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Cerveteri, piazza Santa Maria da fiore all’occhiello a simbolo di degrado





Cerveteri, piazza Santa Maria da fiore all’occhiello a simbolo di degrado

di Riccardo Dionisi

Non avrei mai voluto mettermi alla tastiera il 26 agosto per raccontarvi episodi di degrado. Ahimè, mi sento in qualche modo costretto, considerato l’imbarbarimento che si è impadronito di una piazza così importante per quella che non è solo la mia città, ma che dovrebbe essere la casa di tutti, alla luce dell’importanza storica e archeologica che rappresenta.

Lo faccio, sarò sincero, per tentare di alleviare il dispiacere che provo (e sono sicuro provino tutti i cittadini etruschi, delle città limitrofe e i turisti) ogni volta che il mio corpo e i miei occhi, superato l’arco medievale, entrano in quello scrigno di tesori qual è Piazza Santa Maria.

Cerveteri, piazza Santa Maria da fiore all'occhiello a simbolo di degrado
Cerveteri, piazza Santa Maria da fiore all’occhiello a simbolo di degrado

Corpo e piedi che manifestano immediatamente insofferenza. Il corpo perché i miei piedi sono costretti a poggiare tra sampietrini divelti e buche da far invidia al peggior pavè romano e occhi che, davvero a fatica, riescono a rimanere spalancati di fronte a cotanto abbandono.

La fontana, al centro della piazza, straborda non di acqua ma di melma da far invidia a qualsiasi palude.

I sampietrini divelti sono sparsi ovunque, persino sul gigantesco vaso posto al centro della fontana. Sono lungo tutto il perimetro della piazza: non solo un pugno agli occhi, ma anche pericolosi, per i bambini che, qui, si ritrovano a giocare e a rischiare i giovani legamenti.

Il fiore all’occhiello del centro storico di Cerveteri abbandonato come se fosse un panno vecchio, da gettare tra i rifiuti.

Lo scorcio più suggestivo della città all’interno del quale sono incastonati il Palazzo Ruspoli, la chiesa di Santa Maria Maggiore, il Museo Nazionale Cerite, in uno stato tale da far provare vergogna ai propri cittadini.

Le foto che immortalano tal stato di degrado, da settimane, stanno facendo il giro dell’etere. I cittadini, disgustati, lanciano invettive di ogni genere, ma la situazione non sembra in via di miglioramento, anzi.

Che Cerveteri debba assurgere a città turistica lo ripetiamo da decenni: sarebbe stucchevole addossare le colpe a singole persone, a tale amministrazione rispetto ad un altra. Molto probabile che il problema sia legato alla incapacità del tessuto intero della città, non avvezzo a fare turismo. D’altronde non ci si trasforma in meta turistica schioccando le dita. Aggiungiamoci poi le difficoltà che stanno vivendo il museo e la Necropoli per la carenza di organico (da prima del Covid) e la frittata è presto fatta.

Cerveteri, piazza Santa Maria
Cerveteri, piazza Santa Maria

Eppure la città, nonostante tutto, questa estate ha fatto il pienone di non residenti che proprio ‘causa coronavirus’ hanno scelto di trascorrere più tempo nelle seconde case.

Bene gli spettacoli (qualche volta poco frequentati) messi in piedi dalla macchina amministrativa. Detto questo, però, proprio chi governa la macchina amministrativa, a pochi passi da questo gioiello arrugginito, non può non avere voglia di trovare quantomeno una soluzione provvisoria a tale degrado.

Sistemare una piazza di tali dimensioni può voler dire mettere in campo tante risorse pubbliche. Se la memoria non mi tradisce l’ex assessore ai lavori pubblici (carica ancora vacante), Giuseppe Zito, aveva lavorato ad uno studio di fattibilità, molto costoso. Sarebbe dovuto essere l’ultimo lotto di completamento del centro storico, rimesso a nuovo proprio nel corso degli ultimi anni.

Complicato quindi, ma mantenere la piazza in quello stato, tra ‘toppe’ di asfalto e sampietrini pronti ad essere usati per una sassaiola, non fa onore alla città.

Una tale situazione investe non solo il Sindaco, non solo la Giunta, non solo i consiglieri comunali, ma la città intera. E’ un momento storico complicato, con situazioni economiche e sociali precarie aggravate dall’emergenza sanitaria. E’ così i problemi avanzano, i furti tornano ad aumentare e la percezione di sicurezza a diminuire.

Sistemare quella piazza, il fiore all’occhiello della città, non rientra solo nel capitolo dei lavori pubblici (fermi ai blocchi di partenza), ma potrebbe rappresentare un punto di ripartenza, di rinascita per Cerveteri che annaspa. Vivacchia e sopravvive piuttosto che scrollarsi di dosso lacci e freni.

Vi lascio con la speranza di rivedere la piazza in condizioni accettabili e con una foto di qualche anno fa, una sorta di amarcord.