Cerveteri, il problema dell’incrocio tra via Fontana Morella e Aurelia non ancora risolto
L’incrocio tra via Fontana Morella e l’Aurelia, a Cerenova, torna ad essere oggetto della cronaca. I residenti sono tornati a farsi sentire con una raccolta firme che ha già raggiunto quota 200. Sul tavolo ci sono sempre le stesse questioni: il traffico, le lunghe code al semaforo in uscita verso l’Aurelia e il pericolo degli incidenti provocati da automobilisti esasperati dalle lunghe attese. E con l’estate ormai alle porte, i toni ritornano a crescere.
La questione è di quelle complesse da risolvere. Anche se speriamo che sia una delle priorità per l’Amministrazione comunale. Il punto è che questo problema non si manifesta oggi. Già nel novembre 2023, il Comune di Cerveteri aveva proposto ad Anas una rotatoria per provare a mettere ordine in un incrocio diventato sempre più critico con l’aumento delle attività commerciali e dei flussi di traffico. Ma quella soluzione si è fermata davanti ai vincoli dell’area. A partire dalla vicinanza della caserma dei vigili del fuoco e di quella militare.
Da lì era nato il piano alternativo. Uno svincolo verso Civitavecchia, da realizzare passando dietro la cantina sociale. Per quell’opera erano stati indicati 300mila euro nel bilancio comunale. E, nel giugno 2025, la Sindaca Elena Gubetti aveva parlato pubblicamente di un progetto concreto. Ma oggi, a marzo 2026, quello svincolo continua a non esserci. Ed è proprio questo il punto che fa riaccendere la protesta.
Nel frattempo, purtroppo il traffico è aumentato. E sui gruppi Facebook locali si moltiplicano segnalazioni e proteste sulle modifiche alla viabilità in occasione dei lavori di ammodernamento di un centro commerciale. È un tema che, vista l’importanza di quell’incrocio, non riguarda solo gli abitanti della zona. Ma riguarda tutti gli automobilisti che, per qualche motivo, devono accedere sull’Aurelia. Ricordiamo che quell’incrocio è uno dei soli due che permettono l’uscita da Cerveteri sull’Aurelia.
È normale quindi aspettarsi risposte concrete dall’Amministrazione comunale. O, almeno, essere informati sui progetti che si intendono realizzare per eliminare i disagi dei cittadini. Nel frattempo che arrivino delle risposte, i cittadini hanno cominciato a firmare le petizioni.









