Un fischio acuto nel silenzio della riserva, il battito d’ali delle anatre che si avvicinano fiduciose e poi un blitz rapido e spietato, con gli esemplari infilati all’interno di grossi sacchi della spazzatura. È la scena inquietante a cui avrebbero assistito diversi cittadini e frequentatori del monumento naturale della Palude di Torre Flavia, l’oasi protetta incastonata tra i territori di Ladispoli e Cerveteri.
Al centro del presunto episodio di bracconaggio ci sarebbe una dinamica ben precisa. L’aggressore si servirebbe di richiami acustici artificiali, come fischietti o dispositivi in grado di riprodurre perfettamente il verso dei volatili, per attirare a riva i germani reali e le altre specie acquatiche dell’area umida. Una volta ridotta la distanza con gli animali, scatterebbe il prelievo illecito. Le testimonianze raccolte tracciano un profilo ricorrente: gli avvistamenti convergono su un uomo di circa cinquant’anni, notato più volte ad aggirarsi con fare sospetto lungo i perimetri della palude munito di congegni di richiamo.
La notizia ha immediatamente sollevato un’ondata di indignazione tra residenti, ambientalisti e frequentatori dell’oasi. «Stiamo cercando di capire cosa stia accadendo – sostiene Corrado Battisti, il gestore della palude – ci hanno segnalato questa situazione e quindi bisognerà capire. Riguarderebbe appunto un signore di mezza età. Altro non possiamo dire al momento, ma effettivamente dei germani reali sarebbero spariti».
La Palude di Torre Flavia rappresenta un prezioso e delicato ecosistema, punto strategico per la sosta e la nidificazione dell’avifauna. In un’area protetta di tale rilevanza, la cattura, il danneggiamento o l’uccisione della fauna selvatica non costituiscono solo una condotta gravemente incivile, ma un reato penale punito severamente dalla legge. Cresce ora a gran voce la richiesta di un’intensificazione dei controlli da parte di chi di competenza per cogliere il responsabile sul fatto, mettere fine a questo saccheggio illegale e tutelare l’integrità della biodiversità locale, valutando anche l’installazione di fototrappole per identificare i colpevoli.










