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Ladispoli, varato il piano sicurezza per la 73ª Sagra del Carciofo





Giro di vite del sindaco Grando contro l’abuso di alcol: stop al vetro dopo le 20:00 e limiti alla somministrazione notturna per tutelare l’ordine pubblico.

LADISPOLI – La macchina organizzativa per la 73ª edizione della Sagra del Carciofo Romanesco entra nel vivo. In vista dell’attesissimo appuntamento, che dal 10 al 12 aprile trasformerà Ladispoli nel cuore gastronomico del litorale, il Comune ha ufficializzato un piano sicurezza straordinario per gestire l’ondata di visitatori prevista dopo le festività pasquali.

Per prevenire criticità legate alla movida molesta e garantire l’ordine pubblico, il sindaco Alessandro Grando ha firmato un’ordinanza mirata a regolare la vendita e il consumo di alcolici. La decisione, maturata sulla base delle passate edizioni, punta a ridurre gli episodi di eccesso che spesso si verificano nelle ore serali durante i grandi eventi di massa.

Le nuove regole: orari e divieti

Il provvedimento introduce restrizioni chiare per tutti gli operatori commerciali e gli stand gastronomici:

  • Dalle ore 20:00: scatta il divieto assoluto di vendita per asporto di bevande in contenitori di vetro o lattina. Alcolici e drink potranno essere serviti esclusivamente in bicchieri di carta o plastica.
  • Dalle ore 23:00: stop alla somministrazione esterna. Dopo quest’orario, sarà possibile consumare alcolici solo all’interno dei locali o nelle aree di pertinenza regolarmente autorizzate.

L’obiettivo è duplice: limitare la presenza di contenitori pericolosi (vetro e lattine) tra la folla ed evitare che assembramenti incontrollati nelle strade possano sfociare in situazioni di degrado o pericolo.

Mappa dei controlli

Le misure interesseranno l’intero perimetro della festa, con un monitoraggio serrato sulla “Piazza dei Sapori d’Italia”, polo nevralgico delle degustazioni. Massima attenzione anche all’asse che collega la stazione ferroviaria ai fossi Vaccina e Sanguinara, aree storicamente soggette a un fortissimo passaggio di pubblico.

L’amministrazione comunale ribadisce che queste limitazioni non vogliono penalizzare il commercio, ma assicurare che la kermesse si svolga in un clima di sana convivialità. Si punta a proteggere l’immagine della Sagra, simbolo identitario di Ladispoli da oltre settant’anni, garantendo la serenità dei turisti e la vivibilità dei residenti.

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