossima siamo in serie C”. E così fu. Ho sempre avuto per lui un grande rispetto.,. che conserverò per tutta la vita. Ciao Alberto

Vincenzo Ceripa

Caro Alberto Sava , in questo periodo ci siamo sentiti spesso per commentare la situazione politica locale. Abbiamo discusso animatamente ma sempre con grande rispetto. Era qualche settimana che non ti sentivo e ora ho appreso la triste notizia! Neanche la possibilità di salutarti l’ultima volta. Spero possa arrivare a te e alla tua cara famiglia il
mio abbraccio. Lascerai un grande vuoto. Magari un giorno torneremo a discutere e litigare. Con la stessa stima di sempre.

Giuseppe Zito

Per me è stato un duro colpo…. Un giornalista con la G maiuscola ma, soprattutto, un Amico con la A maiuscola con il quale tra sorrisi, piccoli scontri, alti e bassi, mi sono sempre confrontato accettando consigli e opinioni come, del resto, si fa nei sani e duraturi rapporti di Amicizia basata su una conoscenza di anni. Mi mancherai Alberto come mi mancheranno le tue critiche, alcune delle quali mi hanno fatto crescere in questi 20anni, mi mancheranno i tuoi aneddoti e i tuoi racconti di vita frutto di esperienza e passione ma, soprattutto, mi mancheranno le tue telefonate a sorpresa con le tante domande e scambi di opinione. Un abbraccione forte e le mie più sentite Condoglianze vanno a tua moglie Elvira e a tutta la tua Famiglia per una perdita così importante. Ciao Alberto, non cancellerò il tuo numero perché spero che da lassù, ogni tanto, farai squillare il mio telefono così capirò che sei Tu….

Aldo De Angelis

I miei ricordi sportivi sono legati ad Alberto, sempre presente a sostenere l’atletica Cerveterana raccontando in modo semplice una realtà che è cresciuto accanto a lui. Ci ha lasciato una persona perbene che sarà ricordato non solo come un grandissimo giornalista ma soprattutto per essere un grandissimo uomo. Ti voglio bene

Loredana Ricci

Alberto Sava una bella persona. Signorile in tutto e per tutto. Grazie per il sostegno dato ai nostri bambini bielorussi! Ciao Alberto.

Beatrice e Scuolambiente

Questa è la classica notizia che chi vive nel mondo delle notizie non vorrebbe arrivasse mai. Senza retorica. Se ne va con Alberto un pezzetto di vita, un rapporto fondato sulla
reciproca stima. Ricordo ancora i primi passi de La Voce, lo spazio che malgrado le divergenze di idee non mi negava mai. I ping pong su argomenti che vedevamo da angolazioni diverse, ma sempre con correttezza reciproca. Ricordo de mi chiamava “la famigerata” con una vena affettuosa e per me era il complimento, gradito, di un giornalista che sapeva scrivere “in punta di penna”, per dirla in gergo, al di là delle opinioni. Quando arriva una notizia come questa sei preda di un tumulto emozionale
fatto di ricordi, di tristezza, quasi di incredulità. Nel porgere le condoglianze alla Famiglia, dico ad Alberto, guardando insù, ovunque tu sia, ciao Direttore.

Carla Zironi

Se sono qui a scrivervi queste poche righe lo devo anche lui. E’ stato il mio secondo direttore dopo Luigi Laloni che, ai tempi dell’università, mi aveva riservato le prime strigliate, ma anche i primi complimenti. Poi arrivò la Voce, un quotidiano nella mia città. Vi entrai in punta di piedi, determinato, ma timido, carico di idee, ma soprattutto pronto ad imparare questo mestiere. E Alberto era lì, al timone di quel sogno: dotare il territorio di un mezzo che desse voce non solo alla politica, ma al territorio, alle associazioni, alle
sue energie più intime e positive, che ascoltasse la sua voce. Quell’ufficio di via Mazzini era una fucina dove non solo si confezionava un giornale, ma nella quale si condivideva un percorso condiviso. Quel quotidiano è nato con lui e il successo che riscosse all’epoca e che fa de La Voce un punto di riferimento, ancora oggi, è tutto merito di Alberto Sava. Un uomo di grande cultura e preparazione, un appassionato della vita e della politica e innamorato di Cerveteri, la sua terra di approdo. Estroso ed empatico come la maggior parte dei napoletani, ma anche ruvido quando necessario: questo era Alberto. Gli anni che trascorsi all’interno di quella redazione sono stati quelli dell’apprendimento ‘matto e disperato’, della ‘caccia alla notizia’, delle riunioni con cazziata incorporata, ma anche delle tante pacche sulle spalle e degli sguardi complici. Io, te e Cristiano eravamo un nodo saldo e una squadra con un obiettivo ed una mission precisa. E tu eri il timoniere, quello da cui ho ‘rubato’ con gli occhi e la testa tutto quello che potevo. Ecco se oggi riesco a fare il tuo stesso mestiere, quello di Direttore, probabilmente con buoni risultati è anche un po’ merito tuo. Non sempre abbiamo condiviso le stesse opinioni e le nostre strade qualche volta si sono anche allontanate, ma so che hai continuato a tessere le mie lodi, sempre.

Mancherai Alberto, a tutti noi redattori di questo magnifico territorio: eri il nostro decano, la nostra memoria storica. Fai buon viaggio…

Riccardo Dionisi

Ciao direttore, oggi le esequie di Alberto Sava. Il ricordo degli amici
Ciao direttore, oggi le esequie di Alberto Sava. Il ricordo degli amici

Conoscevo le condizioni di salute di Alberto dal momento che spesso, per intervistarlo, frequentavo la sua casa. Ci siamo sentiti in questi giorni, il 26 aprile per parlare della campagna elettorale a Cerveteri. Aveva la stessa voglia, malgrado il suo stato fisico non glielo permettesse. In lui c’era quel desiderio di stare sul pezzo, di scrivere e anche,
ahime, di avere ragione. Nelle ultime telefonate ci prendevamo, come era suo solito. Ci lascia una persona cordiale, educata, che sapeva stare al posto suo. Me lo ricordo quando a noi, da tifosi del Cerveteri, ad inizio anni 90, ci ospitava nella redazione di Momento Sera per intervistarci. Vorrei che la sua memoria venisse ricordata con un premio annuale o ancora di più con l’intitolazione di uno spazio a Cerveteri. Lo meriterebbe per quello che ha dato alla città, pur essendo di altre origini si sentiva cerveterano. E quindi non dimentichiamoci di colui il quale a questa città ha dato davvero tanta visibilità.

Fabio Nori

Ho personalmente avuto la fortuna, appena 16enne, di incontrare Alberto Sava nella tipografia dell’indimenticabile Angelo Lauria a Ladispoli dove andava a stampare il periodico locale “La Città”. Alberto diede corpo alle mie speranze di cimentarmi nella professione di giornalista, iniziai a scrivere per questo giornale che rappresentava un esperimento pionieristico di informazione locale nel lontano 1982. Sotto la sua guida ho avuto l’onore di collaborare con un quotidiano storico come “Momento Sera”, di condurre trasmissione televisive per oltre dieci anni su Rta Tele Agylla, di lanciarmi nel mondo del giornalismo con la consapevolezza di avere sempre un punto di riferimento.
Anche quando si divisero le strade professionali agli inizi degli anni novanta rimase con Alberto un rapporto di profonda amicizia, mi onorava che si definisse il mio fratello maggiore. Con il quale talvolta discutevamo animatamente, essendo due caratteri complicati, ma sempre con grandissimo rispetto reciproco. Con Alberto scompare un modo di
fare giornalismo garbato ma incisivo, una penna tra le più pungenti del territorio, una voce inconfondibile che per tanti anni ha accompagnato i telespettatori di tante ed importanti tv locali. Ci mancherai Alberto, ci hai lasciato alla soglia dei 74 anni, avresti potuto dare ancora molto al mondo del giornalismo del nostro territorio. Da lassù siamo certi che continuerai a seguirci con lo stesso grande affetto. Un abbraccio da me e da Felicia Caggianelli alla moglie Elvira, ai figli e a tutti i familiari di Alberto.

Gianni Palmieri

Albertone, così ti chiamavo. Sempre a disposizione. Mai un passo indietro sulle tue idee. Un vero guerriero della penna. Da te avevamo tutti solo da imparare. E per anni ci hai insegnato questo mestiere. Con grande umiltà, professionalità e tanta passione. Indimenticabile. Ti arrivi forte il mio abbraccio, ovunque tu sia.

Luigi Cicillini

Triste la notizia della scomparsa del direttore del quotidiano la Voce, Alberto Sava. Un amico, ricordo ancora quando mi disse, Franco tu sei entrato in politica con la nascita del nostro giornale, ed è vero, io i primi passi, la famosa gavetta, la feci con il suo giornale, ho ancora viva la grande battaglia che facemmo per salvaguardare il monumento ai caduti in guerra di Ladispoli, io e il guerriero Eugenio di Monte, tutto documentato da lui nel suo giornale. Alberto Sava era una persona che non ha mai digerito il ….io io io,, lui era per il noi, e già prima di me pensava, non al paese, non alla città…. ma alla comunità! È stato per me un esempio, un insegnamento, che con gli anni insieme al suo collaboratore più che speciale Cristiano Orsini, siamo cresciuti insieme, abbiamo fatto dono dei suoi insegnamenti… oggi nel ringraziare Alberto Sava lo saluto con affetto e
stima. Ciao Alberto riposa in pace Franco Conte Ho avuto l’opportunità di scrivere per più di quindici anni per il giornale diretto da Alberto Sava. Nonostante le nostre posizioni su alcune cose del mondo non coincidessero non ho mairicevuto dinieghi o censure di sorta: neanche una virgola o un punto e virgola. Questo a dimostrazione del reciproco rispetto e della sua intelligenza e visione come giornalista. Era sempre incuriosito dai mie racconti, dalla mia visione della storia di questa comunità che meritava ben altro presente. Una comunità che Alberto amava e che cercava in tutti i modi possibili di comprendere: anche negli aspetti che più gli erano distanti. Mi telefonava spesso per capire l’arcano di un Paese dal passato glorioso e dal presente rattristato ed avvilito. Da tempo mi chiedeva un articolo su mio padre, Checchino Alfani, di cui in modo non
ruffianesco riconosceva il valore morale e di cives. Per ritrosia non ho adempiuto a questa sua sollecita richiesta. Prometto Alberto che lo farò. Un saluto affettuoso caro Sava e sentite condoglianze ai tuoi cari ed ai tuoi tanti collaboratori.

Angelo Alfani

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