“Rassegni le dimissioni e restituisca la parola agli elettori”
La nota stampa dell’opposizione:
La maggioranza e il sindaco di nuovo minoranza in aula. La bocciatura dell’assestamento di bilancio rappresenta un fatto politico gravissimo e segna, senza più alcuna possibilità di equivoco, la fine dell’esperienza amministrativa guidata dalla sindaca Elena Gubetti. Non siamo di fronte a un incidente di percorso, né a una semplice divergenza interna. Siamo davanti alla certificazione pubblica e definitiva dell’inesistenza di una maggioranza politica capace di governare la città. Un’amministrazione che non riesce ad approvare un atto fondamentale e obbligatorio come l’assestamento di bilancio non è un’amministrazione in difficoltà. È un’amministrazione, senza numeri né credibilità, che ha esaurito la propria funzione politica.
Il vero nodo emerso dal Consiglio Comunale di ieri non è la paventata “estate a rischio” o la sorte della programmazione degli eventi, una questione del tutto minoritaria usata solo come pretesto e spauracchio narrativo. La realtà è molto più grave: gli equilibri di bilancio, atto che deve essere approvato obbligatoriamente per legge dall’amministrazione, sono stati utilizzati strumentalmente per tentare di far approvare anche una variazione da oltre un milione di euro. Una variazione che, se fosse stata presentata e votata separatamente, avrebbe con ogni probabilità spaccato la maggioranza, costretto la sindaca al ritiro dell’atto o prodotto una nuova bocciatura, proprio come accaduto a dicembre con gli emendamenti al bilancio.
Il messaggio rivolto ai consiglieri di maggioranza era semplice: o votate tutto, oppure cade l’amministrazione. Una sorta di voto di fiducia imposto da una sindaca che governa ormai da sola, senza una maggioranza stabile. Ma neppure questo tentativo è bastato. Una parte della sua stessa maggioranza ha votato insieme all’opposizione, determinando il pareggio e bloccando nuovamente l’approvazione dell’atto. Una minoranza che, soltanto quando teme di perdere definitivamente la poltrona, torna temporaneamente a trasformarsi in maggioranza. È questo il metodo con cui oggi viene governata Cerveteri: atti fondamentali utilizzati per tenere insieme una coalizione divisa, consiglieri che concedono il proprio voto solo per continuare a logorare la sindaca e richieste interne che, evidentemente, non possono essere accolte.
Da mesi Cerveteri assiste a uno spettacolo indecoroso fatto di ultimatum, veti incrociati, regolamenti di conti interni e ricatti politici. Nel frattempo, però, a pagare il prezzo di questa paralisi è la città. La sindaca continua ostinatamente a rimanere ancorata al proprio ruolo, consegnando l’attività amministrativa alle dinamiche di potere di consiglieri che utilizzano il proprio sostegno come strumento di pressione politica. È una scelta che non tutela Cerveteri, ma esclusivamente la conservazione di un potere ormai privo di credibilità e di legittimazione.
Esiste un momento in cui la responsabilità e la correttezza istituzionale imporrebbero di prendere atto della realtà. Purtroppo, ancora una volta, manca totalmente quello scatto di dignità politica che la situazione richiederebbe. Continuare a restare in carica senza una maggioranza stabile significa trascinare la città in una lenta agonia, subordinando l’interesse pubblico alla ricerca quotidiana di numeri sempre più fragili e accordi sempre più precari. Per questo riteniamo che l’unica scelta seria e rispettosa nei confronti di Cerveteri e dei suoi cittadini sia quella di rassegnare immediatamente le dimissioni e restituire la parola agli elettori.









