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Cerveteri, sciopero oggi al Mattei: gli studenti spiegano come sono andati i fatti

Cerveteri, sciopero oggi al Mattei: gli studenti spiegano come sono andati i fatti –

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Cerveteri, sciopero oggi al Mattei: gli studenti spiegano come sono andati i fatti

Da Luca Lombardi, studente dell’Enrico Mattei di Cerveteri, riceviamo e pubblichiamo: “Sono uno studente dell’Enrico Mattei di Cerveteri al 5° anno e vorrei spiegare come sono andate veramente le cose nella giornata di oggi (10/01/2022).

Lo sciopero è stato voluto da una porzione importante del corpo studenti nella sera di ieri (09/01/2022) ed è stato organizzato in tempi brevissimi e dunque si può dire sia stato un successo: solo poco più di una sessantina di studenti sono entrati in classe su quasi novecento, parte dei quali è rimasta nei pressi della scuola in segno di protesta. Il problema delle caldaie si è scoperto successivamente ma non ci ha sorpreso, l’Enrico Mattei è da anni un habitué al club del freddo. I ragazzi presenti all’esterno della scuola per manifestare il proprio dissenso verso la gestione del rientro si sono comportati per la maggior parte in maniera ottima: siamo stati in grado di evitare assembramenti e abbiamo tutti indossato la mascherina per tutto il tempo.

Le ragioni della protesta sono semplici ma non banali: chiediamo di posticipare il rientro a scuola, favorendo la D.A.D. in questo periodo particolarmente delicato, ma non solo, chiediamo inoltre che vengano effettuati screening periodici nell’istituto, che anche i docenti vengano sottoposti a tampone qualora un loro alunno risulti positivo e che al primo positivo scatti la quarantena preventiva di una settimana per tutta la classe.

Siamo riusciti a parlare con il preside che, tuttavia, non ci ha dato le risposte che volevamo, venendoci incontro su alcuni punti, ma deputando ad altri le questioni più rilevanti, per questo i rappresentanti d’istituto avranno un colloquio con il sindaco di Cerveteri nel primo pomeriggio a seguito del quale si deciderà il da farsi.

Vorrei ribadire che nessuno è stato obbligato ad aderire e che nessuno ha ostacolato in alcun modo coloro che volessero entrare.

Capisco perfettamente l’importanza della scuola e dell’istruzione e sono il primo a mal tollerare la didattica a distanza ma al primo posto c’è la sicurezza e la tranquillità di noi studenti e del corpo insegnanti che in prima persona viviamo la scuola.

Spero con tutto il cuore che chiunque legga quanto scritto comprenda e appoggi la nostra causa.”

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