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Cerveteri: caso Tidu, il legale di Ciogli chiede l’assoluzione

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Il caso era stato prescritto per decorrenza dei termini, ma l’ex sindaco non ci sta e chiede l’assoluzione perché il fatto non sussiste

Cerveteri: caso Tidu, il legale di Ciogli chiede l’assoluzione –

Sembra essere arrivata anche la risposta alla provocazione del sindaco Pascucci all’ex primo cittadino Gino Ciogli.

Nel caso della diffamazione sul caso Cafire l’ex sindaco Ciogli ha chiesto a Pascucci, provocatoriamente di rinunciare alla prescrizione come fatto da Moretti delle Ferrovie che ha dunque portato alla prosecuzione del processo.

Cerveteri: caso Tidu, il legale di Ciogli chiede l'assoluzione
Cerveteri: caso Tidu, il legale di Ciogli chiede l’assoluzione

Dal canto suo il primo cittadino ha puntato i riflettori su un’altra vicenda di quegli anni, quella del caso Tidu dove Ciogli era indagato con il processo conclusosi proprio per prescrizione. “Me lo insegni lui come si fa”, ha detto ironicamente Pascucci.

E l’ex primo cittadino non ha mancato di “insegnare”. Il legale di Ciogli ha infatti chiesto per il suo assistito l’assoluzione perché il fatto non sussiste, e non la prescrizione del reato.

“Il percorso logico argomentativo del Tribunale – scrive l’avvocato Antonella Follieri – appare non condivisibile e non corrispondente alle risultanze dell’istruttoria dibattimentale e alla più recente elaborazione giurisprudenziale e va quindi censurato”.

Per la difesa di Ciogli, l’ex sindaco è stato “trascinato in un procedimento penale protrattosi per ben otto anni, esclusivamente sulla base delle improvvide dichiarazioni delle due parti civili, animate da un desiderio di vendetta rispetto alla bocciatura del piano di lottizzazione e infatti tardive, prive di alcun riscontro, anzi smentite da altre fonti dichiarative non portatrici di interessi privati”.

Ragione per cui “non può non censurarsi l’affermazione del Tribunale secondo la quale non sarebbe emersa la prova positiva dell’innocenza dell’imputato, posto che non vi è in ogni caso in capo allo stesso alcuna prova della colpevolezza, la ricerca infruttuosa della quale ha indotto il Tribunale a emettere giustamente pronuncia assolutoria per l’imputato Ramazzotti”.

“Al proposito giova ribadire che questa difesa condivide e apprezza l’esito assolutorio nel merito del quale ha beneficiato il coimputato, tuttavia censura il diverso trattamento adottato dal Tribunale nei confronti di Gino Ciogli, pur in presenza di richiesta assolutoria da parte del Pubblico Ministero”. Sentenza di assoluzione, quella per Ciogli che sarebbe potuta arrivare per l’avvocato Follieri, dopo i vari accertamenti effettuati dal Tribunale e vista l’assenza “della prova di colpevolezza”.

“E che a carico di Ciogli non sia emersa la prova della colpevolezza è lo stesso Tribunale a sostenerlo in sentenza, laddove dubita palesemente della fondatezza delle accuse mosse dai Tidu nei confronti dell’imputato”.

Da qui la richiesta alla Corte di Appello di assolvere l’ex sindaco “dal reato ascritto al capo d) dell’imputazione perché il fatto non sussiste o per non averlo commesso”.

Non solo, l’avvocato Follieri chiede l’assoluzione del suo assistito perché “il fatto non costituisce reato”. “In capo al Ciogli non può ravvisarsi la volontà di abusare della propria qualità e dei propri poteri – si legge – anche perché egli non aveva alcun potere in ordine all’approvazione o al rigetto del piano di lottizzazione, la cui valutazione passava dalla Commissione urbanistica e dal Consiglio comunale, i cui componenti non hanno subìto alcuna pressione e/o indicazione, come dagli stessi confermato.

“Le perplessità rappresentate in ordine all’elemento oggettivo del reato contestato, sono ancora più consistenti con riferimento alla sussistenza dell’elemento soggettivo dello stesso”.

Cerveteri: caso Tidu, il legale di Ciogli chiede l'assoluzione
Cerveteri: caso Tidu, il legale di Ciogli chiede l’assoluzione

“Il dolo della concussione, come anche dell’induzione indebita, è generico e consiste nella volontà del soggetto attivo del reato di abusare della qualità e dei poteri, costringendo o inducendo alla dazione o alla promessa dell’utilità che egli sa non dovuta”.

“In capo al Ciogli non può ravvisarsi la volontà di abusare della propria qualità e dei propri poteri, anche perché egli non aveva alcun potere in ordine all’approvazione o al rigetto del piano di lottizzazione, la cui valutazione passava dalla Commissione urbanistica e dal Consiglio comunale, i cui componenti non hanno subìto alcuna pressione e/o indicazione, come dagli stessi confermato”.

L’avvocato, infine, si oppone anche al ricorso presentato dalle parte civili “avverso la sentenza di primo grado, sostenendo una improvvida quanto fantasiosa tesi sul calcolo della prescrizione, che il Tribunale avrebbe erroneamente dichiarato. In particolare sostengono le parti civili che il tempus commissi delicti a far data dal quale dovrebbe iniziare a decorrere la prescrizione, sarebbe da individuare nella bocciatura del piano di lottizzazione (14.4.2011), quasi che il reato contestato fosse un delitto di evento e non di condotta, senza considerare che anche a voler ragionare in questi termini l’evento non potrebbe comunque essere identificato con il provvedimento negativo della P.A”.

“Invero la prescrizione è maturata proprio a causa della strategia adottata dalle parti civili, che hanno inteso attendere l’esito del procedimento amministrativo, per poi denunciare i pubblici amministratori a scopo puramente vendicativo, con oltre due anni di ritardo!”.

Tanto che l’avvocato chiede alla Corte d’Appello di “rigettare l’atto di appello proposto dalle parti civili e non accoglierne i motivi”.

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