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Cerveteri ad un passo dal baratro. Cercasi paracadute

Politica cittadina in corto circuito: maestranze politiche al lavoro per scongiurare il commissario

di Riccardo Dionisi

Ho di fronte l’orizzonte nel momento in cui scrivo.

Lo stesso orizzonte su cui si affaccia Cerveteri, città che però a volte sembra vivere senza la percezione di una prospettiva.

Il cielo è limpido e la giornata assolata e calda: un meteo che si scontra, pesantemente, con l’aria che tira nei gangli politici della città. E’ il giorno dopo un consiglio comunale piuttosto acceso, nel quale è stato protagonista più il rumore che la sostanza. Un consiglio ampiamente partecipato dalla città, che è apparsa preoccupata per le proprie sorti. Governo Civico e Cerveteri Democratica hanno aperto una crisi di non semplice soluzione: è come se la città dopo 20 mesi di amministrazione Gubetti, si trovasse seduta su dirupo altissimo.

La caduta sarebbe fragorosa e in senso metaforico porterebbe certamente alla morte del paziente. Un commissario dopo nemmeno due anni è una iattura che la città non merita, ma che soprattutto non può permettersi a poche settimane dalla stagione estiva e, come ribadito da qualche consigliere comunale in aula, a pochi mesi dal Giubileo 2025. Questa è, di certo, una città che non ha bisogno di “normale amministrazione”, ma che piuttosto ha bisogno di cambiare marcia, subito.

Diciamocelo chiaramente: ci sono tante, forse troppe cose che non funzionano. E questa amministrazione necessita anche di cambiare passo, altrimenti rischia di mettere la città al palo. Non starò qui ad elencare i coni d’ombra di questa amministrazione che spero sia consapevole che in qualche modo va invertita la tendenza. Resta da capire se siano corretti i modi in cui qualcuno lo sta chiedendo.

Cerveteri ad un passo dal baratro. Cercasi paracadute
Cerveteri ad un passo dal baratro. Cercasi paracadute

Altro dato, immagino, inconfutabile: è difficile tracciare un bilancio di una amministrazione dopo 20 mesi, soprattutto alla luce delle lungaggini amministrative di questo complicato paese che dilatano i tempi della realizzazione anche delle cose più banali.

Proprio per questo, staccare la spina, strada che sembra quella più facile da perseguire come la più pericolosa, non è forse quella appropriata in questo momento storico. Certo la Politica non è un gioco, è un tetris di livello piuttosto complesso. E se due blocchi politici escono dalla maggioranza per garantire un appoggio esterno, che è come dare ad un paziente una stampella senza manico, non è di certo una situazione da sottovalutare. Se due gruppi hanno mal di pancia e vivono un disagio politico così evidente andrebbero messe sul tavolo tutte le perplessità e andrebbero, forse, anche spiegate alla città che rischia di perdere una guida, buona o cattiva che sia.

In aula, ieri sera, ho sentito spesso pronunciare la parola responsabilità, più dai banchi dell’opposizione che da quelli di una litigiosa, fumina e fumosa maggioranza. Il parlamentino locale, è vero, ha una grossa responsabilità: quella di analizzare con la massima attenzione possibile questo momento, mettendo da parte interessi e livori personali che poco hanno a che fare con la cosa pubblica.

Cerveteri ad un passo dal baratro. Cercasi paracadute

La POLITICA e l’amministrazione di una città impattano sul benessere dei cittadini che, tra l’altro, stanno manifestando zero interesse verso queste beghe interne. La città ha bisogno di risposte, non di schermaglie e ricatti. Ha bisogno di opere, di rilancio economico, di gestione certosina dei servizi sociali. E ha bisogno anche di una estate spensierata, di eventi, di leggerezza. Ne hanno bisogno i residenti così come i tanti proprietari di seconde case che hanno scelto questo meraviglioso territorio per trascorrere del tempo libero. Cerveteri ha bisogno di risposte, immediate, sia sui problemi che su questa crisi innestata da un momento all’altro.

Se le ferite della maggioranza non sono sanabili, sempre usando una metafora, si accompagni “il paziente Cerveteri” a miglior vita con delicatezza e non in modo improvviso. La città di tutto ha bisogno, fuorché di un fulmine in piena estate.

Sto continuando a guardare l’orizzonte, il cielo è più sereno di quando ho iniziato a scrivere. Che sia un segnale…

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