LADISPOLI – È un vero e proprio terremoto politico quello che sta scuotendo l’amministrazione comunale di Ladispoli. L’ufficializzazione dell’adesione al movimento politico Futuro Nazionale da parte di quattro consiglieri comunali di maggioranza e di un assessore della giunta guidata dal sindaco Alessandro Grando ha riacceso lo scontro a pochi mesi dalla conclusione della consiliatura, scatenando una dura e compatta presa di posizione dalle fila dell’opposizione.
Silvia Marongiu (PD): “Integrazione e diritti a rischio”
Per la consigliera comunale del Partito Democratico, Silvia Marongiu, la scelta dei cinque amministratori non può essere derubricata a una mera manovra tattica:
«Quattro consiglieri comunali di maggioranza e un assessore aderiscono a Futuro Nazionale: questo non rappresenta semplicemente un cambio di sigla o una questione interna ai partiti. Nel momento in cui una componente così significativa della maggioranza che governa Ladispoli sceglie di riconoscersi in un nuovo progetto politico, credo sia inevitabile interrogarsi su cosa questo può significare anche per la nostra città.»
La Marongiu sottolinea la netta distanza culturale ed ideologica con la piattaforma del nuovo movimento, paventando un cambio di rotta programmatico sul modello di comunità:
«Le idee contano e Futuro Nazionale parla di superamento del multiculturalismo e indica nell’assimilazione il modello da perseguire. Propone politiche molto restrittive sull’immigrazione e sulla cittadinanza, parla di remigrazione e di difesa dell’identità nazionale. Su famiglia e diritti civili esprime una visione altrettanto precisa, fondata sul riconoscimento della famiglia composta da un uomo e una donna e su posizioni fortemente restrittive rispetto ai diritti delle persone LGBT. Sono temi sui quali la distanza politica e culturale che sento è profonda.»
Un’impostazione che, secondo l’esponente dem, contrasta direttamente con la storia amministrativa e il tessuto sociale della città:
«Dal 2012 al 2017 mi sono occupata di integrazione, cooperazione e progettazione europea come delegata del Comune di Ladispoli. Per anni ho avuto la responsabilità del Forum Immigrazione del PD – Provincia di Roma. Ho incontrato comunità, associazioni, famiglie, donne e uomini arrivati da Paesi diversi e che oggi sono parte della nostra città. Mi sono sempre battuta anche per i diritti sociali e civili, per l’inclusione, per la parità, contro le discriminazioni e perché nessuno venisse lasciato ai margini. Per me, integrazione e diritti civili non sono mai stati temi astratti o parole da utilizzare nelle occasioni pubbliche. Hanno significato persone incontrate, progetti costruiti, battaglie condivise, problemi affrontati concretamente. Ladispoli è anche una città cresciuta attraverso storie, provenienze e culture differenti. Una città nella quale integrazione non ha mai significato assenza di regole, ma costruzione di convivenza, conoscenza reciproca, partecipazione e rispetto.»
In vista della scadenza elettorale, la consigliera pone dunque la questione sul piano del futuro indirizzo della città:
«Per questo la notizia di oggi non mi lascia indifferente. Non si tratta soltanto di capire dove si collocano politicamente quattro consiglieri e un assessore. Si tratta di capire se e quanto questa scelta inciderà sull’identità e sulle scelte della maggioranza che amministra Ladispoli. Quale idea di integrazione avrà questa amministrazione? Quale rapporto con le tante comunità straniere che vivono nella nostra città? Quale attenzione ai diritti sociali e civili, alle persone, alle famiglie e alle differenze? Quale visione dell’Europa, della cooperazione e di una società plurale? Sono domande politiche, non retoriche. A pochi mesi dalla conclusione di questa consiliatura credo siano domande che devono riguardare non soltanto noi che sediamo in Consiglio comunale ma l’intera città. Le appartenenze possono cambiare ma quando si governa una comunità, sono soprattutto le idee, i valori e le scelte che ne derivano a fare la differenza!»
Gianfranco Marcucci (Ladispoli Attiva): “Baricentro spostato a estrema destra”
Sulla stessa linea d’allarme interviene anche Gianfranco Marcucci, consigliere comunale del movimento civico Ladispoli Attiva, che contesta lo spostamento dell’asse di governo cittadino:
«Leggo con stupore che, da oggi, a Ladispoli abbiamo un’amministrazione comunale che conta quattro consiglieri e un assessore di FUTURO NAZIONALE. Ci troviamo quindi di fronte a un’amministrazione che sposta il suo baricentro politico nell’area dell’estrema destra strizzando l’occhio a posizioni che destano particolare preoccupazione sul tema del razzismo.»
Anche Marcucci richiama il valore sociale e la vocazione storica del territorio ladispolano, invitando i cittadini a una riflessione sul domani:
«Tutto questo è ancora più preoccupante in una città come Ladispoli, che ha fatto dell’accoglienza e dell’integrazione una parte fondante della propria identità e che, proprio per la significativa presenza di cittadini di origine straniera, dovrebbe considerare questi valori un patrimonio da difendere e non da mettere in discussione. A pochi mesi dalle elezioni comunali credo sia doveroso interrogarsi su quale direzione stia prendendo la nostra città e su quali valori intendiamo costruire il nostro futuro.»








