Cerveteri

A Cerveteri gli studenti disabili hanno a disposizione più ore OEPAC che negli altri comuni vicini

L’intervista all’Assessora alla Pubblica Istruzione di Cerveteri, Romina Vignaroli. La maestra prestata alla politica, e che parla la stessa lingua dei docenti e dei genitori

A Cerveteri gli studenti disabili hanno a disposizione più ore OEPAC che negli altri comuni vicini – di Giovanni Zucconi

In un tardo pomeriggio di “una di quelle giornate da dimenticare” perché “per le maestre il Natale è sacro”, abbiamo incontrato Romina Vignaroli, la nuova Assessora alla Pubblica Istruzione di Cerveteri. Insegnante di scuola primaria da oltre 20 anni, mamma e caregiver di una figlia con malattia rara, ci ha raccontato per la prima volta il suo nuovo ruolo. Le difficoltà che deve affrontare, i progetti e, soprattutto, il rapporto con la disabilità all’interno delle scuole di Cerveteri.

A Cerveteri gli studenti disabili hanno a disposizione più ore OEPAC che negli altri comuni vicini

Quella che segue è l’intervista che ci ha gentilmente concesso. Un’intervista ricca di spunti e di informazioni interessanti. Dalla quale emerge il ritratto di una donna che non aveva né il bisogno, né il desiderio, né tantomeno il tempo di fare anche l’Assessore. E che invece, per puro senso di servizio, quasi d’altri tempi, ha rimesso mano alla propria vita quotidiana. Ha riorganizzato la famiglia e ha scelto di mettere il suo tempo, e le sue notevoli competenze professionali, a disposizione della collettività.

Partiamo dall’inizio, con una domanda un po’ banale: come è nata questa nomina? Perché la Sindaca Gubetti ha scelto proprio lei come Assessora?

“In realtà è stata una nomina un po’ inaspettata. Io non ho mai fatto politica, e non la farò mai. Però Elena Gubetti mi conosceva bene.  Perché è da molto tempo che opero sul territorio con un gruppo di caregiver che si è creato spontaneamente nel giro di un decennio.

Siamo tutti genitori che hanno figli con disabilità più o meno importanti. Ragazzi che hanno frequentato la scuola pubblica nel territorio di Cerveteri. Questo gruppo è nato quasi per caso su WhatsApp, e invece è diventato un bel gruppo di supporto per tante famiglie.

Tra le tante mamme, io e due mie amiche ci siamo date tanto da fare. Ognuna mette a disposizione le proprie risorse personali e caratteriali. Io mi occupo più che altro di scuola. Aiuto nella decodifica dei documenti che riguardano la scuola. Poi ci sono queste altre due mamme, anche loro molto agguerrite e ferrate su altre cose, due ragazze fantastiche sempre a disposizione di tutti.”

A Cerveteri gli studenti disabili hanno a disposizione più ore OEPAC che negli altri comuni vicini

Quindi lei è stata scelta per le sue competenze nel campo della scuola pubblica, e sul tema delle disabilità

“Probabilmente sì. In Comune mancava da un po’ di tempo qualcuno che avesse questo tipo di competenze imparate sul campo. E la Sindaca ha pensato a me. In un primo momento sono rimasta sorpresa, perché di solito questi incarichi vengono dati a chi fa politica da tanti anni. Chiamare una persona che è fuori da tutto era, credo, la prima volta a Cerveteri.

Però non nego che mi ha fatto piacere la stima e la fiducia che la Sindaca e tutto il suo staff hanno riposto in me. Dopo qualche giorno di tentennamenti ho detto sì.”

Questa scelta ha avuto sicuramente impatti sulla sua vita privata

“L’ho fatta con un grande sacrificio, perché ho dovuto riformattare tutta l’organizzazione di casa. Io lavoro, e ho una figlia affetta da una malattia rara che richiede molto tempo e dedizione. Ho una famiglia.

E purtroppo i miei più grossi “vizi” sono il lavoro e il perfezionismo. So che, quando dico sì a qualcosa, ci metto tutta l’anima, tutta me stessa, tutto l’impegno. Sapevo che avrei tolto un po’ di tempo a casa e alla mia famiglia. Però non mi sono sottratta a questa responsabilità.”

Secondo lei perché è stato scelto un “tecnico”? Il suo è un assessorato che non fa gola ai politici?

“Su questo non le so rispondere. Non so se sia un assessorato che “non fa gola”. Di certo è un assessorato un po’ complicato. Perché, se non si vive la scuola sulla propria pelle, è difficile capire come ragionano i docenti. Dalla materna alle superiori.

La scuola è un mondo un po’ a parte. È un lavoro in cui non basta la preparazione didattica, quella che ti danno i corsi di aggiornamento. Devi metterci tanto di tuo. Perché hai a che fare con famiglie più o meno complicate. Con ragazzi che cambiano di anno in anno, con generazioni diverse.

Io ho iniziato a insegnare che avevo 23–24 anni. Oggi ne ho 50, e vedo che le generazioni sono completamente diverse. Ci vuole tanta passione, perché è un lavoro che ti stanca.”

Anche l’essere la mamma di una ragazza disabile l’aiuta a compiere meglio il suo lavoro? Sia di insegnante che, adesso, di Assessore alla Pubblica Istruzione?

“La disabilità si inserisce in questo quadro. Se non mi fosse nata mia figlia, probabilmente anche a scuola avrei dato qualcosa di diverso. I nostri figli ci aprono sempre dei canali. Ne ho uno anche “sano”. E lui me ne ha aperti di altri tipi. Però un figlio con difficoltà ti fa vedere le cose in modo diverso: la scuola, i percorsi futuri tutti da costruire…

Ma queste aperture le ho capite solo adesso, da grande. All’inizio, mi può comprendere, è normale che non fosse così. Ma oggi lo vedo come un valore aggiunto. E nelle scuole riconosco che parlare con un genitore che vive la mia stessa situazione è diverso. Il genitore, in me, vede un’insegnante che sa di cosa stiamo parlando.

Se non si conosce qual è la vita del disabile e di tutta la famiglia, perché poi tutta la famiglia diventa disabile, non solo il disabile stesso, è difficile capire davvero i disagi quotidiani.”

A Cerveteri gli studenti disabili hanno a disposizione più ore OEPAC che negli altri comuni vicini

Quindi pensa di essere avvantaggiata, rispetto a un politico, nel condurre questo assessorato?

“Se intendiamo l’assessorato come una carica politica, io sono svantaggiata, non avvantaggiata. Perché non capisco ancora alcune dinamiche, e faccio fatica a decodificare il linguaggio tecnico-politico.

Sono favorita, invece, per quello che riguarda l’argomento dell’assessorato. Andare nelle scuole, parlare coi docenti, sapere cosa serve a una scuola e alle famiglie. Lì sì che sono avvantaggiata. Anche solo telefonare a una scuola per prendere un appuntamento con un genitore che ha un problema. Noi parliamo tutti la stessa lingua. È diverso.”

Veniamo al suo primo giorno da assessore. Lei si “siede alla scrivania” e vede le prime carte. Si è preoccupata, o sapeva già a cosa andava incontro?

“Seduta alla scrivania no, perché una scrivania non ce l’ho! Vado in giro per le scuole e, quando devo ricevere qualche genitore, il Comune mi mette gentilmente a disposizione le stanze che sono libere. C’è uno staff che mi ha supportato in tutto. Soprattutto nei primi giorni, quando mi sentivo un pesce fuor d’acqua.

Le carte che riguardano il mio lavoro, scuola, inclusione, non mi spaventano. È chiaro che su altri argomenti, che riguardano altri assessorati o altre questioni, ho necessità di studiare.

Passo anche i sabati e le domeniche a leggere. Non nascondo che a volte apro il dizionario per capire cosa vuol dire un termine tecnico. Se ho dubbi, ho uno staff che mi aiuta. I miei colleghi assessori sono disponibilissimi, e anche la Sindaca ha una pazienza enorme. Per una persona che non ha mai fatto politica, anche semplicemente le riunioni diventano complicate.

Le è mai capitato di trovarsi davanti a situazioni che non si aspettava. e pensare: “ma chi me l’ha fatto fare”?

Tutti i giorni. In tutti i momenti. Anche in questa intervista!”

Anche adesso?

“Sì! Scherzi a parte, ci sono momenti in cui davvero mi chiedo chi me l’abbia fatto fare, perché è un mondo completamente diverso dal mio, dal mondo della scuola. È un’attività diversa anche solo nel linguaggio: è un lessico che devo ancora apprendere.”

È il famoso “politichese”?

“Sì, a volte non lo capisco. La maggior parte delle volte non capisco quello che ti dicono e quello che è scritto lì. Però ho una grandissima capacità di prendere appunti. Ho un piccolo taccuino che porto sempre con me. Quando non capisco una cosa, e magari mi vergogno pure a chiedere, prendo appunti. Poi a casa vado a cercare: “ah, allora si riferivano a quello, quella sigla significa questo…”. Perché non si può chiedere tutte le volte “che vuol dire?”, “di che si tratta?”.”

A Cerveteri gli studenti disabili hanno a disposizione più ore OEPAC che negli altri comuni vicini

In quali scuole di Cerveteri ha insegnato?

“Nonostante lavori a Cerenova da tanti anni, ho avuto la possibilità di insegnare in tutte le scuole del territorio. Ho insegnato anche al Giovanni Cena. Ma ho fatto tanta gavetta: Testa di Lepre, Aranova, Tragliatella. Tutte le campagne. È la gavetta che fa una maestra. Nelle scuole di Cerveteri, dove ho fatto supplenze, ho lasciato in ognuna un pezzetto di cuore.”

Veniamo alle questioni concrete. Quali sono, secondo lei, le principali problematiche a Cerveteri relativamente alla scuola? Quelle che ritiene prioritarie, e che vorrebbe affrontare subito?

“Per quanto riguarda le scuole, il problema principale non è di oggi. Ce lo portiamo dietro da diversi anni. Tutti gli anni, soprattutto all’inizio dell’anno scolastico, ci ritroviamo con la necessità, per i bambini con certificazioni di disabilità più o meno importanti, di costruire un orario su misura. In questo orario si vanno a convogliare non solo i docenti di sostegno, ma anche le risorse comunali, cioè gli OPAC (Operatore Educativo per l’Autonomia e la Comunicazione). E lì, tutti gli anni, ci ritroviamo a dover superare sempre lo stesso scoglio.

Devo dire che quest’anno, prima ancora che fossi nominata, la Sindaca ha avuto una grande idea che, in un primo momento, mi ha lasciata un po’ basita. Ma che poi ho visto che potrebbe essere una bella risorsa per il futuro: fare un GLI territoriale.”

Mi perdoni. Che cos’è questo GLI territoriale?

“Il GLI è il “Gruppo di Lavoro per l’Inclusione” che riguarda la scuola. Ogni scuola ne ha uno suo proprio. All’interno del GLI ci sono gli specialisti, le referenti del sostegno, i docenti, la dirigente, e tutti gli enti territoriali che ruotano intorno al sostegno. Il GLI ha in mano tutta la situazione dei sostegni di una determinata scuola.

Per la prima volta la Sindaca ha organizzato un GLI territoriale. Ha, cioè, convocato tutte le scuole del territorio, perché i servizi sociali sono in capo alla Sindaca.

In questa riunione, la prima di questo tipo, la Sindaca ha illustrato le problematiche del Comune. I tagli o, meglio, l’aumento degli alunni con sostegno. Le risorse a disposizione e la distribuzione delle ore, soprattutto degli OPAC.

Da qui sono usciti dei “pacchetti” per ogni scuola. Che poi ogni istituto doveva gestire secondo le proprie esigenze.”

Lei, quindi, pensa che questi “GLI territoriali” siano stati un’esperienza positiva

“A prescindere dalle prime due settimane di confusione, ma era una confusione scontata, dopo la mia nomina ho pensato che questa esperienza vada ripetuta.

Ho proposto, ad esempio, di rifare un GLI territoriale quando si sono chiuse le iscrizioni. Le iscrizioni finiscono a gennaio, e quindi potremo farlo a marzo. Per fare il punto della situazione a Cerveteri: quante iscrizioni abbiamo, quali risorse dovremo mettere in campo.

Poi rifarne un altro in estate, quando l’anno scolastico è chiuso, per vedere a che punto è la situazione: sono arrivati i docenti di sostegno, ci sono le iscrizioni tardive, e così via. In questo modo, secondo me, si monitora nel tempo la situazione. Senza arrivare sempre agli sgoccioli di fine agosto/primi di settembre, quando dopo dieci giorni iniziano le scuole.”

Però, almeno da fuori, non è sembrato che tutto abbia funzionato benissimo. Proprio quest’anno, sulle OPAC, sono esplose polemiche e problematiche come non mai. Come lo spiega?

“Le polemiche ci sono state perché quest’anno, rispetto ai precedenti, c’è stato un aumento esponenziale di ragazzi con una certificazione di disabilità.  Quindi le risorse che erano state messe a disposizione non erano sufficienti. E i servizi sociali hanno dovuto attingere ad altre risorse, perché altrimenti non ci si riusciva. Una volta fatto questo passaggio, il Comune di Cerveteri, nonostante le polemiche, è quello che ha dato più ore rispetto ad altri Comuni che abbiamo intorno.

Certo, sono sempre insufficienti. Però, facendo anche un’opera di sensibilizzazione con gli istituti, perché è importante che ognuno faccia la propria parte, si può lavorare su orari un po’ più elastici. Andando a intervenire dove ci sono le criticità.

Infatti, riconvocando tutti i dirigenti, non ci sono stati più problemi: con le risorse assegnate sono riusciti a fare gli orari per tutti gli alunni. Non ci sono ore in cui i bambini rimangono da soli.

Purtroppo, rimane qualche problema nella secondaria di primo grado di un istituto, ma è un problema che riguarda il sostegno, non gli OPAC. Alcuni insegnanti di sostegno sembra non siano arrivati.”

Le faccio una domanda che mi incuriosisce da un po’. Secondo lei, questa “esplosione” di ragazzi con disabilità iscritti a scuola da che cosa deriva? Dal fatto che i genitori non si vergognano più di loro come accadeva una volta? C’è una risposta?

“Sinceramente no, una risposta unica non ce l’ho. Ma le posso dire che in pochi anni il nostro territorio ha accolto un’utenza che viene anche da fuori. Per “fuori” intendo famiglie che abitano alle porte di Roma, non necessariamente in centro, ma nelle periferie. Cerveteri offre dei servizi che, per una famiglia con un bambino o un ragazzo disabile, fanno la differenza.

Le faccio un esempio banale: una mamma che deve portare il figlio a scuola, in assenza di scuolabus attrezzati, dentro Roma per fare un chilometro ci mette 40 minuti. Qui abbiamo un territorio che offre tre istituti comprensivi, ognuno con le proprie peculiarità.

Ipotizziamo: vendo casa a Roma, a Cerveteri compro magari a meno. Mi resta un piccolo gruzzolo da parte, e la qualità della vita, soprattutto quella di un figlio con particolari esigenze, cambia. Questo, secondo me, è uno dei motivi per cui alcune famiglie scelgono di trasferirsi qui.”

Allarghiamo un po’ il discorso. In generale, per migliorare la scuola a Cerveteri, e in Italia, servono più soldi e infrastrutture, o servono soprattutto persone e idee? Mancano i soldi o mancano le idee e le persone?

“Diciamo che l’una non esclude l’altra. Io nella scuola italiana ci credo tantissimo. Quindi tenga sempre presente che sta parlando con una persona che ci crede davvero.

In Europa abbiamo nazioni che per alcune cose sono più all’avanguardia. Ma su una cosa siamo unici: la scuola italiana è aperta a tutti. Io ho iscritto mia figlia alla scuola pubblica. In un altro Paese europeo, mia figlia non avrebbe potuto partecipare alla scuola pubblica. Non avrei potuto iscriverla. La scuola pubblica, per mia figlia come per tanti bambini, ha significato poter fare esperienze che in un centro specializzato magari non avrebbe potuto avere.

Però, per avere questo, servono tantissime risorse. Il disegno della scuola italiana è perfetto. Va “colorato” un pochino meglio in alcune parti. Bisognerebbe ridare alla scuola le risorse che un tempo aveva, perché nel corso degli anni i tagli sono stati tantissimi.”

Veniamo ai progetti. Oltre all’ordinaria amministrazione, ci sono iniziative importanti che sta seguendo, e che stanno per partire?

“Sì. A parte l’ordinaria amministrazione, arredi, migliorie nelle scuole, già in questa settimana, per la prima volta a Cerveteri, si farà un “Forum dell’Orientamento”. Per la prima volta viene creato un luogo fisico, in piazza, in una tensostruttura, dove per quattro giorni ci saranno esperti che aiuteranno i ragazzi nell’orientamento. Non solo di studio ma anche rispetto alle arti pratiche e ai lavori pratici.

Riguarderà tutte le terze medie, quindi la conclusione della secondaria di primo grado, e le superiori. È una cosa molto bella soprattutto perché i ragazzi si potranno incontrare. Invece di fare l’orientamento solo all’interno degli edifici scolastici, il Comune ha pensato a un luogo di aggregazione dove potersi confrontare.

Può dirci meglio per chi è stato pensato questo Forum?

Il Forum è aperto anche a chi già sta frequentando le superiori. I ragazzi del liceo, o di altri indirizzi, che sono al quarto o quinto anno, e che vogliono partecipare come supporto, aiuto, consiglio per i ragazzi che escono dalle medie, possono farlo tranquillamente.

Saranno quattro giorni intensi e, la sera, dalle 18:00, 18:30 in poi, ci saranno spettacoli ed eventi gratuiti offerti dal Comune. Arti, musica e canto. È una cosa che mi è piaciuta tantissimo.”

Quando si terrà il Forum?

“Questa settimana: l’11, 12, 15 e 16 dicembre. Ma il Teatro Tenda ospiterà eventi culturali e di intrattenimento di diverse tipologie fino al 20. Vi aspettiamo tutti numerosi È già in pubblicità su tutti i mezzi di comunicazione.”