Dopo la mancata nomina a Capitale Italiana della Cultura, il progetto “La cultura è volo” rilancia: i 12 Comuni della DMO Etruskey pronti a trasformare la candidatura in un modello di sviluppo duraturo
Tarquinia sfuma il sogno 2028, ma il volo della cultura continua –

TARQUINIA – La corsa di Tarquinia verso il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028 si interrompe sul più bello, ma non si ferma il percorso avviato. Anzi, prende nuova quota. È questo il messaggio che arriva dalla DMO Etruskey, la cabina di regia che negli ultimi quattro anni ha guidato una progettazione condivisa tra istituzioni e territorio.
Il progetto “La cultura è volo”, presentato al Ministero della Cultura, non rappresenta infatti un punto di arrivo mancato, ma l’inizio di una strategia destinata a proseguire. Un lavoro lungo e strutturato che ha saputo unire dodici Comuni – Allumiere, Barbarano Romano, Blera, Canale Monterano, Cerveteri, Civitavecchia, Ladispoli, Montalto di Castro, Monte Romano, Santa Marinella, Tarquinia e Tolfa – insieme a circa quaranta realtà private.
L’obiettivo era chiaro: costruire una destinazione turistica unica, fondata sulla valorizzazione del patrimonio etrusco, elemento identitario che attraversa e connette tutto il territorio.
La candidatura ha rappresentato un laboratorio di collaborazione e visione condivisa, capace di proporre un modello di sviluppo culturale diffuso, replicabile anche su scala nazionale. Un’esperienza che ha consolidato alleanze, attivato energie e definito una progettualità che non andrà dispersa.
Tra i risultati più concreti c’è il Cammino degli Etruschi, un itinerario di circa 150 chilometri articolato in sette tappe. Un percorso pensato per escursionisti e cicloturisti che attraversa luoghi di straordinario valore: dal sito UNESCO di Cerveteri e Tarquinia fino al Parco di Vulci e all’area archeologica di San Giovenale. Un viaggio immersivo tra paesaggi naturali e testimonianze millenarie, già avviato e destinato a crescere.
Il cammino intrapreso in questi mesi ha dimostrato come la cultura possa diventare un vero motore di sviluppo e partecipazione. Non solo attrattività turistica, ma anche coesione territoriale e identità condivisa.
“La cultura è volo” non resta dunque uno slogan legato a una candidatura. Diventa una visione concreta: quella di un territorio che sceglie la cultura come leva di libertà, crescita e futuro. Una sfida che continua, oltre ogni titolo.












