Sul nome di Grando, Paolacci frena le indiscrezioni e invita a restare ai fatti. Inutile ricorrere le voci. Limitiamoci a valutazioni politiche concrete dentro un Centrodestra che punta a presentarsi compatto
di Giovanni Zucconi
Cerveteri, candidati e candidature nell’aria. Il Consigliere Paolacci chiede serietà (anche a chi vota)
Abbiamo pubblicato domenica scorsa un’intervista a Gianluca Paolacci con domande che riguardavano l’imminente sfilata dei carri allegorici a Marina di Cerveteri. Naturalmente non potevamo non sfruttare l’occasione per fargli anche delle domande più squisitamente politiche. E lo abbiamo fatto…
In questa intervista troverete delle considerazioni che sono presenti anche in tutte le altre precedenti interviste di queste settimane. Considerazioni che non erano mai state pronunciate prima con tanta nettezza e con così poca diplomazia. Tutti i politici, tutti di primissimo piano, che sono stati sentiti da BaraondaNews nelle ultime settimane, hanno concordato nel mettere in discussione la qualità dei rappresentanti politici che mediamente esprime Cerveteri e, soprattutto la modalità della loro selezione o votazione.

Trovo questo un importante segnale di un possibile cambiamento di rotta che Cerveteri sta aspettando da troppo tempo. Vedremo se le loro dichiarazioni rappresentano una convinzione diffusa anche tra la cittadinanza, e non sono solo affermazioni di facciata. E che veramente si sia cominciato a mettere in discussione tutti. I politici, ma anche chi li vota seguendo criteri essenzialmente clientelari e non di merito.
Di questo ci parlerà il Consigliere Paolacci. Ma anche delle prospettive della coalizione del Centrodestra, e della sua ritrovata coesione. Non poteva mancare un accenno al tormentone del momento: Grando si, Grando no.
Colgo l’occasione per porre anche alcune domande di carattere politico. Stiamo osservando a Cerveteri una crescente attività per posizionarsi come candidato Sindaco, o di aspirante tale. Che ne pensa?
“Tutto è lecito, tutto è legittimo. Ognuno, giustamente, ha un sogno nel cassetto. E quel sogno poi lo tira fuori nel momento in cui ritiene opportuno. Anche questo può essere un segnale di democrazia. Ognuno è libero di esprimere le proprie idee, e di proporre i propri progetti. Poi sta alla gente valutare quelle idee e quei progetti. Sta ai cittadini valutare chi ha fatto qualcosa nel corso degli anni. Chi ha prodotto solo chiacchiere, e chi ha prodotto fatti concreti. Chi ha cercato di fare qualcosa e chi non ci ha nemmeno provato.
Detto questo, ognuno ha la possibilità legittima di candidarsi, e di fare ciò che vuole. Ma ce lo siamo già detti in qualche altra intervista: la politica non è un obbligo, non è assolutamente un obbligo. Vorrei ribadirlo, perché nessuno di noi viene obbligato a candidarsi e ad essere eletto. Però nel momento in cui lo si fa, lo si deve fare con cognizione di causa. E con il rispetto e la consapevolezza di quello che si va a fare. E degli obblighi che si assumono verso tutti. Anche verso chi non ti ha votato.”
In queste settimane su BaraondaNews abbiamo intervistato molti politici di rilievo. In modo bipartisan stanno emergendo delle posizioni critiche di una severità e di una nettezza che non ricordo così marcate nel passato. Con dichiarazioni che, con accenti più o meno espliciti, affermano l’inadeguatezza e, spesso, l’impreparazione della classe politica cerveterana. Lei che ne pensa?
“Io dico che la città di Cerveteri, per la sua complessità, sarebbe troppo per chiunque. Ognuno di noi si dovrebbe sentire molto piccolo al cospetto di una città così importante da ogni punto di vista.
Poi che i politici non siano rappresentativi, ognuno la può pensare come vuole. Io ricordo di essere cresciuto con personaggi di enorme spessore politico, sociale, umano e personale. Il primo Sindaco che mi ricordo è stato Nando Santangelo. Mi ricordo che, piccolino che ero, quando lo incontravo in piazza avevo quella sensazione di una personalità così forte per cui ti sentivi quasi gratificato, quasi onorato da un suo saluto.
Mi ricordo Lamberto Ramazzotti, che fece secondo me un mandato da Sindaco in cui, nel bene o nel male, incise in modo categorico e perentorio. Dimostrando di saper fare…
Nel corso della propria storia politica, Cerveteri, ha avuto Sindaci e Consiglieri di grande spessore umano e politico. Poi tra questi c’è chi ha saputo incidere chi no. Ma parlare di inadeguatezza o di incompetenza o incapacità, mi sembra irrispettoso nei confronti delle persone che comunque si sono adoperate alla causa.”
C’è da dire che a quei tempi c’era qualcosa che adesso manca. C’erano le scuole di partito
È vero. C’erano le scuole di partito. Io mi ricordo che mi candidai la prima volta nel ’93. Credo presi una novantina di voti facendo pochissima campagna elettorale. Ma prima di fare quello andai ad attaccare i manifesti. Passavo serate nel circolo. Passavo le serate ad ascoltare, e manco potevi parlare più di tanto. Forse questo era un po’ troppo. Ma allo stesso tempo era quella gavetta che oggi purtroppo manca. La politica oggi è diventata un personalismo. Mi spiace dirlo, ma per qualcuno a volte è solo una vetrina. Che spesso ha poco a che fare con quello che dovrebbe essere il bene comune. Ma questo non è solo un male di Cerveteri.”

Ma è veramente sempre tutta colpa dei politici inadeguati? Qualcuno li vota, altrimenti non starebbero in Consiglio comunale
“È vero. Anche i cittadini hanno la loro responsabilità. A me dispiace dirlo, ma quando c’è da puntare il dito verso la classe politica sono tutti pronti. Ma il politico ce l’ha messo qualcuno. Qualcuno l’ha voluto, e qualcuno l’ha votato.
Quindi ognuno di noi deve essere responsabile nel momento in cui si va a votare. Non deve stare a guardare l’amico, il cugino, il fratello. Perché poi ci deve rappresentare per cinque anni.”
Passiamo ad altro. Secondo lei il Centrodestra di Cerveteri è pronto per le prossime elezioni, oppure ci saranno ancora dei movimenti o degli aggiustamenti?
“Guardi, le rispondo molto sinceramente. Per me è la mia prima consiliatura. Quindi non posso parlare del passato. Però mi attengo a quello che mi dicono i miei colleghi. Loro sono entusiasti di questa coesione, di questa unità nel Centrodestra. Cosa che a detta loro non c’è mai stata. Questo già mi rende particolarmente soddisfatto del lavoro che stiamo facendo.”
Vorrei chiudere con quello che si sta rivelando il tormentone di queste settimane: Grando si, Grando no
“Grando, per me, non è un tormentone. Grando è un Amministratore che ha dimostrato di saper fare il Sindaco a Ladispoli. È una persona, un ragazzo, che io conosco personalmente. E non ho veramente nulla da dire nei confronti di Alessandro.
Il candidarsi o meno a Cerveteri rientra in una sua scelta assolutamente personale. Che non sto qui né a condividere né a dissentire. Anche perché francamente non la conosco, e soprattutto al momento sono solo chiacchiere che mai sono state confermate dal diretto interessato, e per mia natura non sono abituato a parlare di cose non concrete.”
Ma secondo lei il Centrodestra teme una sua candidatura, oppure o no?
“Noi auguriamo a Grando di trovare politicamente la sua strada. Quella che merita per il lavoro che ha svolto nella sua città. E, sicuramente, troverà nel Centrodestra chi lo accompagnerà fino in fondo. Io non credo che Grando soffra di “SINDACHITE” come altri invece nel comprensorio.”










