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Agostino De Angelis: “Metto a disposizione la mia competenza e la mia esperienza per valorizzare il territorio della mia città”

L’intervista al regista e attore di Cerveteri

Agostino De Angelis – di Giovanni Zucconi

È probabilmente, anzi sicuramente, l’artista cerveterano più conosciuto in Italia. Stiamo parlando del regista e attore, Agostino De Angelis. Che non è solo un Maestro del Teatro, ma anche un grande valorizzatore di siti archeologici e monumentali. Durante l’intervista, mi ha snocciolato una quantità incredibile di siti italiano dove lui ha recitato le sue rappresentazioni e le sue performance. Il Teatro greco di Siracusa, la Valle dei Templi, Selinunte, Segesta, Firenze, la Villa Casati in Brianza e la Villa Reale di Monza, sono solo dei limitati esempi di dove il Maestro ha recitato. Rubando anche, in un’occasione, il posto a Benigni. Ha anche organizzato la prima visita teatralizzata ai Fori Imperiali di Roma, quando li hanno illuminati per la prima volta.

Un grande attore che ha recitato capolavori immortali come l’Eneide e la Divina Commedia nei più prestigiosi siti archeologici italiani. E sottolineo siti archeologici e non palcoscenici, perché Agostino De Angelis è stato anche un pioniere e un innovatore nella messa in scena. Perché non è solo un grande regista e attore, ma ha anche creato lo standard riconosciuto per l’uso delle aree archeologiche negli spettacoli in Italia. Se continuerete a leggere l’intervista che ci ha gentilmente concesso, capirete di cosa sto parlando.

Un personaggio che ha dato lustro a Cerveteri con le sue memorabili rappresentazioni, e la sua competenza nel valorizzare i siti che gli sono stati affidati per le sue performance teatrali. Un personaggio che, anche se lui minimizza, poteva e può ancora essere preso in considerazione di più dalla sua città, da Cerveteri. Di cui è stato per sei mesi delegato UNESCO, e che, proprio in quei mesi ha dovuto vivere sotto scorta a causa delle minacce da parte di quei cerveterani che non gradivano il suo impegno sul territorio.

Un personaggio che, per la sua trentennale esperienza e per le sue riconosciute competenze, potrebbe contribuire, come una specie di superconsulente, allo sviluppo e alla valorizzazione del nostro territorio. Non lo dobbiamo considerare solo un grande artista. Spero che, prima o poi, qualcuno gli dia, e ci dia, questa opportunità.

Agostino De Angelis: “Metto a disposizione la mia competenza e la mia esperienza per valorizzare il territorio della mia città”
Agostino De Angelis

Cominciamo con una domanda difficile. Perché il grande regista e attore Agostino de Angelis, acclamato in ogni parte d’Italia, lavora così poco a Cerveteri. Colpa della Politica?

“Io sono sempre andato d’accordo con la Politica. Da quando ho cominciato a lavorare sui siti, non ho mai avuto uno scontro. Non ho mai discusso con un assessore. Però poi, quando bisogna stringere, rimane difficile mettere in piedi degli eventi o degli spettacoli. Io questa cosa non l’ho mai capita. Anche perché, indiscutibilmente, tutte le persone riconoscono il mio ruolo.”

Credo che nessun politico attuale o passato non le riconosca la sua capacità di organizzare eventi di alto livello

“Assolutamente no. Io mi sono sempre messo a disposizione della città con ogni Amministrazione. Sono sempre stato al di sopra della politica. Ma poi non so che cosa succede. Questa domanda me la fanno tutti. Ma io non so darmi veramente una risposta.”

Ma allora perché non lavora a Cerveteri almeno tanto quanto lavora in tutta Italia?

“A me Cerveteri mi ha portato fortuna. Non è che io a Cerveteri non lavoro, ma potrei dare una mano alla città in maniera diversa. Tutti mi conoscono, e tutti sanno cosa potrei fare per Cerveteri. Ma poi tutto diventa complicato nel momento in cui si potrebbe decidere qualcosa. Ci sono purtroppo le fazioni. Che poi all’atto pratico penalizzano persone come me che, da intellettuali, vivono nell’ambito della Cultura. Ma non perché non mi conoscono o non mi riconoscono il ruolo, ma ci sono dinamiche che spesso portano a scelte diverse. Io, comunque, a Cerveteri uno o due spettacoli l’anno li faccio sempre.”

Io capisco quello che dice. E capisco che forse il problema non è tanto che potrebbe fare più spettacoli a Cerveteri, ma quanto la sua competenza e la sua esperienza potrebbero essere sfruttate per fare crescere culturalmente la nostra città. Agostino De Angelis non è solo un grande regista e attore, ma è anche riconosciuto come un grande organizzatori di eventi nei luoghi più prestigiosi d’Italia

“Io credo che nella storia di questo territorio, a nessun attore o regista è stato affidato il Teatro greco di Siracusa per portare in scena degli spettacoli. O la Valle dei Templi, o Selinunte, o Segesta o Firenze. Tutti in Italia conoscono quello che ho fatto, e in quale ruolo. Mi conoscono anche all’estero. Perché, quando organizzi uno spettacolo in un sito come la Valle dei Templi, dove ho rappresentato l’Eneide e la Divina Commedia, lì c’è il mondo che ti guarda.”

In una precedente intervista mi ha parlato di un uso innovativo di questi luoghi. Un uso a basso impatto

“Ho usato il Teatro greco di Siracusa in maniera semplice, senza aggiungere nessuna struttura. E l’ho utilizzato come scenografia di tutta la cavea. Ancora oggi ne parlano. Ne parlano anche gli archeologi. Tutti loro dicono che è così che andrebbero fatti gli spettacoli. E infatti, da quest’anno, nelle rappresentazioni classiche, le strutture lignee, e non solo, che venivano utilizzate prima, verranno ridotte al minimo. Prendendo spunto proprio dalle mie rappresentazioni.”

Un esempio di questo utilizzo delle aree archeologiche, se non mi sbaglio, sono state le due rappresentazioni della Divina Commedia a Via degli Inferi, a Cerveteri. Forse il suo primo esempio in Italia

“Ancora girano tante foto incredibili di quei due spettacoli, organizzati anche la collaborazione con la Sezione di Cerveteri del GAR.”

Tornando a quello che potrebbe fare per Cerveteri, tutte le sue iniziative sulle varie aree archeologiche o monumentali hanno anche finalità di valorizzazione. Attività che a noi a Cerveteri servirebbe molto

“Io collaboro con i Comuni e le Soprintendenze di tutta Italia. Dove vado a promuovere le aree archeologiche, le piazze, i monumenti… Questo anche per il mio modo di valorizzare. Senza l’utilizzo di palcoscenici o scenografie di qualsiasi tipo. Ultimamente abbiamo organizzato uno spettacolo nella Villa Casati, che è una villa stupenda di fine ‘700 a Muggiò, in Brianza. Avevano preparato un palcoscenico, ma quando sono arrivato ho fatto smontare tutto. Ma ho fatto illuminare tutta la villa, e fatto aprire le finestre. È stato un grandissimo successo. Anche per l’immagine della villa. Per le feste natalizie utilizzeranno la stessa illuminazione. Lo stesso è successo quando ho organizzato uno spettacolo, nel 2018, nella Villa Reale di Monza. Sono stato il primo ad utilizzarla illuminata in un certo modo. Ho anche organizzato per dieci anni degli eventi al tourismA di Firenze. Il salone internazionale di Archeologia e Turismo culturale”

Potremmo fare le stesse cose a Cerveteri

“Cerveteri è tutta uno scenario. Noi abbiamo il mare, la collina, il mare, le aree archeologiche, il centro storico… È tutta una location. Non si immagina quante idee mi vengono per valorizzarle.”

Agostino De Angelis: “Metto a disposizione la mia competenza e la mia esperienza per valorizzare il territorio della mia città”
Agostino De Angelis

 Ci dobbiamo rassegnare a vederla lavorare in un certo modo solo in giro per l’Italia?

“Senza anticipare nulla, diciamo di no. Proprio in riconoscimento di tutto quello che ho fatto in giro per l’Italia, mi sono state fatte delle proposte importanti da parte del Ministero dei Beni Culturali, e dalle Regioni. E vorrei partire proprio da Cerveteri nel 2024. Ci sto già lavorando, e stiamo facendo dei sopralluoghi. Coinvolgerò anche le realtà del posto, come ho sempre fatto. Sono proposte nell’ambito di un progetto molto più ampio del Ministero per la valorizzazione delle aree di interesse culturale.

Non ci può anticipare nulla?

“Come tutti gli artisti sono superstizioso. Ma le posso dire che saranno delle belle cose. Partiranno molte tappe importanti. L’idea è quella di valorizzare, oltre alle aree già conosciute come il sito di Cerveteri, anche delle aree meno note e meno frequentate dai turisti.”

Quindi alla fine il lavoro che ha fatto comincia a pagare anche dalle nostre parti. Non potrò più scrivere nei miei articoli, che per lei vale il detto “Nemo propheta in patria”. Ha detto che conosce e collabora con i più grandi archeologi e le Soprintendenze di tutta Italia. Quale è il suo rapporto con il Direttore del Parco Archeologico, Vincenzo Bellelli e con la nostra Soprintendenza?

“Con Bellelli ho un ottimo rapporto. Ci conosciamo da quando, da giovane archeologo, veniva a scavare a Cerveteri. È disponibilissimo a collaborare. Così come è disponibilissima la Soprintendente, Margherita Eichberg.”

Quale è il suo sogno per Cerveteri?

“Il mio sogno è quello di avere un teatro. Lo dico con grande rispetto per la mia città, ma anche ultimamente in una conferenza stampa tutti erano convinti che a Cerveteri ci fosse un teatro. Io glisso sempre la domanda… “Abbiamo degli spazi…”. Dobbiamo finalmente avere uno spazio vero dedicato alla Cultura. Io dico teatro, ma penso ad un ampio luogo dove fare cultura. Siamo una città UNESCO. Tutte le forze politiche si devono unire per dotare la nostra città di uno spazio dove fare cultura. La mancanza di un luogo dedicato è penalizzante per Cerveteri. Tutti dicono che mancano gli alberghi. Ma io dico che è gravissimo che non ci sia uno spazio dedicato alla cultura. È gravissimo per tutta la città, a partire dalle nostre scuole. Io giro l’Italia, e dappertutto trovo sale, dove ci fanno di tutto. Dove si esibiscono anche grandi nomi. Mi hanno concesso degli spazi incredibili. E non sto parlando solo di grandi città, ma anche di piccoli Comuni. O addirittura di frazioni. Poi torni a Cerveteri e non c’è neanche un posto dedicato dove fare rappresentazioni al chiuso d’inverno. E, ripeto, siamo un sito UNESCO.”

A Cerveteri non manca solo un teatro, ma manca anche una scuola di teatro

“Io ho una mia scuola di teatro in tutta Italia. La mia è una scuola itinerante. A Cerveteri non ha una scuola di teatro perché non c’è mai stata una cultura teatrale come dovrebbe essere. Io rispetto il teatro amatoriale, perché fa parte anche della mia cultura. Ma quando poi il teatro diventa una professione, bisogna studiare. Bisogna fare una scuola. In questa fase Cerveteri non ha investito. Ma non ha investito neanche nel Cinema. Io ho tentato anche di fare dei passaggi per aprire una scuola, che però non sono andati a buon fine.”

Le piacerebbe aprire una scuola di teatro a Cerveteri?

“Certamente. Io collaboro con istituzioni importanti. Con il Piccolo di Milano o con l’Istituto Drammatico di Siracusa, per fare degli esempi. Porterò dei docenti a Cerveteri. Ci sono ragazzi che mi seguono in tutta Italia.”

Tutto questo non si fa perché mancano i soldi?

“Non è una questione di soldi. È un fatto culturale. Bisogna solo dare il via ad un processo, e mettere a disposizione delle strutture. Se ci fossero dei locali mi metterei a disposizione. Lo farei per rispetto alla mia città e per i giovani. Io credo molto nei giovani. Ma bisogna cominciare a creare degli spazi dedicati. Dedicati alle varie arti. Bisogna cominciare a investire sulla Cultura. Ma non solo sulla fruizione di spettacoli culturali. Che devo dire a Cerveteri si organizzano.”

Non si sente un ambasciatore di Cerveteri in Italia?

“Questo ruolo te lo danno i fatti. Per chi non vuole capire, ed è un errore, io già promuovo Cerveteri da tanti anni. Non mi posso definire un ambasciatore perché questo ruolo non fa per me. Ma io giro l’Italia, e promuovo e faccio conoscere Cerveteri da tanti anni.”

Lei organizza da anni le sue performance nei più importanti siti archeologici o monumentali d’Italia. Ma immagino che abbia iniziato a recitare nei normali teatri. Al chiuso

“Dal 1984 al 1994, per 10 anni, ho lavorato con tutti i grandi del Teatro. Con Vittorio Gassman o Nando Gazzolo, tanto per fare due nomi. Ma l’esperienza di uscire dai teatri al chiuso, per recitare nei siti archeologici, è sempre stato il mio sogno. Fin da ragazzino.”

Poi è passato a recitare nei siti archeologici

“Si. Ma non è stato facile. Ho cominciato a vagare per i siti. Ma era difficile. Ti guardavano tutti strano. Alle prime proposte che facevo, tutti mi dicevano: “E’ sicuro di quello che dice? Perché io qua vedo solo ruderi.”

Quindi lei è stato un pioniere in Italia per questo tipo di rappresentazioni. Ultima domanda. Quale è stata l’opera di cui lei è più fiero?

“Quella che è rimasto alla Storia, perché siamo partiti in due su questa impresa, è la Divina Commedia di Dante.”

In due?

“Si, io e Benigni. La sua dantista è stata la mia dantista. Lei ha una venerazione per me. Lei dice sì, Benigni è quello che è. È un premio Oscar. Ma su questa opera l’ha un po’ scimmiottato. Tu sei un maestro. Questo mi ha fatto molto onore. Naturalmente la mia rappresentazione più importante è stata quella del 2005 a Via degli Inferi. Poi l’ho portata anche al Teatro greco di Siracusa. E lì l’hanno fatta recitare a me, e non a Benigni (sorridendo).”

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