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Scuola, a Cerveteri conto alla rovescia per il 14 settembre: plessi pronti, ma resta il nodo del caldo





Tecnici e operai al lavoro per preparare gli istituti alla prima campanella. La Salvo D’Acquisto torna ad accogliere gli studenti delle proprie sezioni. E mentre il Governo stanzia 20 milioni per il raffrescamento, il Comune fa i conti con i costi della climatizzazione

Non solo Ladispoli. Anche Cerveteri è al lavoro in questi giorni in vista della prima campanella del nuovo anno scolastico, fissata per il 14 settembre. Tecnici e operai sono impegnati negli ultimi interventi per fare in modo che studenti, docenti e personale scolastico possano ritrovare plessi ordinati, funzionali e sicuri.

«Abbiamo cercato di soddisfare tutte le richieste che ci sono arrivate dagli istituti», ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici Matteo Luchetti.

Tra gli interventi più importanti c’è quello che riguarda la scuola Salvo D’Acquisto, che dal prossimo anno scolastico tornerà a ospitare anche gli studenti che fino a oggi hanno frequentato il plesso Pagliuca di Due Casette. Gli interventi dell’amministrazione hanno riguardato anche gli spazi esterni degli istituti. La Multiservizi è al lavoro già dall’ultimo giorno di agosto per lo sfalcio dell’erba, la potatura delle siepi e la sistemazione e cura di alberature e arbusti. Controlli sono stati effettuati anche sulle recinzioni e sui cancelli, in vista della riapertura delle scuole.

Scuola, a Cerveteri conto alla rovescia per il 14 settembre: plessi pronti, ma resta il nodo del caldo
Scuola, a Cerveteri conto alla rovescia per il 14 settembre, l’assessore Luchetti

Il nodo del caldo

Se sul fronte della manutenzione e della sicurezza la macchina organizzativa procede, resta però il problema delle temperature elevate. Anche a Cerveteri, come a Ladispoli, studenti e personale scolastico dovranno fare i conti con il caldo di settembre e con aule che, in molti casi, non dispongono di impianti di climatizzazione.

Sul possibile rinvio dell’inizio delle lezioni, l’assessore Luchetti chiarisce che «posticipare l’inizio delle scuole non compete al Comune». Il tema resta dunque nelle competenze degli organismi preposti, mentre sul territorio si guarda soprattutto alle possibili soluzioni per rendere più confortevoli gli ambienti scolastici.

La possibilità di installare impianti di condizionamento in tutti i plessi, però, si scontra con i costi. «Non sarebbe una spesa da poco, considerando la mole di plessi scolastici presenti sul nostro territorio», sottolinea Luchetti.

Una situazione diversa riguarda gli asili nido comunali. Il nido Gino Strada è già dotato di impianti di condizionamento. Qualche anno fa, proprio a causa delle alte temperature raggiunte all’interno della struttura, il personale era stato costretto ad anticiparne la chiusura di diverse settimane. Il problema è stato superato con l’installazione dell’impianto, avvenuta quasi due anni fa.

La climatizzazione è inoltre già prevista nei due nuovi asili nido comunali attualmente in fase di realizzazione.

Dal Governo 20 milioni per il raffrescamento

Intanto, mentre in diverse zone d’Italia cresce la preoccupazione per il caldo nelle aule, dal Ministero dell’Istruzione e del Merito è arrivata una prima risposta.

Il ministro Giuseppe Valditara ha annunciato un contributo da 20 milioni di euro destinato alle istituzioni scolastiche per l’acquisto di apparecchi e dispositivi per il raffrescamento, con l’obiettivo di migliorare le condizioni e il comfort di studenti e personale scolastico.

«Questo intervento si inserisce nell’impegno del Ministero per sostenere concretamente le scuole e accompagnarle nell’affrontare le esigenze legate alla qualità degli ambienti in cui si svolgono le attività didattiche», ha spiegato Valditara, annunciando anche il lavoro a un piano più ampio per l’efficientamento energetico degli edifici scolastici.

Il ministro ha inoltre chiamato in causa gli enti locali, invitando Comuni, Province e Città metropolitane a fare la propria parte, nell’ambito delle rispettive competenze, per gli interventi necessari nelle scuole.

Ma sulla prima campanella resta una variabile difficile da ignorare: il caldo. E con l’assenza di climatizzazione nella maggior parte degli istituti, saranno soprattutto le condizioni meteorologiche dei primi giorni di scuola a determinare quanto sarà impegnativo il rientro in aula.