Nel Consiglio comunale aperto del 19 maggio il Consigliere respinge l’equazione tra mancata costituzione del nuovo ente e blocco dei servizi. Il nodo, sostiene, riguarda lo statuto e il metodo seguito
Cerveteri, per Ramazzotti il Consorzio sociale non è un obbligo e i fondi continueranno ad arrivare

Essere contrari all’approvazione del Consorzio nella forma proposta non significa essere contrari ai servizi sociali o ai finanziamenti destinati alle persone in difficoltà. È questo il punto centrale dell’intervento di Lamberto Ramazzotti nel Consiglio comunale straordinario e aperto del 19 maggio. Convocato al Granarone per discutere della costituzione del Consorzio sociale dell’Etruria Meridionale tra Cerveteri e Ladispoli. Un intervento breve, ma significativo, perché ha contestato l’equazione che per mesi ha accompagnato il dibattito. Senza il Consorzio si fermerebbero i servizi e non arriverebbero più risorse per il sociale.
“Il Consorzio non è un obbligo di legge”, ha affermato Ramazzotti. Ricordando che la sua mancata costituzione non impedirebbe a Cerveteri di continuare a ricevere i finanziamenti destinati alle politiche sociali. La distinzione trova riscontro anche negli atti regionali. La legge del Lazio prevede che i Comuni gestiscano in forma associata i servizi sociali all’interno dei distretti sociosanitari, ma contempla diversi strumenti. Il Consorzio è uno di questi, insieme alla convenzione tra Comuni e all’unione dei Comuni.
Anche gli 80mila euro richiamati più volte nel confronto rappresentano un contributo straordinario regionale destinato alla fase di passaggio verso il Consorzio. Una risorsa specifica, quindi, distinta dai finanziamenti ordinari destinati ai servizi sociali. Che continueranno a essere erogati attraverso l’attuale distretto. Ramazzotti non ha escluso i possibili vantaggi del nuovo organismo. Ha riconosciuto che il Consorzio potrebbe rendere più rapide alcune decisioni, e facilitare determinate soluzioni. La sua contestazione ha riguardato soprattutto il percorso seguito e il mancato coinvolgimento dei consiglieri nella definizione dello statuto.
Ladispoli aveva già approvato gli atti, ma per Ramazzotti Cerveteri non poteva limitarsi a recepire un testo già definito dall’altro Comune. Se il Consorzio deve unire due enti, ha sostenuto, le regole devono essere discusse e concordate prima da entrambi.
“Non possiamo prendere il compitino e votare a scatola chiusa”, ha spiegato. Ribadendo la disponibilità a trovare una soluzione, e a modificare gli aspetti ritenuti migliorabili nell’interesse della collettività. Anche se questo dovesse comportare un nuovo passaggio nel Consiglio comunale di Ladispoli.
Nel suo intervento Ramazzotti ha riconosciuto anche l’impegno della sindaca Elena Gubetti, esprimendo stima per la sua onestà e per il lavoro svolto in una fase politicamente difficile. Ma ha contestato un procedimento che, a suo giudizio, non avrebbe consentito alle opposizioni disponibili al confronto di partecipare realmente alla costruzione del nuovo organismo. Per Ramazzotti il Consorzio può essere quindi costituito. Ma passando attraverso un percorso condiviso, E senza trasformare il confronto sugli atti in uno scontro tra chi difende il sociale e chi vorrebbe bloccarlo. Ha poi concluso che “Le regole del gioco si fanno prima della partita, insieme”.









