Un velo di profonda tristezza e incredulità è calato sul paese dopo la tragica notizia della morte di un amato e stimato giostraio, vittima di una brutale aggressione avvenuta proprio durante i festeggiamenti per il Centenario della Sagra dell’Uva.
L’uomo, un gran lavoratore di 65 anni, è spirato oggi dopo nove giorni di agonia in coma. Le violente percosse subite lo hanno strappato alla sua famiglia e alla comunità che lo aveva adottato.
Una Vita Dedicata al Lavoro e a Capena
La sua non era una presenza occasionale. La famiglia del giostraio aveva scelto Capena come base e come vera e propria casa fin dall’inizio degli anni Settanta. Erano arrivati con i genitori e i fratelli, portando gioia e spensieratezza con le loro giostre itineranti, ma avevano piantato radici profonde in questo comune. I loro figli sono cresciuti qui, completamente integrati nel tessuto sociale. Capena era diventato il loro paese d’adozione, il luogo degli affetti e della quotidianità.
Proprio per questo, quanto accaduto – l’aggressione durante il momento di festa più importante dell’anno – appare incomprensibile e incredibile.
Il Tempo della Riflessione e del Dolore
Non è compito della cronaca sostituirsi alle indagini: le dinamiche precise dell’accaduto sono ora nelle mani dei magistrati, degli avvocati e delle Forze dell’Ordine, che dovranno fare piena chiarezza.
Tuttavia, di fronte alla morte, e in particolare di fronte a una violenza cieca perpetrata ai danni di un uomo che stava semplicemente svolgendo il suo lavoro, la comunità ha il dovere di fermarsi.
Ciò che si impone ora non è il giudizio, ma una profonda e dolorosa riflessione. Come può accadere che la vita di un uomo venga spezzata dall’aggressione di un gruppo, apparentemente giovani? Cosa non ha funzionato nella rete sociale, nel sistema di valori, nel rispetto basilare del prossimo?
La domanda che risuona è: dov’è finita l’umanità? Perché tanta superficialità e tanta violenza distruggono la sacralità della vita e il lavoro onesto delle persone?
Capena si ritrova oggi a mostrare la sua pagina più triste e violenta. Il paese si stringe attorno al ricordo di un uomo per bene, onesto lavoratore, la cui tragica fine segna una ferita profonda nella coscienza collettiva.
Capena Si Mobilità: Fiaccolata Contro la Violenza Davanti la Chiesa Stasera
La risposta immediata al dolore arriva stasera dalla comunità stessa. Per onorare la memoria del giostraio e per lanciare un chiaro segnale di condanna contro la violenza che ha sconvolto il paese, è stata indetta una fiaccolata di solidarietà e di silenzio.
L’appuntamento è fissato per le 21 di stasera, con ritrovo davanti la Chiesa Parrocchiale. I cittadini sono invitati a partecipare portando una fiaccola o una candela, per trasformare il dolore in una luce di speranza e di richiesta di giustizia, ribadendo con forza il proprio “No” a ogni forma di violenza.










