La casa farmaceutica interviene dopo la decisione di alcune Regioni di posticipare il richiamo per la seconda dose da 3 a 5 settimane
Pfizer: “Il vaccino è stato studiato per una seconda dose a 21 giorni” –

“Il vaccino è stato studiato per una seconda somministrazione a 21 giorni”. A dirlo è il direttore medico di Pfizer Italia.
Con le dosi del vaccino che iniziano a scarseggiare, come ad esempio nel Lazio, dove tutti gli slot di maggio sono già esauriti, dal Cts era arrivata la raccomandazione di estendere fino a 42 giorni l’intervallo tra la prima e la seconda dose di Pfizer e Moderna così da garantire la prima dose a più soggetti.
“Dati su un più lungo range di somministrazione al momento non ne abbiamo – ha detto Marino, come riporta il Sole 24 Ore – se non nelle osservazioni di vita reale, come è stato fatto nel Regno Unito”.
“E’ una valutazione del Cts, osserveremo quello che succede. Come Pfizer però dico di attenersi a quello che è emerso dagli studi scientifici perché questo garantisce i risultati che hanno permesso l’autorizzazione”.
Nel Lazio, ad esempio, da lunedì si procederà a dilatare il tempo tra la prima e la seconda dose portandolo da tre settimane a cinque.
A dirlo è stato ieri l’assessore regionale Alessio D’Amato durante la visita al centro vaccinale di via Trapani a Ladispoli.
In questo modo, per D’Amato si riuscirà ad avere più prime dosi da poter somministrare.









