L’ex sindaco ripercorre la scoperta dell’operatrice culturale Alessia Moricci: nel 1958 Alberto Moravia pubblicò un racconto intitolato “Il Sorpasso”, quattro anni prima del capolavoro di Dino Risi. E nella storia compare un rettilineo alberato sull’Aurelia che condurrebbe proprio a Palo, alle porte di Ladispoli
“Il Sorpasso” prima del film? Moravia, Ladispoli e quel racconto sull’Aurelia: la ricostruzione di Crescenzo Paliotta –
C’è un filo sorprendente che unisce Alberto Moravia, Ladispoli e uno dei film simbolo della commedia all’italiana. Un filo che corre lungo la via Aurelia e riporta alla fine degli anni Cinquanta, quando l’Italia si preparava a entrare negli anni del boom economico e l’automobile cominciava a cambiare il volto, le abitudini e persino l’immaginario del Paese.

A raccontare questa singolare storia è Crescenzo Paliotta, già sindaco di Ladispoli, che in un intervento pubblicato sul proprio profilo social ha ripreso e approfondito una ricerca condotta da Alessia Moricci, operatrice culturale in passato attiva anche presso la Biblioteca comunale di Ladispoli.
Al centro della scoperta c’è Alberto Moravia.
Moricci ha infatti rintracciato un racconto dello scrittore pubblicato sul Corriere della Sera il 28 settembre 1958. Il titolo non può che attirare immediatamente l’attenzione degli appassionati di cinema: “Il Sorpasso”.
Siamo quattro anni prima dell’uscita nelle sale dell’omonimo film diretto da Dino Risi, interpretato da Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant e destinato a diventare una delle opere più rappresentative della commedia all’italiana e, più in generale, della storia del cinema italiano.
La genesi cinematografica de Il Sorpasso viene tradizionalmente ricondotta a un’idea iniziale di Rodolfo Sonego, successivamente sviluppata da Risi, mentre la sceneggiatura porta le firme di Dino Risi, Ettore Scola e Ruggero Maccari. Il film racconta l’incontro tra l’esuberante Bruno Cortona e il timido studente Roberto Mariani e il loro viaggio in automobile nell’Italia del Ferragosto. Un viaggio fatto di velocità, incontri, strade e continui sorpassi, fino al tragico epilogo.
Eppure il racconto di Moravia, così come emerge dalla ricerca di Moricci e dalla ricostruzione proposta da Paliotta, presenta coincidenze che non possono non suscitare curiosità.
Anche nella storia pubblicata nel 1958 ci sono due giovani molto diversi tra loro: uno timido e introverso, l’altro esuberante e sempre pronto alla battuta. Viaggiano a bordo di una potente e rombante automobile, dotata di un clacson esagerato, e corrono lungo la via Aurelia. E anche qui, come suggerisce già il titolo, al centro della vicenda c’è un sorpasso.
Le analogie sono suggestive. Non costituiscono, naturalmente, la prova che il film di Risi sia stato tratto dal racconto di Moravia, circostanza che non risulta nella ricostruzione storica generalmente accreditata sulla genesi della pellicola. Ma la precedente esistenza di un racconto con lo stesso titolo e alcuni elementi narrativi così vicini apre certamente un interrogativo interessante per gli appassionati e gli studiosi di cinema.
Ed è proprio seguendo l’Aurelia descritta da Moravia che nella storia entra Ladispoli.
Nel racconto l’automobile supera il bivio per Fregene e prosegue velocemente lungo un rettilineo alberato, con gli alberi “fasciati di bianco”. Al termine del rettilineo compare una salita. È proprio in prossimità di questa che, durante un sorpasso mal calcolato, la vettura sbanda e finisce fuori strada. I viaggiatori rimangono feriti, ma senza le conseguenze drammatiche che caratterizzeranno invece il finale del film di Risi.
Secondo la ricostruzione di Crescenzo Paliotta, quel rettilineo sarebbe quello di Palo, a Ladispoli.
All’epoca si trattava di un caratteristico tratto alberato dell’Aurelia a nord di Roma, con alla fine la pronunciata salita dell’Osteria Nova. Un paesaggio che, nell’interpretazione proposta dall’ex sindaco, doveva essere rimasto impresso a Moravia fino a diventare lo scenario della conclusione del suo racconto.
Quel tratto di Aurelia sarebbe cambiato profondamente di lì a poco.
Tra il 1959 e il 1960 la strada venne allargata per adeguarla a un traffico automobilistico in rapidissima crescita. Secondo la ricostruzione di Paliotta furono tagliati i cipressi e venne ridotta la salita dell’Osteria Nova, mentre in precedenza la strada transitava all’altezza del Casale e della casa cantoniera.
Era, anche fisicamente, il segno della trasformazione dell’Italia.
L’Aurelia si preparava ad accogliere le tante automobili del boom economico e proprio quella grande arteria sarebbe diventata poco dopo uno degli scenari fondamentali del film di Dino Risi.
Il Sorpasso, uscito nel 1962, avrebbe trasformato il viaggio di Bruno e Roberto in uno straordinario affresco dell’Italia del benessere: veloce, rumorosa, spavalda e apparentemente proiettata senza limiti verso il futuro. Un Paese osservato attraverso il parabrezza della Lancia Aurelia B24 guidata da Bruno Cortona, diventata essa stessa un’icona cinematografica.
Ma la ricerca di Alessia Moricci riserva, secondo quanto raccontato da Paliotta, anche un’altra sorpresa legata a Ladispoli.
Sarebbero infatti emersi altri racconti di Moravia nei quali viene espressamente nominata la città. In uno di questi lo scrittore la indica come un luogo nel quale si trovano ristoranti dove si mangia molto bene.
Paliotta ricollega quel riferimento ad alcuni locali storici della Ladispoli dell’epoca, come Federici, Giggetto a Palo e Tripolina, restituendo l’immagine di una località balneare già fortemente attrattiva a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, prima che l’esplosione edilizia legata agli anni del boom ne modificasse profondamente il volto.
Rimane però soprattutto quella singolare coincidenza datata 28 settembre 1958.
Quattro anni prima dell’uscita del capolavoro di Dino Risi, Alberto Moravia aveva già scritto un racconto intitolato Il Sorpasso. C’erano un’automobile potente e rumorosa, due giovani dalle personalità contrapposte, la via Aurelia, la velocità e un sorpasso destinato a concludersi con un incidente.
Quanto c’è del “Sorpasso” di Moravia nel “Sorpasso” che pochi anni dopo sarebbe arrivato sul grande schermo?
Allo stato attuale non ci sono elementi per trasformare questa suggestione in una certezza storico-cinematografica. La ricostruzione accreditata sulla nascita del film continua infatti a indicare altre origini e non cita il racconto di Moravia tra le sue fonti.
Ma proprio per questo la scoperta assume un fascino particolare e apre una pista tutta da approfondire.
E attraverso la ricerca di Alessia Moricci e il racconto di Crescenzo Paliotta emerge anche un tassello della memoria locale: prima ancora che l’Aurelia diventasse una delle strade più celebri del cinema italiano grazie a Dino Risi, era già entrata nella narrativa di Alberto Moravia. E quel rettilineo alberato descritto nel 1958 potrebbe condurre proprio a Palo e a Ladispoli.









