L’intervista ai due organizzatori: “Un NO che va oltre la politica. In gioco ci sono i diritti di tutti”
di Giovanni Zucconi
Cerveteri, il 5 marzo si svolgerà un incontro informativo sulle ragioni del NO sul Referendum sulla Giustizia

Giovedì 5 marzo, alle ore 18:00, nella sala del Jolly Bar in piazza Santa Maria a Cerveteri, si svolgerà un incontro informativo sul prossimo Referendum sulla riforma costituzionale della Giustizia. L’incontro è promosso da due associazioni che sostengono le ragioni del NO. Il Fronte Unito Costituzionale e il Comitato Articolo 11. Associazioni rappresentate, rispettivamente, da Andrea Cavola e Luca Climati.
Abbiamo premesso che nell’incontro si sosterranno le ragioni per votare NO. Ma i due organizzatori ci tengono a dichiarare che non sarà una noiosa tribuna politica, e neanche un derby tra destra e sinistra.
La formula che propongono semplice: far parlare chi il tribunale lo vive ogni giorno. Spiegare tutto con parole chiare, e dare ai cittadini gli strumenti per capire davvero, senza fornire informazioni fuorvianti. Dalla doppia intervista che segue a Cavola e Climati emerge un appello che va oltre la politica: informarsi, partecipare e votare. Perché questa riforma, dicono, riguarda tutti noi. Ma ancora di più le generazioni che verranno.
All’incontro saranno presenti Valerio Savio, presidente aggiunto GIP/GUP del Tribunale di Roma, oltre che membro del direttivo di Magistratura Democratica, e l’avvocato Guglielmi, il Portavoce del Comitato del NO.
Intervista a Luca Climati
Partiamo dall’inizio. Qual è l’obiettivo del vostro incontro?
“Il nostro obiettivo è fuggire dalla logica da Bar dello Sport, e dai fraintendimenti che riportano tutto al tifo da stadio. Destra contro sinistra. Noi vogliamo fare uno sforzo diverso. In un periodo in cui si sente solo urlare, e in cui spesso non esiste una verifica delle cose, vogliamo dare al cittadino la possibilità di verificare quello che ha sentito o letto. Perché circolano troppe informazioni forvianti. Chiariamo già una cosa. Non è in ballo, per esempio, la Presidenza del Consiglio di Giorgia Meloni. Perché Meloni, se dovesse vincere il NO, non si dimetterà dopo questo Referendum.”
Allora che cosa è in ballo?
“È in ballo il diritto dei cittadini. È in ballo la Costituzione. Quella Costituzione che è nata dalla Resistenza. Sono in discussione sette articoli costituzionali e, soprattutto, è in discussione il diritto dei cittadini. Perché questa riforma rischia di triplicare i costi. La domanda che faccio è semplice: ai cittadini va bene pagare tre volte di più i costi della Giustizia senza avere un oggettivo snellimento dell’intasamento dei tribunali? È giusto aspettare sette anni, otto anni, per una causa?”
Se la riforma andasse davvero a snellire la giustizia, la valutereste diversamente?
“Se questa riforma prevedesse davvero lo sfoltimento delle pratiche giudiziarie, sarei il primo a votare SÌ. Perché sarebbe una riforma giusta. Ma noi non crediamo che questa sia una riforma giusta. Inoltre, quello che preoccupa è il contenuto, che non conosciamo, delle cosiddette annunciate “leggi attuative”, se passasse il SÌ. Posso essere un po’ preoccupato come cittadino, parafrasando il Marchese del Grillo?”

Ci racconta come avete organizzato l’incontro a Cerveteri? Chi avete invitato?
“Porteremo due persone che, a nostro avviso, sono il meglio nella capacità di spiegare in maniera diretta tutti gli aspetti di questa riforma. E di farlo facendosi capire da tutti. Io e Andrea Cavola, con il Comitato Articolo 11 e con Fronte Unito Costituzionale, abbiamo pensato a qualcosa che non fosse la risultante di uno schieramento partitico. Ma qualcosa di più accessibile ai cittadini. Un incontro dove i cittadini possano fare domande liberamente. Un incontro dove non si interviene per sentenziare, ma si interviene per domandare. Vogliamo il contatto anche con persone che la pensano diversamente.”
Chi saranno gli ospiti?
“Abbiamo interlocutori importanti, il meglio che si poteva portare a Cerveteri. C’è Valerio Savio, presidente aggiunto GIP/GUP del Tribunale di Roma, oltre che membro del direttivo di Magistratura Democratica. Una persona molto disponibile e molto preparata. E poi c’è addirittura Carlo Guglielmi, il Portavoce del Comitato del NO.”
Intervista ad Andrea Cavola
Luca Climati ha già spiegato lo spirito dell’incontro. Lei come lo riassumerebbe?
“Il nostro obiettivo è portare sul territorio un convegno che, dal nostro punto di vista, sia diverso. Diverso perché portiamo due addetti ai lavori, ma anche due figure di rilievo. L’avvocato Guglielmi è il portavoce del Comitato dei 15, quelli che hanno raccolto le firme e lavorato alla modifica del quesito referendario rendendolo più corretto. Visto che si toccano sette articoli della Costituzione. E il dottor Savio è un giudice di punta del Tribunale di Roma. Noi chiederemo a loro di spiegare tutto in parole semplici, senza cadere nel giuridichese.”
L’obiettivo dell’incontro è quindi far capire i rischi della riforma a chi non è tecnico
“Esatto. Vogliamo che spieghino quali sono, dal loro punto di vista, i pericoli maggiori di questa riforma. Perché questa è una riforma che tocca tutti i cittadini, indipendentemente dall’appartenenza politica. Non tocca solo i cittadini di sinistra o di destra. Tocca tutti. Purtroppo, per esempio, anche io ho avuto una brutta esperienza giudiziaria.”
La può raccontare?
“Anche io, che sono una persona onesta, per la mia attività di sindacalista mi sono trovato coinvolto in un processo. Legato proprio alla mia attività. In quella circostanza ho passato momenti molto brutti. Se non avessi avuto un pubblico ministero equanime e un giudice altrettanto equanime, sarei stato in pericolo. Con questa nuova riforma, dove il pubblico ministero di fatto diventa l’avvocato dell’accusa, io avrei corso serissimi pericoli. Questo vogliamo far capire a chi verrà: attenzione, non è una cosa che non ci riguarda. Non è vero che “tanto a me non capiterà mai”. Può capitare a tutti.”

Insistete molto sull’obiettivo di non politicizzare l’incontro di giovedì 5 marzo a Cerveteri
“Sì, perché sarebbe sbagliato. Noi non vogliamo politicizzare il convegno. Non lo abbiamo fatto neanche in questi giorni in altre occasioni. In questo caso devono parlare soprattutto i relatori. Che stanno tutti i giorni in tribunale, e che devono spiegare alle persone quali sono i veri pericoli. Questo indipendentemente dalla posizione politica di chiunque.”
Non pensa che oggi sia difficile togliere i filtri politici da qualsiasi dibattito?
“Che sia difficile non c’è dubbio. In Italia il dibattito pubblico è crollato da anni. Io rimpiango i tempi in cui, da giovane, c’erano scontri anche duri con chi non condivideva le mie idee. Ma erano scontri sui temi, sui contenuti. Oggi è diventato un derby calcistico: aggressività, insulti, zero contenuti. Il pericolo che lei indica è concreto.”
Agli indecisi, e a chi rischia di non andare neanche a votare, cosa direbbe?
“Mi viene in mente Gramsci, quando parla degli indifferenti. Diceva che gli indifferenti distruggono i progetti meglio costruiti. Io direi a chi è indeciso di informarsi e di capire che questa riforma tocca anche loro. Tocca tutti noi cittadini. Può toccare i nostri figli e i nostri nipoti. Noi rischiamo di essere la prima generazione a lasciare ai figli e ai nipoti una società peggiore. Questo non va bene.
Quindi chiedo a tutti di venire ad ascoltare. Non solo il nostro convegno, ma tutti i convegni. Informatevi, capite bene qual è la partita che si sta giocando, e poi andate a votare.”









