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Cerveteri, caregiver negato a ragazzi speciali

Caregiver negato: il caso di Simone Monaldi, Badini: “La domanda era incompleta, abbiamo le mani legate. Non possiamo recuperare quei soldi”

Mamma Monia sta lottando per Simone e per i suoi diritti. Cosa sta succedendo a Cerveteri? Simone Monaldi, ragazzo speciale di 32 anni, non ha ricevuto il servizio di caregiver, tra il 2018 e il 2020, a causa di errori nella candidatura alla procedura assistenziale. Pare che la documentazione, per essere idonea alla domanda, mancasse di un certificato. La richiesta risale quindi a 5 anni fa, ma Monia non è riuscita ancora a recuperare i soldi che le erano dovuti

Cerveteri, caregiver negato a ragazzi speciali

Attualmente, la signora sta lottando per cercare di capire se c’è margine d’azione e se Simone otterrà mai il servizio di cui avrebbe dovuto beneficiare. Ai microfoni di Canale10 Monia ha dichiarato che il suo calvario è iniziato ben 2 anni e non ha mai ricevuto risposte chiare dall’amministrazione. Quello che Monia chiede è una revisione della pratica che ne accerti la regolarità e quindi il pagamento del sostegno per quell’arco temporale, oltre che delle scuse da parte delle istituzioni.

I chiarimenti del sindaco Gubetti

Per cercare di fare chiarezza abbiamo contattato il sindaco Elena Gubetti e l’assessore Francesca Badini, che hanno precisato alcuni dettagli.

“Buongiorno, sì è vero Simone purtroppo non ha avuto accesso ai fondi per il caregiver nel 2018, ma non perché non ne avesse diritto, bensì per una certificazione non idonea alla domanda” dichiara il sindaco del comune etrusco.

“Tuttavia, Simone attualmente usufruisce del servizio avendo vinto la successiva graduatoria, quella del 2020. La domanda del 2018 risultò incompleta per la commissione e per questo venne scartata. Ovviamente non stiamo negando il suo diritto, anzi, ma non possiamo fare nulla per sanare quella domanda. Per cercare di capire meglio ho recuperato la domanda protocollata ed effettivamente non ci sono tutti i documenti richiesti. E’ impossibile oggi dimostrare che quel documento sia andato perso, sul pregresso abbiamo poco margine d’azione. Con l’assessore Badini abbiamo cercato degli escamotages, ma non c’è stato nulla da fare. Era la prima volta che veniva presentato quel tipo di bando e diverse famiglie hanno avuto dei problemi. Abbiamo agito per quanto potevamo fare, ma è un problema burocratico”.

Anche l’assessore Francesca Badini conferma le parole del sindaco e aggiunge: “Comprendiamo le sue ragioni e abbiamo cercato di capire se ci fosse modo di recuperare quei soldi, ma parliamo di una graduatoria di 4/5 anni fa. Abbiamo le mani legate. Un margine d’intervento ci sarebbe stato a ridosso della pubblicazione della stessa, però ai quei tempi non venne impugnata. La graduatoria è un atto amministrativo e quei soldi sono stati assegnati. Per poter vincere un bando occorre presentare tutti i documenti richiesti. Pe quanto possibile abbiamo cercato di aiutare Simone con tutti i supporti che il comune può fornirgli”.

Giorgio Ripani

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