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Ladispoli e Cerveteri, Vitale rassicura: dai controlli ARPA nessun dato allarmante sulle nostre coste





Dopo le segnalazioni di pesci morti a San Nicola e di schiuma a Campo di Mare, le indicazioni riferite dal comandante della Guardia Costiera. I precedenti sul litorale laziale

Ladispoli e Cerveteri, Vitale rassicura: dai controlli ARPA nessun dato allarmante sulle nostre coste

Ladispoli e Cerveteri, Vitale rassicura: dai controlli ARPA nessun dato allarmante sulle nostre coste

Dai controlli effettuati dall’ARPA Lazio sulle coste di Ladispoli e Cerveteri non emergono dati allarmanti. È quanto riferisce il comandante dell’Ufficio locale marittimo di Ladispoli, Cristian Vitale, dopo le segnalazioni che nei giorni scorsi avevano suscitato preoccupazione tra cittadini e frequentatori delle spiagge.

Come abbiamo raccontato il 5 settembre, a San Nicola erano stati segnalati piccoli pesci morti lungo la costa, mentre a Campo di Mare era stata osservata una striscia di schiuma. Le indicazioni riferite dal comandante offrono quindi un primo elemento rassicurante sulle condizioni del nostro mare.

Episodi simili erano già stati osservati in altre zone del Lazio. A partire dalla fine di luglio, diverse aree del litorale erano state interessate da schiume e colorazioni anomale dell’acqua, attribuite dall’ARPA principalmente a elevate concentrazioni di microalghe. Nei campioni esaminati, i valori di Escherichia coli ed enterococchi erano risultati conformi ai limiti. Le fioriture sono favorite da temperature elevate, forte irraggiamento solare e disponibilità di nutrienti.

Un altro precedente è quello di Ardea, dove il sopralluogo congiunto di ARPA e ASL Roma 6 del 12 agosto aveva confermato la presenza di alacce morte. Le analisi avevano rilevato una fioritura di Asterionellopsis glacialis, per la quale non è segnalata tossicità, insieme a un’abbondante presenza di Akashiwo sanguinea. Quest’ultima può provocare morie di pesci e invertebrati per mancanza di ossigeno e produzione di tossine, oltre a favorire la formazione di schiuma.

Anche in quel caso, sul piano microbiologico, le analisi avevano restituito un risultato rassicurante. In entrambi i campioni d’acqua i valori erano ampiamente sotto i limiti previsti per la balneazione. Un dato riferito ai prelievi di Ardea, che documenta come episodi di questo tipo possano verificarsi anche in presenza di parametri microbiologici nella norma.