La richiesta di Italia Nostra, WWF, Pro Natura, FAI Lazio, Mountain Wilderness e Lipu
Riserva Naturale Litorale Romano:subito commissione e Piano di Gestione-
Italia Nostra, WWF, Pro Natura, FAI Lazio, Mountain Wilderness e Lipu
chiedono al Ministro dell’ambiente Sergio Costa e agli uffici coinvolti
di nominare al più presto la nuova Commissione di Riserva e di approvare
il Piano di Gestione.
La Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, istituita con decreto
ministeriale il 29 marzo 1996, estesa per oltre 16.000 ettari (la più
grande d’Italia) dopo oltre 23 anni è ancora senza Piano di Gestione,
già affidato nel 2015 al Commissario ad Acta, Vito Consoli.
Il Ministro dell’Ambiente, di concerto con il Ministro per i Beni e le Attività
Culturali, con decreto del 20/05/2019, ha espresso parere di
compatibilità ambientale con raccomandazioni sulla procedura di Vas
(Valutazione Ambientale Strategica).
Si attende ora l’integrazione del Piano e la sua approvazione, da anni sollecitata dalle Associazioni
Ambientaliste (si ricorda a tal proposito il Documento Programmatico
uscito dal Convegno del 2013 “La Riserva – un’idea trent’anni dopo”).
Intanto, nel marzo scorso, è scaduto il mandato della Commissione di
Riserva, l’organismo con poteri vincolanti di indirizzo e di veto sui
progetti, che a sua volta deve esprimersi sul PdG.
Le associazioni
ambientaliste chiedono pertanto che la Commissione sia rimessa al più
presto in condizione di operare.
Nel sollecitare la chiusura della procedura, le Associazioni rilevano
l’importanza di quanto disposto nel Parere tecnico del MiBAC del 23
gennaio 2019, sottolineando che molte delle considerazioni in esso
contenute rispecchiano quanto sostenuto nelle Osservazioni alla VAS e
nei comunicati.

Fra i punti più significativi:
• istituire una buffer-zone (zona tampone) per vietare attività invasive
e inquinanti intorno ai confini della Riserva;
• disporre un censimento di tutti i beni archeologici e culturali, con
la garanzia di tutela anche per quelli attualmente non fruibili, con
l’obbligo che per le aree archeologiche e per “i beni puntuali e lineari
ad essi assimilati” sia istituita la zonizzazione di tipo 1 (massima
protezione);
• deciso contenimento dell’inquinamento luminoso.
Tanti intoppi e tante difficoltà hanno rallentato in modo scandaloso le
procedure che avrebbero dovuto stabilire entro 6 mesi (!) dal decreto
istitutivo del 1996 l’assetto normativo da cui solo può dipendere una
gestione seria e coerente della Riserva del Litorale. Dopo 23 anni la
questione è ineludibile.
E’ indispensabile chiudere il Piano di Gestione prima che nuove deroghe
consentano ulteriore consumo di suolo e i conseguenti dissesti (si pensi
all’ipotizzato ampliamento dell’Aeroporto Leonardo da Vinci o al
progetto del Porto commerciale di Fiumicino).
Italia Nostra, WWF, Pro Natura, FAI Lazio, Mountain Wilderness e Lipu









