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Cerveteri, Grando e Paolacci occupano il campo. I partiti restano all’angolo?





Partirà probabilmente da oggi, da parte della Politica cerveterana, la corsa a soccorrere, come diceva Flaiano, il carro del possibile vincitore

di Giovanni Zucconi

Come annunciato, Alessandro Grando ha sciolto la riserva. L’attuale Sindaco di Ladispoli si candiderà a Sindaco di Cerveteri alle prossime elezioni amministrative. “Da oggi inizia ufficialmente questa nuova avventura. E la vivremo insieme”.

Avevamo anticipato da giorni che sarebbe stato lo scenario più probabile. E così è stato. Eppure, a giudicare dalle reazioni della politica cerveterana, sembra quasi che non sia successo nulla. E non stiamo parlando di una candidatura da poco conto. Stiamo parlando di chi può mettere in campo una vera e propria macchina da guerra, in vista delle prossime elezioni amministrative.

Cerveteri, Grando e Paolacci occupano il campo. I partiti restano all’angolo?
Cerveteri, Grando e Paolacci occupano il campo

Nei giorni precedenti, nessun partito ha sostenuto la sua candidatura. A dire il vero non l’avevano nemmeno nominato. Ma avevano continuato a parlare di tavoli, di programmi e di un candidato condiviso. Quasi ignorando che un candidato, del peso politico di Grando, fosse appena entrato ufficialmente in campo. E ancora, nelle ore successive all’annuncio, c’è stato un assordante silenzio. Come se non fosse successo nulla. Complice forse il giorno festivo e il gran caldo, il Centrodestra non si è fatto minimamente sentire.

A questo punto però la domanda è inevitabile: che cosa succederà adesso a Cerveteri? Non si potrà ignorare a lungo la candidatura di Grando. Ma indubbiamente la situazione è complessa. E, apparentemente, senza una vera soluzione che accontenti tutti.

La prima ovvia conseguenza della candidatura di Grando è che nella stessa area politica sono presenti adesso due candidature civiche. Oltre a Grando, infatti, è già in campo Gianluca Paolacci, indicato da Lamberto Ramazzotti. Due candidature che hanno tra di loro forti diversità, ma anche punti in comune. Che rendono complicato, per gli strateghi politici cerveterani, trovare una soluzione ottimale per il Centrodestra. Le due candidature hanno sicuramente caratteristiche diverse. Paolacci può contare su un forte radicamento locale e sulla conoscenza diretta del territorio. Grando porta con sé due mandati alla guida di Ladispoli, un’esperienza amministrativa consolidata e una maggiore notorietà.

Cerveteri, Grando e Paolacci occupano il campo. I partiti restano all’angolo?
Cerveteri, Grando e Paolacci occupano il campo

Ma hanno anche punti in comune. Entrambi, infatti, hanno scelto di partire senza attendere le decisioni dei partiti. Paolacci non è stato riconosciuto come candidato unitario del Centrodestra. Grando, nel proprio comunicato, riferisce di aver incontrato rappresentanti della politica locale, ma non indica nomi, adesioni o sostegni.

Le loro restano quindi, almeno per ora, due proposte civiche e personali che potrebbero rivolgersi a una parte dello stesso elettorato. È possibile che il Centrodestra presenti un terzo candidato? Tutto è possibile, ma oggi avrebbe poco senso. Alle elezioni ci sarà almeno un candidato del Centrosinistra, oltre alle eventuali altre proposte civiche. Aggiungere un terzo nome nella stessa area politica aumenterebbe soltanto la frammentazione. E diminuirebbe la possibilità di vincire al primo turno. Evitando di affrontare il sempre rischiosissimo ballottaggio.

Ma veramente ci sono altri candidati Sindaci a Cerveteri che smaniano per entrare in competizione? A me non sembra. Oltre a Grando e Paolacci, non si vede all’orizzonte qualcuno che stia realmente spingendo per candidarsi a Sindaco. Sono emerse disponibilità e dichiarazioni, ma nessun altro progetto ha assunto una forma concreta.

È quindi più probabile che i partiti, prima o poi, debbano scegliere tra le due candidature già esistenti. Potrebbero convergere su Grando, sostenere Paolacci oppure tentare un accordo tra i due. Una ricomposizione sarebbe certamente la soluzione più conveniente per il Centrodestra, ma anche la più difficile. Dopo due candidature pubbliche, chiedere a uno dei protagonisti di fare un passo indietro avrebbe un costo politico. Ma sappiamo che la Politica è l’arte del possibile.

Che cosa accadrà nel frattempo? Ricordiamoci che in Politica non conta solo il posto più importante, quello di Sindaco. Contano, forse di più, cariche con ricchi portafogli e la soddisfazione di interessi specifici. Di personaggi specifici, di solito fuori della politica. Quindi, da domani inizieranno probabilmente delle trattative, alcune pubbliche e molte altre riservate. Cominceranno a muoversi quelli che vengono definiti, con una formula forse poco elegante ma efficace, i “portatori di voti” cerveterani. Amministratori ed ex amministratori. Rappresentanti delle frazioni, associazioni e realtà civiche.

È brutto dirlo, ma la politica si costruisce anche assegnando ruoli, garantendo rappresentanza e componendo interessi. Servono candidati per le liste, accordi territoriali e, soprattutto, solide prospettive, non necessariamente economiche, per chi decide di impegnarsi in una campagna elettorale.

Grando e Paolacci dovranno quindi dimostrare di non avere soltanto un nome e un simbolo. Dovranno costruire squadre credibili, raccogliere adesioni e occupare gli spazi lasciati liberi dai partiti. O meglio, gli spazio che i Partiti saranno costretti a lasciare liberi in cambio di qualcosa.

Così come c’è stata una fuga in avanti per candidarsi a Sindaco, potrebbe iniziare una corsa altrettanto rapida per salire sul carro considerato più competitivo e vincente. Molti aspetteranno di capire meglio chi dei due riuscirà a raccogliere più sostegni prima di scegliere con chi schierarsi. Ma tardare nelle scelte significa poi di accontentarsi di sedersi nelle file indietro.  Saranno corse soprattutto individuali. Una specie di grande mercato delle convenienze personali, dove i partiti conteranno poco o nulla. Visto che si sono lasciati sorprendere e mettere in un angolo.

I partiti rischiano così di arrivare dopo. Ma non più per individuare il candidato, ma per ratificare rapporti di forza costruiti fuori dai loro tavoli. E, come diceva Flaiano, per andare in soccorso del probabile vincitore.

immagine generata con AI