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Cerveteri, il Segretario del PD, D’Annunzio, scuote la maggioranza: “La seduta di bilancio dirà se ha ancora un senso andare avanti”





“Se la Gubetti dovesse cadere faremo i nomi di chi sta creando i problemi all’interno dell’Amministrazione”

di Giovanni Zucconi

Cerveteri, il Segretario del PD, D’Annunzio, scuote la maggioranza: “La seduta di bilancio dirà se ha ancora un senso andare avanti”

È tardi, e ormai è buio. Tutti e due siamo appena tornati dal lavoro. Siamo seduti su una panchina di piazza Risorgimento, dove il Segretario del PD di Cerveteri Fabio D’Annunzio ci ha gentilmente concesso un’intervista.

Cerveteri, il Segretario del PD, D’Annunzio, scuote la maggioranza: “La seduta di bilancio dirà se ha ancora un senso andare avanti”

C’è un passaggio, in questa intervista, che pesa più di tutti gli altri. Il Partito Democratico non intende difendere l’Amministrazione a ogni costo. Il segretario del PD di Cerveteri lo dice con chiarezza. Indicando nella seduta di bilancio che si svolgerà il 16 marzo prossimo, il momento della verità.

Fino a quel momento, il partito proverà a salvare i progetti e i risultati utili alla città. Ma se dovessero prevalere ancora personalismi, ricatti politici e nuovi strappi interni, allora per la maggioranza potrebbe aprirsi davvero il punto di non ritorno.

Dopo l’ultima riunione di maggioranza della scorsa settimana, che idea si è fatto della situazione? La maggioranza è adesso più o meno solida?

“Al netto del fatto che le riunioni di maggioranza restano sempre un po’ nelle segrete stanze, è evidente che l’amministrazione stia attraversando una fase complicata. Siamo arrivati al voto sul bilancio e, in questa fase, la sensazione è che non si capisca bene chi siamo, dove andiamo e quale debba essere il senso di questa esperienza amministrativa.

Io penso che il Partito Democratico abbia tenuto finché poteva. E terrà finché può, perché ci sono degli obiettivi concreti e importanti che non possono essere buttati via con leggerezza. Penso alla riqualificazione della piazza Aldo Moro, la caserma dei vigili, i finanziamenti ottenuti per i progetti a Campo di Mare.

Buttare oggi tutto questo all’aria sarebbe un peccato mortale. Però c’è anche un limite. Se si deve restare in piedi solo per il gusto di restare, allora non ha più senso. La linea di demarcazione, per me, è il bilancio. È quello l’atto principe dell’amministrazione. Se la maggioranza terrà, lo vedremo lì. Se non terrà, o se ci saranno sorprese, ne prenderemo definitivamente atto.”

Cerveteri, il Segretario del PD, D’Annunzio, scuote la maggioranza: “La seduta di bilancio dirà se ha ancora un senso andare avanti”

Quindi il vero spartiacque sarà la seduta sul bilancio?

“Sì, non c’è dubbio. Il bilancio è il passaggio decisivo. È lì che si misura davvero la tenuta politica e amministrativa della maggioranza.”

In questa fase, voi del PD, per salvare l’Amministrazione per senso di responsabilità, ci state rimettendo sicuramente in immagine. Con il concreto rischio che l’Amministrazione possa cadere lo stesso a breve. Non è una linea politica azzardata?

Io penso che il tema vero sia quello della responsabilità. Governare significa assumersi una responsabilità. Quattro anni fa i cittadini ci hanno affidato il compito di amministrare la città. E questo comporta prendere decisioni, che poi i cittadini giudicheranno alla fine del percorso. Il punto, però, non riguarda solo chi governa. Riguarda anche chi, eventualmente, vorrà o dovrà staccare la spina a questa esperienza.

Se dentro questa maggioranza c’è qualcuno che non si sente più parte del progetto, non c’è niente di illegittimo e niente di immorale nel dirlo apertamente. Basta avere la chiarezza e il coraggio di farlo. Potrebbero dire: guardate, non ci riconosciamo più, ci sentiamo stretti, non condividiamo più alcune scelte. Sarebbe una posizione politica comprensibile. Da parte nostra, non è che ci piaccia tutto. Però ci piace l’idea generale di un’amministrazione che prova a portare a casa dei progetti per la città.”

Secondo lei, la base del PD come vive questa fase?

“Secondo me c’è chiaramente un sentimento di disaffezione verso l’amministrazione comunale. Ma non credo che derivi soltanto dai risultati. Perché se noi mettiamo in fila quello che questa Amministrazione ha fatto, non dico che abbia realizzato cose straordinarie, però qualche progetto interessante lo ha portato a casa.

Penso ai due asili nido, ai condoni di Campo di Mare, al depuratore di Campo di Mare. Che anni fa sembrava quasi impossibile. Penso a una serie di piccole opere di manutenzione. Qualcosa è stato messo in piedi.

Il problema è che questa Amministrazione non la si giudica soltanto per i risultati. Su quattro anni di governo, tre li abbiamo passati nelle segrete stanze a litigare. E questo pesa tantissimo. La disaffezione nasce anche da lì.

Dentro la classe dirigente del partito si discute da anni su come tenere in piedi l’Amministrazione. Di come farla andare avanti, di come salvarla. Mentre magari ci sarebbero diecimila temi politici, nazionali e regionali, che meriterebbero molto più spazio. Se un partito parla solo dell’amministrazione comunale e per di più sempre in questi termini, diventa tutto più difficile da gestire, e da condividere con la base.”

Cerveteri, il Segretario del PD, D’Annunzio, scuote la maggioranza: “La seduta di bilancio dirà se ha ancora un senso andare avanti”

Parliamo della necessità, sulla quale concordano mi sembra tutti, del rinnovamento della classe politica. Che, affermano in molti, a Cerveteri ha un livello medio non altissimo. Lei come la pensa su questo tema?

“Secondo me ci sono due fattori. Il primo è che oggi manca la gavetta politica, mancano le scuole politiche, e questo pesa. La politica è diventata molto più personalistica. E quando la politica è così, la qualità complessiva dipende molto dalla qualità del singolo.

Il secondo fattore è che noi abbiamo vissuto tre o quattro amministrazioni molto concentrate su una figura forte. Soprattutto le ultime due, quelle di Alessio Pascucci. In quelle esperienze il ruolo del Sindaco è stato molto centrale, e altre figure hanno fatto più fatica a crescere e a emergere. Da una parte c’è chi si è adagiato su una figura carismatica. Dall’altra c’è chi, facendo opposizione per venti o venticinque anni, ha avuto ancora più difficoltà a costruirsi.”

Ma una politica personalistica porta a scontrarsi su temi non necessariamente di valore per i cittadini. Ma, credo, anche di interesse prettamente personale

“Oggi, a Cerveteri, le questioni personalistiche sono evidenti. Il rischio di andare a casa sul bilancio non nasce soltanto da divergenze sui progetti o da differenze politiche e ideologiche. Sulle quali in un clima sereno si potrebbe anche trovare una sintesi. Il problema è che ci sono piccole e grandi questioni che rischiano di diventare il vero detonatore della crisi. Ed è qui che il quadro si complica davvero.”

Sia sincero. Perché i nomi di chi sta creando i problemi all’interno dell’Amministrazione, anche se dite sempre che li conoscono tutti, poi nessuno li fa mai durante le interviste?

“Perché probabilmente c’è ancora un pezzo di cortesia. E forse anche una piccola voglia di provare comunque a continuare un percorso insieme. Però torno al tema della responsabilità: chi non si sente più parte di questo progetto dovrebbe avere la forza di dirlo apertamente. Non sta al segretario del PD mettersi a fare l’elenco dei dissidenti.”

Dietro questa situazione ci sono anche piccoli ricatti personali?

“Quando un’amministrazione si regge sostanzialmente su 13 voti, il peso di ogni singolo consigliere diventa enorme. E da quando i numeri si sono fatti così stretti, il peso contrattuale di ciascuno è cresciuto in maniera esponenziale. Se in quel momento io metto al centro un interesse particolare, che non riguarda la città ma il singolo cittadino o la singola cittadina, allora il mio potere contrattuale diventa fortissimo. E questo è esattamente il punto più pericoloso della fase che stiamo vivendo.”

Cerveteri, il Segretario del PD, D’Annunzio, scuote la maggioranza: “La seduta di bilancio dirà se ha ancora un senso andare avanti”

Capisco la necessità, su questo tema, di rispondere in politichese. Ma almeno mi dica almeno che, se questa amministrazione dovesse davvero cadere, a quel punto questi nomi verranno fatti?

“Io penso proprio di sì.”

Come avete letto, più che difendere l’esistente, D’Annunzio mette un confine politico preciso. Il PD, dice in sostanza, non intende trascinare in avanti una maggioranza svuotata, tenuta insieme solo dai numeri o dalla paura di aprire una crisi. Il passaggio del bilancio, da questo punto di vista, sarà molto più di un voto tecnico. Sarà il momento in cui si capirà se esiste ancora una ragione politica per andare avanti insieme, oppure no.