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Cerveteri, il Movimento 5 Stelle: “Consorzio Cerenova? No grazie!”

Cerveteri, il Movimento 5 Stelle: “Consorzio Cerenova? No grazie!” – riceviamo e pubblichiamo:

Consorzio Cerenova? No grazie. Non a queste condizioni almeno!  Tanti si sono già espressi su questo tema. Noi aspettavamo dati certi per poter avere una posizione il più obiettiva possibile. Domenica scorsa presso il centro polifunzionale di via Luni a Cerenova si è tenuto un incontro pubblico, durante il quale i promotori di questo Progetto hanno elencato i costi stimati e i benefici potenziali dell’istituzione di un Consorzio a Marina di Cerveteri, “ispirato” a quello di Marina di San Nicola nonostante le evidenti differenze demografiche e urbanistiche tra le due realtà. Nella cittadinanza e sui media locali si è riacceso il dibattito e una testata ha perfino proposto un referendum, ovviamente a spese del Comune, per sondare la volontà popolare su questa iniziativa privata.

Al riguardo vorremmo fare chiarezza su pochi punti, secondo noi fondamentali.

Cerveteri, il Movimento 5 Stelle: "Consorzio Cerenova? No grazie!"
Cerveteri, il Movimento 5 Stelle: “Consorzio Cerenova? No grazie!”

Il Consorzio nascerà soltanto se avrá raccolto un numero di adesioni sufficiente a rendere obbligatoria la partecipazione da parte di tutti i proprietari di immobili della frazione. Questo significa che il suo mantenimento in vita comporterebbe costi annuali fissi e variabili,  suddivisi per millesimi e obbligatori. Il costo medio (circa 18 euro al mese) pubblicizzato dai promotori, è stato invece calcolato non solo senza tener conto della necessaria ripartizione in millesimi, ma neanche della difficoltà (se non impossibilità) di consorziare i residenti di Campo di Mare che, come noto, è di proprietà di Ostilia. La  fantomatica cifra di 18 euro mese tiene conto di una base di 9 mila unità abitative paganti. Compresa Campo di Mare. Primo dubbio quindi. Senza Campo di Mare le unità abitative sono circa la metà e il costo mensile già solo per questo raddoppierebbe.

Come anche alcuni cittadini presenti all’incontro hanno ricordato, già la precedente esperienza consortile a Cerenova ha portato con se uno strascico di polemiche, morosità e contenziosi durate anni.

I cittadini della Marina, con una presenza rilevante di proprietari di seconde case, pagano interamente le loro tasse comunali, esattamente come tutti gli altri cittadini di Cerveteri; tuttavia l’adesione a questo Consorzio non comporterebbe per loro alcun tipo di vantaggio o compensazione fiscale. L’unico eventuale contributo da parte del Comune di Cerveteri varrebbe, come riferito durante l’incontro, al massimo 40.000 euro l’anno per la manutenzione del verde.

Ricordiamo infatti che ci sono attività che non possono essere prese in carico da un Consorzio, come la manutenzione della rete fognaria o la distribuzione dell’acqua, che rimarrebbero a carico e responsabilità del Comune.

Con l’istituzione di un Consorzio il Comune risparmierebbe sui costi di servizi dovuti, che i cittadini si troverebbero a dover pagare due volte.

Non parliamo poi dei costi che si dovrebbero affrontare per l’amministrazione del Consorzio, il CdA e tutti i servizi come la vigilanza, la pulizia, il taglio dell’erba, la pavimentazione stradale eccetera, come detto stimati sulla base di quelli sostenuti da San Nicola senza tener conto di alcune differenze sostanziali tra le due realtà. E poi i costi relativi al personale assunto direttamente dal Consorzio, non si sa bene in che modo e in base a quali criteri. Quanta vigilanza servirebbe? Una, due tre vetture? Quante telecamere? Si è trattato di un primo incontro, è chiaro. Ma allora sarebbe stato più opportuno non parlare di cifre, evitando di buttare lì l’importo allettante di 18 euro, importo che i partecipanti sono stati invitati a divulgare nella comunità, solo per mettere temporaneamente a tacere i borbottii più insistenti. A settembre ci sarà un tavolo tecnico col Comune. Aspettiamo ulteriori dettagli. Nel frattempo però ribadiamo che Cerenova non ha bisogno di mani private per essere bella. Strade sicure, illuminazione, verde pubblico e sicurezza devono già essere garantite per legge dall’Amministrazione. La soluzione non può e non deve essere quella di usare privati cittadini come un bancomat per avviare una rete di imprese private. Il Comune pensi ai servizi di urbanizzazione primaria e secondaria che deve. Sistemiamo il necessario. E poi potremo pensare al superfluo.

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