Studenti e docenti dell’ISIS Enrico Mattei hanno partecipato ai bandi Erasmus, un’esperienza formativa tra lavoro e job shadowing
Cerveteri, la mobilità internazionale come strumento educativo
Nella seconda parte dell’anno scolastico, studenti e docenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore Enrico Mattei di Cerveteri hanno partecipato al bando Erasmus+, iniziativa che ha permesso loro di visitare altri paesi europei con un duplice obiettivo: gli studenti si sono avvicinati al mondo del lavoro in un contesto straniero, mentre i docenti sono stati ospitati dai colleghi irlandesi (in Spagna non era previsto job shadowing ndr.) per scrutare come loro gestiscono i diversi metodi educativi.
Nello specifico, 24 alunni e 6 docenti hanno visitato Clonakilty (Irlanda) e Alicante (Spagna). Seppur in periodi diversi, in entrambi i casi, i ragazzi e le ragazze hanno vissuto esperienze lavorative di due settimane sulla base delle loro propensioni personali. A questo, sono stati affiancati dei tour culturali dei paesi ospitanti.
È stata un’esperienza estremamente positiva” ha raccontato Andrea Scalella, uno degli studenti che hanno partecipato all’iniziativa. “Non avevo mai fatto una cosa del genere e mi ha aiutato molto sia da un punto di vista linguistico che da un punto di vista della crescita personale. Eravamo soli a lavoro e, per di più, in un paese straniero. In qualche modo dovevamo cavarcela”.



“Sicuramente – ha proseguito Veronica Lombardi – ci siamo avvicinati ad una cultura diversa dalla nostra già a partire dalle abitudini e dagli orari. Non solo, il dialetto irlandese è molto lontano dall’inglese scolastico e questo ha comportato uno sforzo in più”.
“Siamo partiti con quattro professori” hanno spiegato i ragazzi. “Le professoresse Federica Rabbai e Silvana Nero sono state le nostre accompagnatrici. Invece, le professoresse Adriana Cicalese e Deborah Simone si sono dedicate al progetto di job shadowing”.
“Devo dire – ha aggiunto Scalella – che è filato tutto liscio. Noi ragazzi abbiamo dormito in un residence, in una stanza comune da otto posti. Eravamo affidati a Sandro, un tutor che si occupava di qualsiasi cosa, dai pasti agli spostamenti in loco per chi, magari, doveva raggiungere un posto di lavoro distante. Eravamo controllati, ma indipendenti e, soprattutto, organizzati per dare una mano in cucina o per altre faccende. Poi passavamo la sera nei tipici pub irlandesi. Insomma, non lo immaginavo così curato nel dettaglio. Diciamo che la convivenza è stata una bella prova, ma è stato divertente anche adattarsi”.
“Abbiamo imparato ad essere più flessibili – ha concluso Lombardi – perché c’è sempre qualcosa di inaspettato, un imprevisto dell’ultimo momento da risolvere. Abbiamo visitato posti molto diversi rispetto a quelli a cui siamo abituati in Italia e fatto tante gite: Cork, le scogliere di Mizen Head o ancora Dublino. Insomma, senza dubbio una bella iniziativa”.



Parole di conferma anche dagli studenti del gruppo di Alicante, accompagnato dalle professoresse Valentina Pelato e Monica Yurrita: “Ho lavorato in un negozio di telefonia, mentre il pomeriggio ci siamo dedicati a varie visite, Cartagena tra le altre” ha aggiunto Giulia Di Capua. È stato un viaggio che ci ha permesso di migliorare nella costruzione dei rapporti interpersonali anche sul posto di lavoro. Non avevo mai avuto un’esperienza lavorativa e ho trovato l’iniziativa molto stimolante perché ho capito di più, nel mio caso, della gestione di un negozio dalla sistemazione degli scaffali agli ordini”.
“Mi sento a casa in Spagna e quindi ho provato un’emozione sicuramente forte che si è unita al divertimento di quei giorni” ha detto Miriam Piazza. “Avevo fatto dei viaggi in Spagna, ma mai lavorativi e mi piacerebbe molto trasferirmi lì per cui è stata un’opportunità fantastica perché, anche se siamo stati per poco tempo, mi ha fatto capire che c’è questa possibilità. Mi ricordo molto bene, purtroppo, il momento in cui siamo andati via. Era tutto bello, proprio l’atmosfera. Ho lavorato all’interno di un ufficio contabile la mattina, mentre il pomeriggio eravamo liberi e abbiamo fatto molte cose diverse. Appena ho scoperto di poter partecipare al bando, ho fatto i salti di gioia e ringrazio la scuola per questo”.
Tutti i bandi sono stati svolti secondo le indicazioni dell’INAPP nell’ambito dei programmi cofinanziati dall’Unione Europea. Oltre a proporre una modalità di viaggio green che miri a ridurre l’impatto ambientale attraverso la scelta delle sistemazioni (ad esempio), i progetti rispettano i valori dell’inclusività e consentono a tutti gli alunni meritevoli di prendervi parte.









