di Giovanni Zucconi
Ladispoli, Torre Flavia parte finalmente il restauro. Protocollo speciale per salvare dune, flora e Fratino
È finalmente partito il cantiere per il restauro di Torre Flavia. Un restauro atteso da molti anni, e che finalmente sta diventando realtà. Avremo modo di informare i lettori sui particolari di questo progetto. Oggi ci occuperemo degli impatti che avrà questo imponente cantiere sulla fragile area protetta in cui la Torre Flavia è immersa, e a cui dà il nome.

Abbiamo sentito, per avere rassicurazioni, Corrado Battisti, il naturalista referente Palude di Torre Flavia. Battisti ci ha assicurato sulla stretta e solida collaborazione con la ditta appaltatrice. Con la quale è stato stilato un protocollo che ha l’obiettivo di minimizzare l’impatto sull’area protetta e sui suoi “abitanti” durate i lavori. Ma anche quello di ripristinare adeguatamente tutta la zona quando i lavori saranno terminati.
Ci ha spiegato Corrado Battisti che c’è stato un lungo e approfondito lavoro preliminare, portato avanti da due biologi, che hanno mappato tutta la vegetazione nell’area del cantiere. Si sono costruiti una grigia di più di cento quadrati di un metro per un metro, dove, in ognuno, hanno segnato le specie vegetali che erano preesistenti.
Un monitoraggio imponente che permetterà di ricostruire l’ambiente naturale così come era prima dei lavori. Battisti ha tenuto a precisare che non si tratta di ripiantare la vegetazione, ma di ricreare le dune in modo che questo riattecchimento sia il più possibile facilitato. Questo si otterrà ricreando opportunamente le dune, che in questo momento i mezzi del cantiere stanno spianando. Anzi, è prevista la realizzazione di una duna ancora più grande di quella che c’è attualmente.

Questa è solo una delle prescrizioni di tipo conservativo che Corrado Battisti ha concordato con la ditta appaltatrice. La ditta ricostruirà tutto quello che i lavori distruggeranno, seguendo precise indicazioni. Il tutto monitorato anche dal Comune e dalla Regione Lazio, oltre che dai volontari guidati da Corrado Battisti.
I lavori dureranno circa 20 mesi. Abbiamo poi domandato a Battisti che fine farà il Fratino in questi quasi due anni in cui sarà presente il cantiere. Lui, inaspettatamente, ci ha detto di essere fiducioso. Affermando che la presenza di un cantiere strutturato e organizzato, paradossalmente, può essere meno impattante per la nidificazione del Fratino di una incontrollata e casuale frequentazione di persone e animali al loro seguito.









