Alta tensione politica nel Consiglio comunale di Cerveteri. L’aula si trasforma nel teatro di un durissimo scontro istituzionale dopo che la Sindaca Elena Gubetti e i gruppi che sostengono la giunta hanno abbandonato la seduta nel corso della discussione su una complessa variazione di bilancio, lasciando la gestione dei lavori al solo gruppo del Partito Democratico rimasto ai propri banchi.
Un episodio che la minoranza definisce senza mezzi termini come un punto di non ritorno nella gestione amministrativa della città.
«Quello andato in scena oggi in Consiglio comunale è un episodio politicamente grave e istituzionalmente sconcertante», si legge nella durissima nota diffusa dalle opposizioni. «Una maggioranza che, non riuscendo a trovare un accordo sulla variazione in discussione, abbandona l’aula. La sindaca Gubetti e la maggior parte della sua maggioranza hanno scelto infatti di lasciare l’aula. Sono rimasti soltanto i quattro consiglieri del PD».
Al centro del dibattito non c’è soltanto la tenuta dei numeri in aula, ma un cortocircuito di metodo e rispetto delle prerogative dell’assemblea cittadina, evidenziato dal contrasto tra la responsabilità di governo e la scelta dell’esodo dall’aula.
«Proprio mentre si discuteva di una scelta che riguarda l’amministrazione della cosa pubblica, chi ha la responsabilità di amministrarla ha scelto di non esserci», incalzano i consiglieri d’opposizione. «Non basta vincere le elezioni per rappresentare un’istituzione. Bisogna saperne reggere anche il peso. È un problema di cultura istituzionale. Perché il potere politico può permettersi molte cose. Le istituzioni, invece, meritano rispetto sempre. Anche quando il voto non è quello che si vorrebbe».
Nel mirino dei gruppi di minoranza c’è l’uso strumentale dell’aula consiliare, vista come cassa di risonanza delle spaccature interne della maggioranza piuttosto che come luogo supremo della democrazia cittadina.
«Oggi, ancora una volta, a rimanere in aula è stato il Consiglio. A uscire di scena è stata la maggioranza», prosegue il testo. «Il Consiglio comunale è stato trattato come se fosse un luogo dal quale poter uscire quando la politica della maggioranza non riesce più a tenere insieme i propri pezzi. Ma il Consiglio non è una dependance della maggioranza. È l’istituzione nella quale si rappresenta l’intera città, non soltanto la parte politica che ha vinto le elezioni. Ed è proprio per questo che chi governa ha una responsabilità maggiore».
L’affondo finale fotografa lo stallo amministrativo e lancia un’accusa diretta alla prima cittadina e alle forze della coalizione di governo.
«Oggi, davanti a una difficoltà tutta politica, la maggioranza ha scelto di sottrarsi al luogo deputato a renderla pubblica e a trasformarla in una decisione. E questo dice molto più di qualsiasi comunicato», conclude la nota. «Perché quando chi governa esce dall’aula proprio nel momento in cui dovrebbe assumersi le proprie responsabilità, non è soltanto l’ennesima seduta consiliare a rimanere senza maggioranza. È la maggioranza stessa a mostrare di non essere più in grado di stare all’altezza dell’istituzione che rappresenta. La sindaca Gubetti e la sua maggioranza hanno mostrato la loro totale inadeguatezza e incapacità».








