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Cultura

Cerveteri, sabato 10 dicembre presentazione del libro “Solo una vita” di Elisabetta Ventura

Intervista esclusiva all’autrice: “Dedico questo libro alla libertà delle donne, in tutti i secoli”

Cerveteri, sabato 10 dicembre presentazione del libro “Solo una vita” di Elisabetta Ventura –

di Marco Di Marzio

Un nuovo appuntamento di cultura interesserà sabato prossimo, 10 dicembre 2022, la città di Cerveteri. Con il patrocinio del Comune Assessorato alle Pari Opportunità, Cultura, Inclusione e Pubblica Istruzione, presso la sala consiliare del Palazzo del Granarone, di Via Francesco Rosati, alle ore 18:30 sarà infatti presentato il libro “Solo una vita. La strega di Viterbo”, scritto dalla Professoressa Elisabetta Ventura ed edito da Robin. Non dilungandoci ulteriormente con le presentazioni di rito, chi scrive ha voluto incontrare telefonicamente l’autrice, così da poter conoscere dell’opera e dell’evento che la riguarderà il prossimo weekend.

Gentile Professoressa Elisabetta Ventura, nel ringraziarla per lo spazio concesso, le chiediamo innanzitutto cosa racconta il libro “Solo una vita. La strega di Viterbo”?

Narra di Dorotea, una fanciulla che cresce nella Viterbo del XVI secolo, in un contesto fortemente caratterizzato da rigorose regole morali, imposte dalle autorità religiose dominanti, da una categorizzazione rigida del ruolo delle donne nella società, da una forte discriminazione dei cittadini ebrei. Per lei, che ama essere indipendente, che condivide una profonda amicizia con una ‘giudea’ e che apprende a curare con le erbe da un’anziana vedova, la vita non può essere facile. Dopo una violenza subita, rifiuta il matrimonio riparatore con il suo aggressore e scappa. Da quel momento il contatto con la natura diventerà catartico in un crescendo continuo. Stimata dalla gente del bosco, verrà improvvisamente tradita e consegnata a un tragico destino, tuttavia si ricongiungerà alla luce, al fuoco e ai suoi alberi per sempre. Questa vita, una vita tra tante altre, è affidata ai boschi e alle rocce che la protagonista ha amato, finché qualcuno non ha deciso di svelarla, per farla nascere ancora, ritessendone le trame in forma scritta.

Elisabetta Ventura

Quali emozioni si provano nel vedere l’opera realizzata e nel vivere un momento come quello di sabato prossimo?

Un’emozione grandissima che quasi non ci si crede. Dopo una ricerca storica durata molto tempo, ho iniziato a scrivere dietro un flusso di pensieri. A quel punto il libro ha iniziato a prendere forma, rimanendo però per del tempo in un cassetto fin quando non ho trovato l’editore disposto a pubblicarlo. Quindi una grande emozione.

Come è nata l’idea di questo libro?

È nata dalla volontà di andare a indagare le difficili e spiacevoli situazioni vissute dalle donne nella storia, laddove cioè sono divenute fonte di giudizio e pregiudizio. Non dimentichiamoci che nei processi dell’epoca nella quale è ambientato il libro erano soprattutto le donne che accusavano le altre donne. Una situazione in parte vissuta anche oggi. Veniamo dalla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e possiamo notare come ancora nella società contemporanea si osservano situazioni di discriminazioni e persecuzioni contro le donne: il libro nasce dunque anche per denunciare questa realtà attuale.

Dove è possibile acquistarlo?

Edito da Robin, il libro è disponibile nei vari eventi di presentazione che sto facendo e online su piattaforme come Amazon e Ibs. Nelle librerie ancora non è stato diffuso ma abbiamo una casa di distribuzione che sta lavorando per tale obiettivo.

Professoressa Ventura, nel ringraziarla di nuovo per l’intervista, in conclusione le chiediamo a chi vuole dedicare l’opera?

Alla libertà delle donne, in tutti i secoli. Credo che di tale argomento vi è il bisogno di parlarne. La discriminazione vissuta dalle donne è un tema ancora molto attuale purtroppo.

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