Ci ha lasciato Abbe Lane , la regina del cha cha cha’. Desideravo ricordarla con questo mio racconto di vent’anni fa circa.
Abbe Lane alla Boccetta. di Angelo Alfani –

Il sole emanava un luce bianca in quell’aprile che fece seguito alla “nevicata del secolo”del 1956.
Il rosso tremulo della sulla, interrotto dal verde squillante del finocchietto, tappezzava i campi in cui risbucavano impettiti ragani e veloci lucertole. Con il tepore arrivarono i Girovaghi. Con i girovaghi arrivò Abbe Lane, regina del Cha cha cha, che portò scompiglio risvegliando perfino belli che smorzati sensi di parecchi vecchietti. Per gli animi e le saccocce dei cervetrani “gelati dalla gelata”, le tante comparsate, le decine di cestini con cannelloni, quarto di pollo, la ciriola un frutto ed un bicchiere di rosso, distribuiti dalla produzione italoamericana, furono una “mano santa”. Le riprese alla Boccetta, di fronte alla vecchia Curia ed il fontanone, al cinema Moderno, durarono un mesetto. Le scene con la scatenata americana ebbero infinite e richieste repliche.
Tutto si snodava, come filo di lana da gomitolo, appresso alle lunghe cosce ed ai sinuosi glutei della Abbe, fino ad accompagnarla, a sera fatta, alla Cadillac dai sedili profumati, in sosta davanti al refettorio scolastico. Lo spagnolo Xavier Cugar, marito attempato ed invidiato della diva, non si allontanava mai dal set, soprattutto per la presenza di un fotografo di scena conosciuto dongiovanni. Altra presenza costante erano i due cagnolini chihuahua, che attendevano la fine delle riprese in un cesto di vimini con cuscino rosa, per saltare tra le braccia della padrona. Accadde che la cagnolina della coppia Cugar scomparve. La notizia si diffuse per il paese come i goccioloni d’agosto conquistano con rapidità il nero dei sampietrini.

Le riprese non sarebbero proseguite se non dopo che Maggie, la cagnolina, fosse stata ritrovata. Tante le ipotesi: malvagità umana, rapimento per riscatto, fatto si è che la comunità, oltre alle tre forze dell’ordine, si prodigarono nella ricerca. Venne rintracciata il giorno dopo, nel tardo pomeriggio nella grotta=cantina di Antonio la volpe, accucciata dietro ad una botte, con a fianco un segugio pelle e ossa. Spaurita ma con gli occhi appassionati e trasognanti. Venne riconsegnata alla Diva, da ore chiusa nel dolore all’interno del carrozzone di scena, dal maresciallo Saporito.
L’abbraccio a Maggie e Saporito fu un tutt’uno. Lacrime bagnarono la divisa, seni prorompenti si adagiarono sul petto del graduato. Si trattennero per un tempo che lasciò interdetto Cugar ed entusiasti i cervetrani. Le riprese proseguirono, senza altre interruzioni. Poi, come erano arrivati, i girovaghi sparirono, lasciando una vena di tristezza evidenziata da uno sguardo perso del maresciallo e dallo scodinzolare senza meta per i vicoletti del segugio”.









