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A Cerveteri nasce una scuola completamente gratuita per insegnare ai bambini l’arte della pesca, e il rispetto per la Natura e l’ambiente





Intervista all’ideatore del progetto, Giuseppe Vasapolli

A Cerveteri nasce una scuola completamente gratuita per insegnare ai bambini l’arte della pesca, e il rispetto per la Natura e l’ambiente – di Giovanni Zucconi

Immaginate un cameriere che lavora tutta la settimana meno il lunedì. Immaginate che questo giorno libero lo impieghi a insegnare, gratuitamente, ai bambini l’arte della pesca e il necessario rispetto per la Natura. Immaginate che non solo insegni gratuitamente, ma che regali a tutti i bambini le attrezzature necessarie. Immaginate che paghi anche tutti i premi e le coppe che verranno assegnate ai vincitori delle gare di pesca che si svolgono durante i corsi.

Immaginato? Bene, allora avete pensato a Giuseppe Vasapolli. Un nostro concittadino che si è data la missione di insegnare ai bambini, ma vedremo che non solo a loro, la nobile arte della pesca. Arte che diventa nobile soprattutto quando, insieme alle varie tecniche di pesca, insegni, come fa il Vasapolli, anche a rispettare la Natura e l’ambiente che ci circonda.

Giuseppe Vasapolli, ha aperto a Cerenova una scuola di pesca, dedicata ai ragazzi e alle ragazze dai 6 anni ai 17 anni. Un personaggio che definire straordinario è sicuramente poco. Una persona generosa ma modesta. Che non mi ha fatto scrivere nell’intervista diverse cose perché gli sembrava che si stesse vantando. E che proveremo a farvelo conoscere, e a farvelo amare a prima vista come è successo a noi. Lo abbiamo intervistato qualche giorno fa, e lo ringraziamo per la sua disponibilità. Lo ringraziamo anche perché ci ha promesso di farci assistere, il prima possibile, ad una sua lezione.

Da quello che riesco a capire, chiamare la sua una scuola di pesca mi sembra molto riduttivo

“Mi fa piacere che la pensi così. Il mio progetto della “Pesca che amo” non è solo pesca. Ma tutto quello che ci porta a diventare pescatori sportivi consapevoli dell’importanza della Natura in cui viviamo. Per questo, nella mia scuola, ci sono anche lezioni sulla Natura, sull’ecosistema marino e sull’inquinamento. Sono tutti temi sensibili che voglio trattare quest’anno con i bambini fin da piccoli. E poi per me è importante anche l’aspetto sociale. I bambini, i ragazzi, condivideranno le loro emozioni. Impareranno a gestirle. E apprenderanno, divertendosi, le varie tecniche di pesca da me conosciute. In poche parole, cercherò di tirare fuori da ognuno di loro il meglio di questo sport sano.”

Quindi non è una scuola solo tecnica. È anche una scuola di vita

“La scuola è molto tecnica. In classe imparano tutte le tecniche di base e avanzate per pescare. Così come imparano a riconoscere i pesci, e a muoversi nel nostro territorio. Ma sono già due anni che ho voluto introdurre anche le tematiche dell’inquinamento, del rispetto della Natura e dell’ambiente. Perché se gli facciamo seguire fin da piccoli queste regole e attenzioni, avremo più pescatori sportivi, e meno persone incivili, che non voglio neanche chiamare pescatori, che lasciano in giro buste di plastica o ami sulla spiaggia. Fin da bambini devono comprendere la gravità, per esempio, di lasciare un amo sulla spiaggia. Devono imparare da subito il rispetto per le persone e per l’ambiente”

Come ha organizzato le lezioni?

“Sono corsi di tre mesi per ogni classe. Dove ci sono dieci lezioni di un’ora ciascuna. Intervallo le lezioni di teoria con delle lezioni di pratica. Sono previste anche due gare che facciamo nei laghetti che abbiamo a disposizione. Ne facciamo una a metà corso, più o meno a metà maggio, e l’altra il 26 giugno, che è la gara di chiusura. Le lezioni di pratica le facciamo sia nei laghetti, che a mare. La settimana prima delle gare li porto sempre al laghetto a fare prove di lancetto.

In ogni corso spiega qualcosa di nuovo?

“Si, poi riprendiamo a settembre. Ci sono ragazzi che sono già al terzo step. In ogni corso spiego una tecnica diversa. Per esempio, nel primo corso si imparano le tecniche di base, e a pescare con la canna da punta. Cioè la pesca alla carpa. Nel secondo corso cominciano ad avvicinarsi alla canna con il mulinello. E a fare, per esempio, la pesca alla trota. Nel terzo step si comincia a vedere la pesca sulla spiaggia. E così via…”

Veniamo alla parte economica. Quanto costa l’iscrizione. E quale attrezzatura devono acquistare i bambini per partecipare ai suoi corsi?

“Il corso è completamente gratuito. E anche l’attrezzatura la compro io per i bambini.”

Come la compra lei? Tutta l’attrezzatura per tutti i bambini?

“Si, la compro tutta io. Ad ogni bambino che si iscrive, gli regalo un cappello, una maglietta, una canna da punta da quattro metri, una cassettina da pesca e il guadino.”

Ma è una cosa bellissima, che le fa molto onore. Cosa l’ha spinto a fare una cosa così bella e così generosa?

“Questa scuola la voleva creare mio padre già trenta anni fa. Poi, per un motivo e per l’altro, non c’era riuscito. Io sto facendo questo anche per lui. Voglio, come voleva lui, che tutti i bambini si possano avvicinare a questo fantastico mondo della pesca. Sia quelli che se lo possono permettere, sia quelli che appartengono a famiglie che non avrebbero i soldi per farli partecipare. Tutti devono avere la possibilità di vivere le emozioni che ti può dare la pesca.”

Le faccio una domanda che forse non dovrei farle. Lei ha una solida posizione economica che le permette di essere così generoso?

“Io faccio il cameriere a Roma. Rinuncio a qualcosa per me, pur di poter portare avanti la mia scuola di pesca.”

Qualcuno la sta aiutando, in qualche modo?

“Ci sono i genitori dei bambini che, a loro buon cuore, mi lasciano un contributo per andare avanti. Le spese sono tante. Il contributo può essere lasciato nei siti Internet della scuola, utilizzando il tastino “Go found me”. Poi ci possono essere gli sponsor, come per esempio Pausa Caffè di Cerveteri. Non bisogna dimenticare che ci sono anche dei miei cari amici pescatori, che mi aiutano a organizzare e gestire le gare di pesca. Da solo non ce la potrei fare a seguirle.”

Riceve qualche aiuto anche da qualche negozio di pesca sportiva?

“Questo lo deve scrivere perché è importante. Ci sono negozi a Cerveteri e a Ladispoli che mi fanno sempre una piccola donazione in attrezzatura sportiva. E poi io ho creato una piccola brochure a colori che consegno ad ogni bambino, con tutte le attrezzature che possono servire per avanzare nei corsi. Loro la portano, magari insieme al nonno, in tre negozi che sono convenzionati con noi, e lì ricevono sempre dei grossi sconti. I bambini sono contenti, e i negozianti sanno che un cliente pescatore è per sempre. I tre negozi convenzionati sono: Todaro e il Cormorano di Ladispoli, e Italcanna di Stefano Occhiobello di Cerenova.”

Ma il Comune di Cerveteri non le ha dato una mano?

“L’Assessora Federica Battafarano si è dimostrata molto disponibile ad aiutarci. Dopo appena 72 ore che gli avevo fatto la richiesta per un locale dove fare le lezioni, mi ha messo a disposizione i locali del centro polivalente di Via Luni, a Cerenova. Ci ha assegnato una stanza gigante e l’uso dei giardini. Un posto migliore di questo non lo potevo veramente sperare.”

Mi parlava di siti Internet della sua scuola per fare le iscrizioni e le donazioni

“La pagina “La pesca che amo”, sta sia su Facebook, che su Instagram. Abbiamo un anche sito Internet www.lapescacheamo.it”. L’email per iscriversi è: [email protected]. Se vuole può scrivere anche il mio numero di telefono che è: 329 0142984. Ne approfitto per ricordare che saremo anche alla Sagra del Carciofo i giorni 14, 15 e 16 aprile. Se vengono nel nostro stand, potranno ricevere qualche gadget, e ci potranno conoscere meglio. E magari potranno fare qualche donazione, che a noi serve sempre.”

Quanti bambini pensa che si iscriveranno quest’anno?

“Siamo già a 40 bambini iscritti. E continuano ad iscriversi. Io faccio classi di circa 20 bambini. Il corso avanzato si svolge dalle 16.00 alle 17.00. Il corso base, di quelli nuovi, si svolge dalle 17.30 alle 18.30. I corsi si svolgono sempre di lunedì perché è l’unico mio giorno libero dal mio lavoro di cameriere. Siamo partiti con le lezioni, lunedì 3 aprile scorso.”

Quanti saranno i vari corsi sempre più avanzati?

A Cerveteri nasce una scuola completamente gratuita per insegnare ai bambini l’arte della pesca, e il rispetto per la Natura e l’ambiente
A Cerveteri nasce una scuola completamente gratuita per insegnare ai bambini l’arte della pesca, e il rispetto per la Natura e l’ambiente

“I vari step possono essere infiniti. Non c’è un limite. Io ho appena iniziato questa avventura. Sono il primo in Italia a farla. Comincio dalle basi, ma poi i bambini crescono con me.”

Da che età possono cominciare?

“Dai sette anni in su. Fino a 16, 17 anni. Ma le voglio dare una notizia in esclusiva. Quest’anno voglio iniziare una scuola serale per adulti. Se riesco a ricevere almeno una decina di iscrizioni, lo faccio partire.”

Cosa lo ripaga di più di questa esperienza?

“Vivere l’emozione di un bambino che, per la prima volta, riesce a pescare un pesce. Vederlo felice mentre lo aiuto a raccogliere il suo pesce con il retino è un’esperienza bellissima. Così come quando si fa la foto, felice, durante una premiazione dopo una gara di pesca. Ognuno di loro ha anche un quaderno dove descrive le sue emozioni in quei momenti. La componente di socializzazione è importante. È una cosa meravigliosa tutto questo. Ed è quello che mi ripaga.”