La sentenza del Consiglio di Stato può anzi favorire il Comune
di Giovanni Zucconi
Il Piano Antenne di Cerveteri non è stato annullato. La sentenza del Consiglio di Stato può anzi favorire il Comune
Questo è stato un articolo difficile da scrivere. E anche pesante. Perché quando ci sono di mezzo delle sentenze, e non sei un avvocato, è difficile comprenderle. Ma, se vuoi scrivere qualcosa di corretto, bisogna necessariamente leggerle. E poi devi scrivere qualcosa che capiscono tutti.
Tutto è nato qualche giorno fa, quando un articolo online ha titolato, senza mezzi termini, che una sentenza aveva annullato il Piano e il Regolamento Antenne del Comune di Cerveteri. Con il timore che, da quel momento, le compagnie telefoniche potessero installare antenne ovunque. Senza un minimo di regolamentazione. A questo articolo hanno fatto immediatamente riferimento i Consiglieri di opposizione di Cerveteri che, senza leggere la sentenza, come era stato correttamente ammesso, giudicavano gravissima la notizia “se fosse risultata effettivamente vera”.

Riprendiamo oggi questo tema, dopo l’intervento di ieri della Sindaca Gubetti che smentisce le conclusioni dell’interpretazione della sentenza. E, in particolare, smentisce che siano stati annullati, formalmente o sostanzialmente, il Piano e il Regolamento Antenne del Comune di Cerveteri. “In questi giorni circolano voci infondate riguardo a presunti annullamenti del nostro Regolamento comunale sulle antenne. È importante fare chiarezza per rispetto verso i cittadini e per correttezza istituzionale”. Ha scritto la Gubetti

Ma chi ha ragione? La sentenza n. 03932 del 19 maggio 2026 del Consiglio di Stato ha effettivamente annullato il Piano e il Regolamento Antenne? È evidente che se questo fosse effettivamente vero sarebbe gravissimo. E il Comune avrebbe perso uno degli strumenti principali per indirizzare su luoghi sicuri le nuove installazioni di antenne telefoniche.
Anticipo le conclusioni per i più pigri nella lettura: no, il Piano e il Regolamento Antenne non sono stati annullati.
Che cosa dice effettivamente la sentenza n. 03932 del Consiglio di Stato? Bisogna innanzitutto dire che si riferisce ad un caso specifico: l’installazione di un’antenna telefonica prevista in via di Zambra. Una pratica del 2022, gestita oggettivamente molto male dall’Amministrazione comunale di Cerveteri. Che si era conclusa inizialmente con un “silenzio-assenso” da parte del Comune. Ma il TAR annullò quell’atto con una sentenza. E quest’ultima sentenza del Consiglio di Stato ha confermato quell’annullamento.
Cosa dice di importante questa sentenza del 19 maggio? E quella precedente del TAR del 2024? Lo avevamo già scritto in un precedente articolo su BaraondaNews. Le cui conclusioni possono essere riprese, pari pari, anche in questo articolo. Avevamo proprio scritto che, pur in presenza di una sconfitta giudiziaria del Comune di Cerveteri, il TAR, nel 2024, aveva chiesto di riformulare una nuova istruttoria. Questa volta il Comune avrebbe però dovuto valutare la pratica alla luce del Piano Antenne che nel frattempo aveva redatto. La nostra conclusione era stata che, per questo motivo, aveva sostanzialmente vinto la cittadinanza di Cerveteri. Che si vedeva ufficialmente riconosciuto il diritto di regolamentare le installazioni delle antenne sul suo territorio.
Decisione chiaramente ribadita anche nell’ultima sentenza del Consiglio di Stato. Si ribadisce che il Comune, nel 2022, aveva sbagliato nell’istituire la pratica, e di essersi affidato, senza fare nulla, al silenzio-assenso. Ma questo già si sapeva.

La Sentenza n. 03932 del 19 maggio 2026 ribadisce che il Comune, anche in presenza di un silenzio-assenso, deve sempre, obbligatoriamente, pratica per pratica, aprire e seguire istruttorie complete e verifiche puntuali. In particolare, deve proporre, quando possibile, siti alternativi “equivalenti”. Dette in parole povere: il Comune deve sempre riferirsi al suo Piano Antenne.
Cosa possiamo dire a conclusione? Due cose… Innanzitutto che il Piano e il Regolamento Antenne del Comune di Cerveteri non sono stati assolutamente annullati. Anzi, la sentenza ne ha confermato la necessità e la validità. Ma anche che il Regolamento e i Piani, da soli, non bastano. Bisogna anche applicarli bene. E sempre.









