Cittàpolitica

Ladispoli, Cavaliere contro Trani: «Non può usare il titolo di dottore se non è stato riconosciuto in Italia»





Il consigliere di Fratelli d’Italia punta i riflettori sulla “qualifica” di dottore utilizzata dal collega di minoranza mettendone in dubbio la sua legittimità

Ladispoli, Cavaliere contro Trani: «Non può usare il titolo di dottore se non è stato riconosciuto in Italia»

Ladispoli, Cavaliere contro Trani: «Non può usare il titolo di dottore se non è stato riconosciuto in Italia»

Una laurea conseguita oltre Alpi, in Svizzera e non riconosciuta in Italia o una laurea conseguita in Italia ma in una non meglio definita città? Questo l’interrogativo posto dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Raffaele Cavaliere ieri sera in consiglio comunale. Oggetto, anzi soggetto, dell’interrogativo il consigliere Eugenio Trani che nei giorni scorsi aveva presentato un esposto al Prefetto contro il consigliere Cavaliere per aver indossato la fascia tricolore alla manifestazione no mask di Roma lo scorso settembre. Secondo quanto esposto da Cavaliere durante la massima assise cittadina, senza ottenere risposta dal collega chiamato in causa in quanto assente come il resto dell’opposizione, sul curriculum di Trani è riportato un corso universitario nel 2017 in economia con indirizzo fiscale e tributario conseguito presso il Politecnico di studi aziendali, senza però speficare la città e la nazione del conseguimento del titolo di studio.

«Per quanto ho potuto appurare – ha detto Cavaliere – questo istituto era a Lugano, in Svizzera. Il titolo svizzero non è un titolo riconosciuto in Italia, quindi lui non può utilizzare la qualifica di dottore». Una situazione per Cavaliere che va «approfondita». «In Italia nessuno può usare il titolo di dottore se non si è laureato in Italia o se non ha avuto il riconoscimento dal Miur o l’equipollenza del titolo da parte del Ministero degli esteri che rimanda al Ministero della Pubblica istruzione il riconoscimento». In sostanza il capogruppo FdI vuole sapere se Trani «ha omesso volutamente la città e la nazione, cosa che non ha fatto quando ha riportato il corso di studi al Di Vittorio di Ladispoli. L’omissione è strumentale?».

E il consigliere invita la segretaria comunale «a indagare a fondo» per verificare se «il ragioniere» abbia ottenuto «l’equipollenza del titolo o di essersi laureato in Italia». «Non possiamo tollerare – ha concluso Cavaliere – che in Comune ci siano personaggi che fanno esposti al Prefetto qualificandosi come consigliere e che usurpano un titolo».