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“Dobbiamo tutti tifare che Cerveteri possa diventare parte dell’innovativa e prestigiosa Capitale Diffusa della Cultura 2028”





L’intervista alla Sindaca Elena Gubetti: “Renderemo Cerveteri un laboratorio dove la bellezza diventa altra bellezza”

di Giovanni Zucconi

La Capitale della Cultura del 2028, speriamo, non sarà, come negli anni passati, una singola città. Auspichiamo che sarà, come l’ha definita la Sindaca Gubetti nell’intervista che segue, una “Capitale diffusa”. Se Tarquinia verrà eletta, infatti, diventeranno “Capitale della Cultura” tutti e 12 i Comuni dell’Etruria Meridionale che partecipano al progetto “La Cultura è volo”, della DMO Etruskey.

Dobbiamo tutti tifare che Cerveteri possa diventare parte dell’innovativa e prestigiosa “Capitale Diffusa della Cultura 2028”

Ricordiamo che i Comuni sono: Allumiere, Barbarano Romano, Blera, Canale Monterano, Cerveteri, Civitavecchia, Ladispoli, Montalto di Castro, Monte Romano, Santa Marinella, Tarquinia e Tolfa.

Ma quali sono le reali speranze per Cerveteri di partecipare a questa “Capitale diffusa” della Cultura nel 2028? Quali saranno le concrete e tangibili ricadute di immagine, ed economiche, per Cerveteri a fronte di questa eventuale vittoria? E cosa succede se non vinciamo?

Queste, e altre domande, le abbiamo poste alla Sindaca di Cerveteri, Elena Gubetti. Che gentilmente, e con pazienza, ci ha risposto nell’intervista che segue.

Sindaco, questa volta ce la faremo a diventare Capitale della Cultura?

“La domanda non è se ‘ce la faremo’, ma se l’Italia è pronta a riconoscere il valore di un territorio che ha finalmente deciso di camminare unito. Oggi non siamo più la Cerveteri che corre da sola. Questa è una vera e propria rivoluzione di sistema. Dal 2022, con la creazione della DMO Etruskey, abbiamo messo a rete 12 comuni dell’Etruria Meridionale, con Tarquinia nel ruolo di capofila istituzionale.

Non siamo più dodici municipi che guardano al proprio campanile. Ma un unico territorio che ha costruito un Brand e un’identità condivisa. Con 53 milioni di euro di investimenti, non chiediamo un premio, ma presentiamo il modello di sviluppo dell’Etruria del futuro. Questa volta, a prescindere dal verdetto, abbiamo già vinto la sfida di aver reso il nostro territorio un sistema coeso e vincente.”

Dobbiamo tutti tifare che Cerveteri possa diventare parte dell’innovativa e prestigiosa “Capitale Diffusa della Cultura 2028”

Che sensazioni ed emozioni ha avuto durante la presentazione, al Ministero della Cultura, della Candidatura di Tarquinia, e quindi di tutti i 12 Comuni che partecipano al progetto “La Cultura è volo”?

“L’emozione più grande è stata la percezione di non essere soli. Rappresentare una vasta comunità di 250.000 abitanti insieme agli altri Sindaci, è stato un momento altissimo di maturità politica. Abbiamo mostrato al Ministero una progettazione armoniosa, rispettosa del paesaggio e allineata agli obiettivi Cultura 2030 dell’UNESCO. Abbiamo dimostrato che l’Etruria Meridionale, sotto la guida unitaria che abbiamo scelto, sa parlare con una sola voce.”

Quali sono i punti di forza del progetto che abbiamo presentato, e che speriamo ci possa far diventare Capitale della Cultura 2028?

​“La forza della nostra candidatura risiede in tre pilastri che trasformano la cultura da concetto astratto a motore di sviluppo: Rigenerazione, Inclusività e Formazione.

​Non restauriamo solo monumenti, ma interveniamo sul tessuto urbano con 53 milioni di euro per creare piazze vive e luoghi di aggregazione. ​La nostra è una cultura che tocca ogni sensibilità. Accanto alla grande arte e alla fotografia del MUNAF (Museo Nazionale di Fotografia), abbiamo dato un ruolo centrale al teatro e, in particolare, alla poesia. Un progetto diffuso che ha affascinato la commissione perché parla direttamente all’anima del nostro territorio. Rendendo la cultura un’esperienza quotidiana e accessibile.

​Stiamo creando le ‘Accademie dei Mestieri della Cultura’ per trasmettere ai giovani il saper fare artigiano, e le competenze necessarie per gestire il turismo esperienziale.

​Infine, la sostenibilità e il rispetto del paesaggio sono i criteri guida che rendono la nostra proposta un modello di eccellenza per l’intera Italia.

​In sintesi, il nostro punto di forza è l’essere passati dall’idea di ‘conservare il passato’ a quella di ‘generare futuro’ attraverso la gestione coordinata del territorio.”

Se Tarquinia diventa Capitale della Cultura 2028, quali saranno i vantaggi concreti per Cerveteri?

“​In un sistema di 12 comuni, la vittoria di Tarquinia, la nostra capofila, è un volano per l’intero ecosistema. Per Cerveteri, questo significa posizionarsi stabilmente all’interno di un circuito turistico e culturale di respiro mondiale.

​Innanzitutto, diventeremo il fulcro di progetti internazionali. Cerveteri diventerà il palcoscenico di eventi di portata globale. Penso alla grande mostra ‘Il Sacro e gli Etruschi’, promossa dal PACT. Questa non sarà solo un’esposizione, ma un evento che attirerà studiosi, collezionisti e turisti da ogni parte del mondo verso il nostro Museo. Rendendoci il baricentro dell’archeologia etrusca.

Essere parte di una Capitale della Cultura significa che ogni campagna di promozione, ogni articolo della stampa internazionale e ogni investimento pubblicitario su larga scala che vedrà protagonista la nostra ‘Capitale Diffusa’, porterà automaticamente il nome di Cerveteri al centro della scena. Diventeremo una destinazione imprescindibile in ogni guida di settore, come la Lonely Planet, che già ci accompagna con l’UlisseFest. L’UlisseFest è la manifestazione di Lonely Planet che si svolgerà a Genova il 10-11-12 luglio 2026.”

Quindi avremo anche dei benefici economici dalla vittoria di Tarquinia

“Certamente. La vittoria permetterà di attirare flussi turistici prolungati. Il turista non verrà più per un ‘mordi e fuggi’, ma sarà stimolato a trattenersi più a lungo nel nostro territorio per partecipare al palinsesto di oltre 100 eventi diffusi che realizzeremo insieme.

Questo significa occupazione per le nostre strutture ricettive, per la ristorazione e per tutto l’indotto artigianale che fa capo alle nostre eccellenze. Grazie a questa sinergia, potremo accelerare gli interventi di riqualificazione urbana e di potenziamento dei percorsi culturali. Che resteranno a disposizione della nostra cittadinanza ben oltre la chiusura dell’anno della Capitale. In sintesi, il beneficio è un ritorno d’immagine e di infrastrutture che farà fare a Cerveteri un salto di qualità storico. Rendendoci finalmente una meta desiderata e non solo di passaggio.”

Dobbiamo tutti tifare che Cerveteri possa diventare parte dell’innovativa e prestigiosa “Capitale Diffusa della Cultura 2028”

​Quindi Cerveteri, parafrasando il titolo del progetto, riuscirà finalmente a spiccare il volo?

“Spiccare il volo significa dare gambe alle nostre eccellenze, come il Maestro ceramista Roberto Paolini. Chi ha seguito, l’audizione ha visto come l’arte del Maestro sia un esempio vivente di come una cultura millenaria possa dialogare con la modernità. Attraverso le Accademie, daremo ai giovani nuovi spazi di crescita per imparare quest’arte.

Il volo di Cerveteri passerà per eventi prestigiosi come l’UlisseFest e l’Etruscan Places. Nel 2027 celebreremo i cento anni del viaggio di D.H. Lawrence. Un’occasione unica per ripercorrere i nostri ‘luoghi etruschi’. Spiccheremo il volo grazie alla fotografia del MUNAF e a progetti diffusi sulla poesia. Rendendo Cerveteri un laboratorio dove la bellezza diventa bellezza.”

Se non dovessimo vincere, il progetto andrà avanti comunque?

“​Assolutamente sì. Gli oltre 53 milioni di euro di investimenti previsti dai Comuni sono il segno che crediamo in questa trasformazione. Il lavoro della DMO Etruskey iniziato nel 2022 non si ferma. Il nostro obiettivo è diventare un luogo dove la cultura è motore di sviluppo permanente, indipendentemente dal titolo. L’impegno per la sostenibilità e l’inclusione del nostro territorio è ormai parte del nostro DNA amministrativo.

Come giudica la collaborazione tra gli 11 comuni? Che immagino non fosse proprio così scontata all’inizio

​“È una governance collaborativa senza precedenti. In questi quattro anni di sinergia abbiamo imparato a conoscerci e a progettare insieme. Rispettando le peculiarità di ogni borgo. Cerveteri è stata l’elemento di congiunzione, portando l’esperienza di chi gestisce un sito UNESCO. Insieme abbiamo creato un Brand territoriale riconoscibile che ci permette di presentarci al mondo non come dodici comuni, ma come una grande, unica meta desiderata.”

Sarà Elena Gubetti il Sindaco che gestirà Cerveteri nel 2028?

“​Il mio impegno oggi è costruire fondamenta solide. Un Sindaco deve saper guardare lontano e seminare per il futuro della propria comunità. Sto lavorando per lasciare ai miei cittadini una città rigenerata, inclusiva e fiera della propria identità. Il mio successo più grande sarà sapere che, nel 2028, Cerveteri sarà una capitale della cultura ammirata da tutti. Un territorio che ha saputo finalmente spiegare le ali grazie a un percorso serio iniziato anni fa.”