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Cerveteri, gli equilibri di bilancio passano con 13 voti della maggioranza





Opposizione contraria, duro scontro in aula

Gli equilibri di bilancio del Comune di Cerveteri sono stati approvati, al terzo tentativo, con 13 voti favorevoli e 12 contrari.

Il confronto in aula, tuttavia, non si è limitato al voto sugli equilibri di bilancio. L’opposizione aveva infatti presentato un emendamento, con l’obiettivo di intervenire sulle scelte contenute nel provvedimento. La proposta, però, non ha ricevuto un giudizio favorevole da parte del collegio dei sindaci e del dirigente.

Cerveteri, gli equilibri di bilancio passano con 13 voti: maggioranza "compatta", opposizione contraria
Cerveteri, gli equilibri di bilancio passano con 13 voti: maggioranza “compatta”, opposizione contraria

Prima del voto è intervenuto il sindaco Elena Gubetti:

“È un atto importante, che serve a fare due cose”. Così il sindaco di Cerveteri, Elena Gubetti, ha commentato la presentazione della variazione di bilancio, sottolineando il duplice valore del documento per l’amministrazione comunale.

“Da una parte – ha spiegato Gubetti – serve a tracciare a metà anno come stanno le casse del Comune e a verificare se l’ente è sano. E il Comune è sano”. Dall’altra, la variazione rappresenta uno strumento di programmazione attraverso il quale l’amministrazione definisce le attività e gli interventi prioritari da portare avanti fino alla fine dell’anno.

Tra i capitoli considerati maggiormente strategici ci sono innanzitutto quelli dedicati alle fasce più fragili della popolazione. Sono previste risorse per la disabilità gravissima e per la casa famiglia, con l’obiettivo di garantire continuità ai servizi rivolti alle persone e alle famiglie che necessitano di maggiore assistenza.

Attenzione anche al patrimonio scolastico. La variazione prevede risorse per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria delle scuole, che nel territorio comunale comprende complessivamente 22 plessi scolastici. Un capitolo considerato prioritario dall’amministrazione in vista della ripresa delle attività didattiche.

“Ci sono risorse per l’ambiente, per il personale”, ha aggiunto la sindaca, indicando così altri due settori sui quali l’amministrazione intende concentrare gli interventi nei prossimi mesi. Una parte delle risorse è inoltre destinata agli appuntamenti che caratterizzeranno la seconda parte dell’anno e che rappresentano momenti importanti per la vita cittadina e per la promozione del territorio. Tra questi la Sagra dell’Uva e del Vino dei Colli Ceriti, la Piazza del Vino e gli appuntamenti dell’Estate Caerite. Risorse anche per la sicurezza e la viabilità, con particolare attenzione ad alcune arterie che rappresentano collegamenti importanti per il territorio. Nel quadro degli interventi sono state richiamate via Settevene Palo, via Angeli Ceretani e via Doganale, compreso il tratto che attraversa Borgo San Martino.

Di tutt’altro tenore l’intervento del consigliere Piergentili, che ha contestato duramente le parole della sindaca, mettendo in discussione soprattutto il concetto di “programmazione” rivendicato dall’amministrazione. Nel suo intervento, il consigliere ha sottolineato come tra le risorse previste dalla variazione vi siano anche quelle destinate all’Ecofestival, voce che, a suo giudizio, sarebbe stata volutamente omessa dal quadro illustrato da Gubetti.

Piergentili ha quindi accusato la sindaca di non avere una reale visione programmatoria, sostenendo che “non sapere cosa sia la programmazione” significhi non riuscire a individuare con chiarezza priorità, obiettivi e risorse da destinare alle diverse iniziative.

A rincarare la dose è stato anche il consigliere di maggioranza Galli, che si è rivolto direttamente alla sindaca distinguendo i due aspetti contenuti nell’atto: da una parte gli equilibri di bilancio, dall’altra la variazione, quest’ultima ritenuta invece ampiamente discutibile.

“L’atto è diviso in due: ci sono gli equilibri e c’è la variazione, che è discutibile. Perché non si discute?”, ha osservato Galli, rivendicando al tempo stesso la propria presenza in aula: “Io sono qui responsabilmente”.

Poi l’affondo politico nei confronti della sindaca. Secondo Galli, infatti, qualora Elena Gubetti non disponesse più di una maggioranza in grado di sostenerla, dovrebbe assumersi le conseguenze politiche della situazione e rimettere il mandato: “Il sindaco, se non ha la maggioranza, dovrebbe dimettersi”.

Galli ha quindi individuato proprio nella sindaca la principale responsabile della situazione politica venutasi a creare: “La vera responsabile della situazione è il sindaco Elena Gubetti”. Una presa di distanza netta, accompagnata dalla precisazione che né lui né il consigliere Di Cola intendono essere considerati responsabili delle difficoltà dell’amministrazione: “Io e Di Cola non ci sentiamo affatto responsabili”.

Duro anche l’intervento del consigliere Salamone, che ha ricostruito le tappe che hanno portato alla nuova convocazione del Consiglio comunale per discutere gli equilibri e la variazione di bilancio.

“Torniamo in aula per gli equilibri. Quello di oggi è la diretta conseguenza del Consiglio di lunedì scorso: la maggioranza non ha più i numeri”. Secondo Salamone, dopo il voto contrario e la successiva diffida del Prefetto, l’amministrazione avrebbe riconvocato il Consiglio riproponendo sostanzialmente lo stesso provvedimento.

“Abbiamo fatto una domanda: veramente portate lo stesso atto che non ha avuto la maggioranza? La risposta è stata sì”, ha raccontato il consigliere. Da qui la decisione di intervenire con un emendamento: “Siccome siamo responsabili, abbiamo emendato l’atto mercoledì sera”.

L’emendamento, tuttavia, non avrebbe trovato il via libera tecnico necessario. “Ieri abbiamo avuto un voto negativo dal dirigente, troppo tardi per poter modificare l’emendamento”, ha spiegato Salamone.

Tra i punti contestati anche lo stanziamento di 550mila euro destinato alla cultura. “Nell’emendamento non andavano bene i 550mila euro per la cultura, non conoscendo la programmazione”, ha affermato il consigliere, evidenziando come, a suo giudizio, non fosse possibile approvare una cifra significativa senza conoscere nel dettaglio le iniziative e gli interventi a cui sarebbe stata destinata.

“Lo sforzo lo abbiamo fatto, ma abbiamo ricevuto uno sbarramento”, ha concluso Salamone. Da qui la posizione annunciata in aula: “Non possiamo votarlo oggi perché è identico a quello di una settimana fa”.

Intervento dai toni altrettanto duri quello di Orsomando, esponente di Fratelli d’Italia, che ha chiesto chiarezza sulle ragioni per cui la delibera è tornata più volte all’esame del Consiglio comunale.

“Abbiamo sentito su questa delibera di tutto e di più. Di fronte alla città facciamo capire perché questo atto è la quarta volta che va in discussione”, ha dichiarato Orsomando, chiedendo all’amministrazione di spiegare ai cittadini cosa stia realmente accadendo.

Il consigliere ha quindi parlato di una città “tenuta ostaggio”, lasciando intendere che dietro la nuova discussione della delibera possa esserci un accordo politico: “Evidentemente è stato raggiunto un accordo. Che tipo di accordo è? Se è per il beneficio della città sarebbe importante, ma se non è così mi viene qualche dubbio”.

Un passaggio che ha riportato al centro del dibattito il tema della trasparenza nelle scelte amministrative. “State gestendo la cosa pubblica”, ha concluso Orsomando, richiamando la maggioranza alla responsabilità nei confronti della città e dei cittadini.

Sul tema è intervenuto anche il consigliere di opposizione Paolacci, che ha invitato i cittadini a guardare con attenzione alla struttura della deliberazione e alle modalità con cui sono state accorpate le diverse voci.

Oggi i cittadini devono capire che non si può votare con un unico sì o no tutto quello che è stato inserito nell’equilibrio”, ha affermato Paolacci, sottolineando come, a suo giudizio, riunire in un’unica deliberazione una serie così ampia di interventi rappresenti una precisa scelta politica.

“Questa scelta ci porta ad approvare centinaia di migliaia di euro per altre cose, soprattutto per le attività culturali”, ha aggiunto il consigliere, contestando quello che considera un meccanismo che rischia di mettere sullo stesso piano capitoli di spesa molto diversi tra loro.

Paolacci ha quindi respinto l’idea che un eventuale voto contrario all’atto possa essere interpretato come un voto contro il sociale: “Non può passare il messaggio che o approvate tutto o siete contro il sociale. È stata l’amministrazione a mettere tutto in un calderone”.

Nel suo intervento è tornato anche il tema dell’Estate Caerite, sul quale, secondo Paolacci, l’opposizione non avrebbe ancora ricevuto risposte sufficienti rispetto alle richieste di chiarimento sulla programmazione.

“Non abbiamo avuto nessuna risposta alle nostre richieste sulla programmazione dell’Estate Caerite”, ha sostenuto il consigliere.

Infine, un attacco diretto ai consiglieri Di Cola e Galli, che nella precedente votazione avevano lasciato l’aula: “Chi è uscito dall’aula nella scorsa votazione, Di Cola e Galli, ha preso in giro l’intera città. Sindaco rassegni le dimissioni”.

È intervenuto anche il consigliere di Forza Italia Vecchiotti, che ha espresso stupore per l’evoluzione del dibattito in aula e per il clima politico che si è creato attorno alla variazione di bilancio.

Sono stupito da come evolvono i dibattiti qui”, ha esordito Vecchiotti, richiamando anche gli interventi di Zito e Galli. “Eppure oggi assistiamo a una calma piatta”.

Il consigliere ha quindi criticato l’appello lanciato dalla sindaca, giudicandolo poco comprensibile alla luce dello scontro politico delle ultime settimane. “Il sindaco parla dei servizi sociali, della Sagra dell’Uva, delle scuole. Ma se è solo questa la volontà politica dell’atto, come mai si è incagliata in aula?”, ha osservato.

Da qui la domanda centrale posta da Vecchiotti: “Cosa c’è di sotteso a quest’atto?”

Secondo l’esponente di Forza Italia, il problema sarebbe ormai più profondo e riguarderebbe la stessa tenuta della maggioranza: “L’amalgama non esiste più, andate avanti per inerzia”. Una maggioranza che, nella sua lettura, sarebbe ormai arrivata a un punto limite, tanto da essere definita come un “malato terminale”.

Eppure, nonostante le pesanti accuse arrivate anche dai banchi della stessa maggioranza, Vecchiotti ha sottolineato come gli equilibri di bilancio possano oggi trovare i numeri necessari per essere approvati.

Da qui la richiesta rivolta direttamente alla sindaca: “Il sindaco dovrebbe spiegare come e su cosa ha ricompattato la maggioranza”.

Un interrogativo che resta al centro del confronto politico e che, secondo Vecchiotti, riguarda non soltanto l’approvazione degli equilibri di bilancio, ma soprattutto la capacità dell’amministrazione di arrivare alla fine del mandato con una maggioranza realmente coesa.

Parole che hanno ulteriormente alzato il livello dello scontro politico in aula, in una seduta nella quale la variazione di bilancio è diventata anche il terreno di confronto sulla tenuta della maggioranza e sulle scelte dell’amministrazione per la seconda parte dell’anno.

A fare chiarezza sulla scelta dell’amministrazione di riportare in Consiglio la stessa deliberazione è stata la sindaca Elena Gubetti. Nel corso del dibattito, la prima cittadina ha spiegato che il segretario comunale ha avuto un confronto con la Prefettura, verificando la possibilità di ripresentare l’atto dopo la precedente bocciatura.

Secondo quanto riferito dalla sindaca, dalla Prefettura non sarebbe arrivata alcuna opposizione alla riproposizione della deliberazione, consentendo quindi all’amministrazione di tornare in aula con lo stesso provvedimento.

Una precisazione arrivata anche alla luce delle contestazioni sollevate dall’opposizione, che aveva messo in discussione proprio la scelta di ripresentare un atto già respinto nella precedente seduta.

Durissime le repliche degli esponenti dell’opposizione.

Il passaggio sugli equilibri assume quindi anche una valenza politica. La maggioranza ha scelto di difendere il provvedimento così come predisposto dall’amministrazione, mentre l’opposizione ha cercato di modificarne alcuni aspetti attraverso il proprio emendamento. Il mancato giudizio favorevole dei revisori e del dirigente ha rappresentato, in questo quadro, un elemento determinante nel confronto.

Alla fine il provvedimento è stato approvato con 13 voti favorevoli e 12 contrari.