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A Teatro con Pirandello: il berretto a sonagli conquista gli studenti dell’alberghiero





Gli alunni dell’Istituto di Ladispoli al Cineteatro Buonarroti di Civitavecchia per la matinée della celebre commedia: un viaggio tra le maschere e i paradossi dell’esistenza.

CIVITAVECCHIA – Scritto in siciliano nel 1916 e rappresentato in lingua nel 1923 a Roma, “Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello vede come protagonista Beatrice Fiorica, donna tormentata dal sospetto dell’infedeltà del marito che intrattiene una relazione con la giovane moglie del suo dipendente Ciampa. Commedia di amara introspezione psicologica e sociale ambientata nella Sicilia borghese dei primi del Novecento, l’opera continua ad entusiasmare le platee di tutto il mondo.

L’evento didattico Venerdì 17 aprile, gli studenti dell’Istituto Alberghiero di Ladispoli hanno raggiunto il Cineteatro Buonarroti di Civitavecchia, accompagnati dai docenti Alessandra Baruzzi, Elisabetta Langella e Carlo Scopa, per assistere alla matinée dedicata alle scuole.

“Si tratta di temi eterni che continuano ad interrogare ogni individuo – ha sottolineato la prof.ssa Alessandra Baruzzi, Docente di Lettere dell’Istituto Alberghiero di via Federici – Per i nostri studenti è un’occasione imperdibile per cogliere l’essenza più profonda delle opere di Pirandello. Il teatro trasforma la parola scritta in esperienza viva ed è proprio l’impatto emotivo che nasce dalla dimensione scenica a fare la differenza”.

La metafora delle “tre corde” Al centro del dibattito post-spettacolo, la straordinaria lezione di Ciampa. “Porteremo con noi la metafora delle tre corde: la seria, la civile e la pazza, che regolano l’equilibrio dell’individuo e della società – ha aggiunto la Prof.ssa Baruzzi – Una filosofia disincantata e lucida della vita basata sulla negazione della verità e su una realtà in cui l’uomo soccombe di fronte alle esigenze collettive dell’ordine e del conformismo”.

Il paradosso dell’esistenza A concludere l’analisi dell’opera è il Prof. Carlo Scopa: “Una riflessione amara che continua a ricordare a tutti il paradosso dell’esistenza. Beatrice, moglie tradita e ferita, imparerà a sue spese quanto la finzione e le apparenze rappresentino l’essenza stessa della vita umana. Ma le donne delle platee di tutto il mondo continueranno ad esserle accanto protestando senza sosta contro il suo ingiusto e assurdo destino”.