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Cerveteri, cittadini e PACT uniti in un progetto di conservazione della Tomba dei Rilievi





Venerdì 30 ottobre, alle 17.30 in piazza Vicinatello, il “Comitato Tomba dei Rilievi” presenta la raccolta fondi per contribuire allo studio e alla conservazione del monumento. Maria Cristina Tomassetti racconta il lavoro del Parco e il valore della partecipazione dei cittadini alla tutela di uno dei simboli della città

di Giovanni Zucconi

Venerdì 30 ottobre, alle 17.30, in piazza Vicinatello, nel centro storico di Cerveteri, si parlerà del futuro di uno dei monumenti più rappresentativi della città. Il “Comitato Tomba dei Rilievi” presenterà alla cittadinanza la raccolta fondi per sostenere interventi di studio, protezione e manutenzione della tomba. Un incontro aperto a cittadini, istituzioni, operatori culturali ed economici. E a chiunque voglia conoscere l’iniziativa e contribuire alla tutela di questo straordinario monumento. Un monumento particolarmente delicato, sul quale il Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, diretto da Vincenzo Bellelli, porta avanti da tempo un’attività costante di studio, monitoraggio e conservazione. Un lavoro che deve necessariamente confrontarsi anche con le modalità di accesso a un ipogeo tanto prezioso quanto fragile.

Cerveteri, cittadini e PACT uniti in un progetto di conservazione della Tomba dei Rilievi

A promuovere l’incontro del 30 ottobre sono Ercole Zapicchi, Ennio Tirabassi, Mauro Lucarini, Rita Lucarini e Rita Papi, fondatori del Comitato. Un gruppo di ceretani che, per lavoro, studio o interesse personale, frequenta da molti anni la Necropoli, e ha voluto trasformare questo legame in un impegno concreto. Come ci ha raccontato Rita Lucarini, il Comitato vuole contribuire al lavoro di tutela che il Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia già svolge sulla Tomba dei Rilievi. Coinvolgendo i cittadini nel sostegno alle attività di studio e conservazione del monumento.

Cerveteri, cittadini e PACT uniti in un progetto di conservazione della Tomba dei Rilievi

All’incontro parteciperà Maria Cristina Tomassetti, responsabile dell’Ufficio restauro e conservazione del PACT, che illustrerà le attività individuate. Sarà quindi un’occasione per conoscere gli approfondimenti proposti, comprendere il lavoro che il Parco già svolge e condividere idee per la salvaguardia del monumento. Le donazioni raccolte nell’ambito dell’iniziativa da cittadini e realtà economiche saranno versate direttamente al PACT per finanziare gli interventi sulla Tomba dei Rilievi. Questa iniziativa merita attenzione anche per il rapporto che si può costruire tra la città e il suo patrimonio. È un segnale positivo che alcuni cittadini abbiano scelto di impegnarsi in prima persona per un bene comune, mettendo a disposizione tempo ed energie. Una partecipazione che può diventare un esempio da seguire quando cresce attraverso il dialogo, informazioni precise e il rispetto delle competenze. Ai cittadini la possibilità di proporre e sostenere. Al Parco la responsabilità delle valutazioni scientifiche e delle scelte di tutela.

In vista dell’appuntamento di venerdì, abbiamo intervistato Maria Cristina Tomassetti, per approfondire le condizioni della tomba, le attività previste e le prospettive di questa collaborazione.

Dottoressa, che quadro emerge dai controlli sulle condizioni della Tomba dei Rilievi?

“Allo stato attuale riteniamo che la tomba presenti uno stato di conservazione complessivamente buono, con condizioni stabili. È un monumento al quale dedichiamo molta attenzione. È sicuramente la tomba più seguita e controllata di tutto il Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia. Disponiamo di un sistema di monitoraggio ambientale continuo, i cui dati vengono analizzati anche dal Dipartimento di Fisica della Sapienza. A questo si aggiunge un monitoraggio microbiologico, che permette di controllare l’eventuale sviluppo di colonie potenzialmente dannose per la conservazione delle superfici. Questo monitoraggio è condotto da una biologa del Dipartimento di Biologia “Charles Darwin” dell’Università di Roma “La Sapienza”, che è tra i massimi esperti nel settore. E che, da oltre dieci anni, studia e monitora le tombe del Parco. Sia a Cerveteri che a Tarquinia,

Abbiamo quindi diversi strumenti per seguire nel tempo il comportamento della tomba, e per valutare tempestivamente gli interventi. Questo naturalmente non esclude l’opportunità di approfondire ulteriormente alcuni aspetti. Il confronto con il Comitato è stato l’occasione per condividere alcune ulteriori verifiche, e per valutare come realizzarle anche con il contributo dei cittadini. Tra queste rientrano la ripetizione dell’indagine colorimetrica e il controllo della copertura della tomba.”

Cerveteri, cittadini e PACT uniti in un progetto di conservazione della Tomba dei Rilievi
Maria Cristina Tomassetti – Responsabile dell’Ufficio restauro e conservazione del PACT

Quale copertura della tomba? Non c’è una copertura sulla Tomba dei Rilievi

“Invece c’è. Ma non è come quelle che ci sono a Tarquinia, per esempio. Negli anni Ottanta, al di sopra dell’ambiente sotterraneo e sotto il terreno, fu realizzata una soletta di cemento con uno strato impermeabilizzante indicato come bitume. È una soluzione sulla quale ho qualche perplessità e che vorremmo verificare direttamente, anche per capire quali materiali siano stati effettivamente utilizzati e in quali condizioni si trovino oggi. L’idea è quella di effettuare un piccolo saggio, rimuovendo una porzione di terra per osservare la soletta. Dovremmo però programmare l’intervento al di fuori della stagione delle piogge. Inoltre, all’interno della tomba, l’angolo in fondo a sinistra rimane più umido: è una situazione che già seguiamo con due sonde che misurano continuamente il contenuto di acqua. Il sopralluogo sulla copertura permetterebbe di aggiungere altri elementi alla conoscenza del monumento.”

Non interverrete anche sulle superficie colorate?

“Alle verifiche che le ho appena detto, si possono affiancare interventi di manutenzione, con una leggera pulitura e un controllo delle superfici decorate. Non parliamo di un restauro vero e proprio, ma di manutenzione, che si può affidare a una ditta molto specializzata. Sono attività che si inseriscono nel lavoro di tutela già in corso e che servono anche a garantire la conservazione futura della tomba. Il dialogo con il Comitato offre l’opportunità e la possibilità di condividere questo percorso di tutela costante della Tomba. Accompagnando l’interesse dei cittadini con informazioni precise sui controlli, sugli approfondimenti e sul lavoro che il Parco svolge costantemente”.

Rita Lucarini mi raccontava di quanto erano vividi i colori quando, molti anni fa, visitava la Tomba dei Rilievi

“Il ricordo del colore è molto soggettivo. Abbiamo raccolto la documentazione fotografica nel corso degli anni e, dalle fotografie, non mi sembra che ci sia stata una perdita di materiale o di pellicola pittorica. Inoltre, i colori possono apparire più o meno intensi a seconda della percentuale di umidità. È un aspetto da considerare anche quando si effettuano le misurazioni”.

Cerveteri, cittadini e PACT uniti in un progetto di conservazione della Tomba dei Rilievi
Patrizio Fileri – Archeologo curatore delle collezioni di Cerveteri

Ma mi diceva che avete deciso, insieme al Comitato, di fare un’indagine colorimetrica

“Sì, tra gli approfondimenti individuati nel confronto con il Comitato c’è anche la possibilità di ripetere l’indagine colorimetrica. L’ultima risale a circa dieci anni fa ed era stata preceduta da un’altra campagna, svolta all’incirca dieci anni prima. Ho quindi contattato l’Istituto nazionale di ottica di Firenze, che aveva eseguito le precedenti misurazioni, verificando che dispone ancora della stessa strumentazione. Per confrontare i risultati bisogna però tenere conto delle condizioni ambientali: i colori possono apparire più o meno intensi a seconda dell’umidità. Dovremmo quindi cercare di ripetere le misurazioni in condizioni il più possibile simili a quelle delle indagini precedenti. Non è semplicissimo, ma è un aspetto importante per interpretare correttamente i dati. Sono in attesa del preventivo, e questa potrebbe essere una delle attività da realizzare con il sostegno economico del Comitato”.

Come si inserisce la raccolta fondi del Comitato nelle attività che avete individuato?

“L’indagine colorimetrica e il piccolo sondaggio sulla copertura sono attività che abbiamo messo in programma e per le quali il Parco può provvedere anche con proprie risorse. Il Comitato ha espresso la volontà di contribuire concretamente alla cura di questo monumento e siamo felici che ci sia questa disponibilità a collaborare. Aspettiamo quindi l’avvio della raccolta fondi per capire quale sostegno potrà arrivare. Se saranno raccolte le risorse, potremo realizzare queste attività con il contributo dei cittadini, dando seguito al percorso di confronto avviato insieme”.

Che valore ha per il Parco la partecipazione dei cittadini e su quali basi può crescere questa collaborazione?

“La partecipazione delle persone del territorio è preziosa e importantissima. Per il Parco coinvolgerle è anche un dovere: la tutela di un patrimonio come questo riguarda tutta la comunità. E il nostro invito a partecipare si rivolge a chiunque sia interessato, tanto più perché parliamo di un sito UNESCO, che appartiene all’umanità intera. Siamo quindi felici di collaborare. Perché questo rapporto sia utile, però, occorre condividere informazioni precise e avere consapevolezza delle rispettive competenze. Da parte nostra è importante spiegare quali controlli svolgiamo, quali conoscenze abbiamo e quali aspetti intendiamo approfondire. Le valutazioni sullo stato di conservazione di un monumento devono tenere conto di questo lavoro, evitando di alimentare allarmi che non trovano riscontro nelle verifiche.

L’interesse dei cittadini può così diventare un sostegno concreto alla tutela e un’occasione per conoscere meglio il proprio patrimonio. Ogni disponibilità a collaborare è benvenuta: dobbiamo trovare le forme e le regole che permettano di darle seguito, costruendo un rapporto nel quale partecipazione e responsabilità del Parco possano lavorare insieme”.

Patrizio Fileri, che è l'archeologo curatore delle collezioni di Cerveteri.

La tutela della Tomba dei Rilievi impone necessariamente alcune limitazioni alla visita. Come cercate di conciliare le esigenze di conservazione con la possibilità per cittadini e visitatori di conoscere direttamente questo monumento?

“È un equilibrio al quale teniamo molto. La Tomba dei Rilievi è un monumento estremamente prezioso e delicato e, proprio per questo, la fruizione deve avvenire secondo modalità compatibili con le esigenze di conservazione. Questo non significa però voler privare le persone dell’emozione di entrare nella tomba e di conoscerla direttamente.

Per questo il Parco organizza delle aperture straordinarie, durante le quali l’accesso avviene secondo specifiche modalità e con un accompagnamento che permette anche di comprendere meglio il monumento, la sua storia e il lavoro necessario per conservarlo. Sono occasioni alle quali partecipano direttamente il Direttore Vincenzo Bellelli e i funzionari del Parco, mettendo a disposizione del pubblico le proprie competenze. Anche questo fa parte del nostro lavoro: tutelare il monumento, ma nello stesso tempo creare occasioni nelle quali i cittadini possano conoscerlo, comprenderne il valore e sentirlo sempre più come parte del proprio patrimonio”.

Il 30 ottobre parteciperà all’incontro pubblico promosso dal Comitato. Che cosa si augura che possa nascere da questo appuntamento?

“Mi auguro che partecipino molte persone e che l’incontro contribuisca ad avvicinare gli abitanti al loro patrimonio. Può essere un’occasione per conoscere meglio le meraviglie che abbiamo a portata di mano e per coinvolgere anche chi le conosce meno.

È importante raccontare il lavoro che viene svolto, spiegare che cosa facciamo e condividere le attività con la comunità. Se questo lavoro rimane poco conosciuto, rischiamo di essere autoreferenziali e di perdere occasioni di partecipazione. Farlo conoscere significa anche incontrare altre persone che hanno interesse a contribuire. È questo che spero: che dall’incontro possano nascere una maggiore conoscenza del patrimonio e nuove disponibilità a collaborare. Chi desidera partecipare è sempre il benvenuto”.

A confermare l’attenzione scientifica che continua a concentrarsi sulla Tomba dei Rilievi c’è stato anche il convegno internazionale “La Tomba dei Rilievi di Cerveteri e i grandi ipogei ellenistici nel contesto del Mediterraneo”, organizzato dal PACT a Cerveteri dal 28 al 30 maggio 2025. All’appuntamento hanno partecipato eminenti studiosi italiani e stranieri, chiamati a confrontarsi sul monumento e sul suo inquadramento nel più ampio panorama funerario del Mediterraneo. Gli atti del convegno sono attualmente in corso di stampa e costituiranno un ulteriore contributo alla conoscenza e allo studio di uno dei monumenti più importanti della necropoli ceretana.