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Allontanamento bimba Ladispoli, ripristinati gli incontri con la madre

l’avvocato della famiglia Catia Pichierri smentisce l’assessore alle Politiche sociali Lucia Cordeschi sul rigetto dell’istanza da parte del tribunale di Civitavecchia

Si infittisce sempre di più il caso dell’allontanamento della bambina dalla sua famiglia disposto lo scorso anno su indicazione dei servizi sociali con provvedimento d’urgenza in base all’articolo 403 del codice civile. Dopo l’interrogazione parlamentare a firma del senatore Lucio Malan (Forza Italia) e l’intervento del legale della famiglia della piccola, l’avvocato Catia Pichierri, a intervenire sulla vicenda è l’assessore ai servizi sociali Lucia Cordeschi che difende l’operato dei servizi sociali puntando i riflettori sull’udienza del 3 luglio scorso presso il tribunale di Civitavecchia. «Il giudice – ha detto Cordeschi – ha ritenuto opportune tutte le procedure adottate sul caso dall’amministrazione comunale di Laidspoli, respingendo l’istanza dell’avvocato della famiglia in questione. Questo significa che il comune di Ladispoli si è mosso in modo totalmente corretto in questa spiacevole e delicata vicenda. La bambina, che ricordiamo ha solo 9 anni (in realtà ne ha compiuti 12 come ribadito dallo stesso avvocato Pichierri, ndr) ha bisogno della massima tranquillità e non di essere coinvolta in una battaglia mediatica. Alla luce di questi fatti ci auguriamo che, con la stessa solerzia con cui alcuni mass media hanno diffuso la notizia dell’iniziativa parlamentare, offrendo una visione non completa dei fatti, possano evidenziare come l’amministrazione comunale di Ladispoli abbia seguito tutte le procedure in modo corretto e rispettando sia le leggi che i diritti della minore. In particolare come assessore ai servizi sociali ringrazio l’assistente sociale, la psicologa e le insegnanti che hanno seguito questa vicenda».
A smentire però, le parole dell’assessore Cordeschi, relativamente alla decisione adottata dal giudice è proprio l’avvocato della famiglia a cui la piccola è stata tolta. «Si tratta di dichiarazioni mendaci. L’istanza presentata è stata accolta tanto che è stato predisposto il ripristino immediato degli incontri tra madre e figlia. Ad oggi, però, nonostante il provvedimento del tribunale, attendiamo ancora comunicazione ufficiale da parte dei servizi sociali per la ripresa degli incontri. Se si dovesse tardare ancora – ha proseguito l’avvocato – sarà costretta a intervenire». Non solo. Il tribunale avrebbe anche affidato a un consulente tecnico una valutazione tecnica d’ufficio sul caso. L’udienza per il giuramento da parte del consulente tecnico incaricato è stata fissata per il 12 settembre. Da lì si procederà poi con le consulenze peritali. La vicenda, dunque, è tutt’altro che chiusa. Un iter, quello predisposto dal tribunale di Civitavecchia su cui il legale punta i riflettori: «Si tratta purtroppo della prassi, ma che non mi vede d’accordo non solo per il fatto di specie ma anche per tanti altri casi in cui si arriva a predisporre la consulenza tecnica». In sostanza: il consulente incaricato dovrà effettuare una “fotografia” della situazione che ha portato all’allontanamento della bambina dal nucleo familiare d’origine per capire se il lavoro svolto dai servizi sociali è stato effettuato correttamente oppure no e in tal caso provvedere al reinserimento della minore in famiglia. Un iter che porta però, come evidenziato dallo stesso legale, ad allungare i tempi. Non solo. La “fotografia” che il consulente scatterà di Sofia (nome di fantasia) sarà diversa. Come evidenziato già in precedenza il legale si è infatti soffermata sui cambiamenti di comportamento adottati dalla bambina: «Ha dei tic e uno stato di agitazione che prima non aveva e una cicatrice dietro la schiena che quando abitava in famiglia non c’era». Ma a essere mutata non sarà solo la “foto” della minore: «Anche quella ai genitori oggi è alterata». Intanto il 27 luglio a partire dalle 11 il senatore Malan ha promosso una manifestazione davanti al Ministero di Grazia e Giustizia per sensibilizzare il Governo su questo delicato tema, quello cioè degli allontanamenti dal nucleo familiare. Tra gli obiettivi c’è quello di «fare in modo che si prenda coscienza di quello che avviene – aveva evidenziato l’avvocato Pichierri – e soprattutto che avviene in contrasto con qualsiasi norma esistente e in contrasto con le linee guida degli stessi assistenti sociali. Gli stessi assistenti sociali infatti affermano che l’allontanamento deve essere l’estra ratio».

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