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Cerveteri: “Miti eroici per buccheri di prestigio” al Museo Archeologico Nazionale Cerite





“L’Olpe di Bruxelles e le tombe principesche di Campo della Fiera”

La mostra “Miti eroici per buccheri di prestigio.

L’Olpe di Bruxelles e le tombe principesche di Campo della Fiera”, si inserisce nella quarta edizione della rassegna “L’Ospite” – il format culturale che prevede l’esposizione temporanea di singole opere d’arte antica, in grado di dialogare con i capolavori del museo archeologico di Cerveteri. L’esposizione celebra il momentaneo ritorno dai Musées Royaux d’Art et d’Histoire di Bruxelles di un capolavoro figurativo dell’artigianato etrusco, la famosa olpe (brocca) di Bruxelles, con decorazione mitologica ispirata all’epica omerica.

Allestita in una sezione al secondo piano del Museo Archeologico Nazionale Cerite, accanto ai capolavori di Euphronios, dal 19 dicembre 2024 al 16 marzo 2025, questa esposizione, oltre a valorizzare l’oggetto in sé – una brocca istoriata in bucchero tanto eccezionale, quanto misteriosa – offre l’occasione per riannodare molti di quei fili intricati di cui è costellata la storia delle ricerche archeologiche a Cerveteri e funge da cassa di risonanza per le attività di ricerca svolte negli ultimi anni sull’antica metropoli etrusca, con il coinvolgimento del PACT, della SABAP, dei Musei reali di Bruxelles, degli istituiti di ricerca universi- tari e delle associazioni di volontariato archeologico del territorio (Nucleo Arche- ologico Antica Caere – Gruppo Archeologico Romano).

Concepito per guidare i visitatori alla scoperta dell’olpe e del suo ricco apparato iconografico, il percorso prevede una prima sezione dedicata alle emozionanti vicende che hanno permesso di ricostruire il contesto originario dell’opera, partita alla volta del Belgio a seguito delle intense ricerche antiquarie dell’800 e rimasta, fino ad oggi, senza provenienza. Nel 2013 una sensazionale scoperta archeologica avvenuta a Cerveteri, nella necropoli della Banditaccia, durante i lavori di pulizia eseguiti dal NAAC e dal GAR con il coordinamento della Soprintendenza in località Campo della Fiera, ha consentito di ridare un contesto al prestigioso vaso istoriato: sono stati ritrovati i frammenti mancanti della famosa brocca di bucchero (olpe) con decorazione mitologica conservata ai Musei reali di Bruxelles. La scoperta è stata preceduta da un altro ritrovamento eccezionale, negli anni ’90, nel tumulo ceretano di San Paolo: un ricchissimo corredo principesco conteneva un’altra meravigliosa brocca istoriata, in tutto simile a quella di Bruxelles, la cosiddetta olpe di Medea.

Questa mostra è l’occasione per celebrare, per la prima volta, il ricongiungimento del vaso di Bruxelles ai suoi frammenti perduti e per raccontare la popolarità e la precoce introduzione dei miti greci nell’arte degli Etruschi. Il recupero di un frammento figurato, completo di didascalia in alfabeto ceretano ha infatti fornito la prova decisiva per riconoscere nella scena raffigurata sul vaso di Bruxelles un raro episodio dell’epos omerico: il compianto funebre di Teti e delle Nereidi al cospetto del corpo di Achille (Aχιle).

Esposto per la prima volta vicino ai suoi frammenti nella vetrina stellare progettata negli anni ’60 dall’architetto Franco Minissi, l’ospite belga viene messo a confronto diretto con l’olpe “gemella” dal Tumulo di San Paolo, raffigurante episodi tratti dal mito di Medea e degli Argonauti, in prestito temporaneo dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, a Roma. Una specifica sezione del percorso è riservata all’esposizione dei resti del corredo funebre della Tomba 2448, la sepoltura “principesca” più antica aperta sul fianco occidentale del tumulo di Campo della Fiera, da identificare – per cronologia e tenore dei materiali associati – come contesto originario dell’olpe di Bruxelles.

Frammenti in foglia d’oro, una serie di ambre originariamente inserite a decorazione di una fibula e la collana di vaghi di faience si associano al campionario di ceramiche greco-orientali che manifestano l’ampiezza dei contatti economici e politici di queste ricche famiglie dell’orientalizzante ceretano (720-580 a.C.). Il percorso espositivo si conclude con una selezione significativa di materiali provenienti dalle altre tombe racchiuse all’interno del grande tumulo di Campo della Fiera che bene documentano il lungo utilizzo dell’area sepolcrale nel corso del tempo.

Piccolo capolavoro di questa sezione è infine la bellissima statuetta in bucchero di plorante che va ad integrare un gruppo di immagini simili provenienti da altre tombe ceretane e poste nel sepolcro per eternare simbolicamente il compianto funebre rivolto al defunto. Un gruppo di 21 piccole immagini di piangenti, scoperto recentemente nella tomba 2525 della Banditaccia e anch’esso esposto in mostra, getta luce su queste pratiche ricorrenti del rituale funerario e documenta una produzione senz’altro singolare e collaterale rispetto alla tradizione, ben più consolidata, del vasellame in bucchero.

Un catalogo scientifico frutto del contributo di diversi studiosi, riassume l’impegno corale nella tutela e nella divulgazione delle ricerche ceretane e funge da agile strumento di approfondimento per i visitatori.

Cerveteri: "Miti eroici per buccheri di prestigio" al Museo Archeologico Nazionale Cerite