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Cerveteri, si inaspriscono i rapporti tra istituti per la riorganizzazione dei plessi





L’I.C. Marina di Cerveteri torna a Piazza Pagliuca, la Salvo D’Acquisto vorrebbe 12 mesi in più alle 2 Casette per completare il ciclo d’istruzione

A Cerveteri continua a tenere banco un argomento spinoso che tocca molti, ma del quale non tutti sono a conoscenza: l’assegnazione degli spazi scolastici ai diversi Istituti. Ricostruiamo gli ultimi accadimenti che hanno portato fino ad un botta e risposta a suon di lettere tra le comunità dell’I.C. Salvo D’Acquisto e dell’I.C. Marina di Cerveteri.

Chiariamo subito un punto, la gestione degli spazi scolastici (secondarie di secondo grado escluse) è in mano all’amministrazione comunale che lavora per una distribuzione che sia equa e rispondente alle necessità degli studenti. Le scuole, sostanzialmente, devono adattarsi al quadro e alla visione che viene proposta pur avendo la possibilità di avanzare delle richieste.

La pietra dello scandalo, se di questo possiamo parlare, sono le aule del plesso di Piazza Pagliuca nella frazione delle Due Casette. Storicamente gestita dall’I.C. Marina di Cerveteri, la sede, dal 2022, fa capo all’I.C. Salvo D’Acquisto. Inizialmente pensata per un periodo limitato, quella delibera non conteneva indicazioni stringenti rispetto al tempo della riassegnazione, lasciando margine d’azione all’amministrazione che non interviene, almeno fino a gennaio 2026.

Con la delibera n.4 del 22 gennaio, infatti, viene deciso che quel plesso, gestito per 4 anni dalla Salvo, tornerà all’I.C. Marina di Cerveteri che, nel frattempo, abbandonerà i container di Furbara che, stando alle fonti, non sarebbero più idonei ad accogliere le classi o che, comunque, necessiterebbero di ulteriori interventi che l’amministrazione non vorrebbe eseguire su strutture prefabbricate. Alla Salvo D’Acquisto, sempre per il tramite della stessa delibera, vengono assegnati degli spazi liberi all’interno dell’I.C. Marina di Cerveteri nella sede di Cerenova.

In una lettera, firmata da alcuni genitori della comunità scolastica della Salvo D’Acquisto, si chiede il congelamento per 12 mesi della decisione – presa nel mezzo delle iscrizioni scolastiche – al fine di garantire all’I.C. Salvo D’Acquisto la fine del ciclo iniziato nel Plesso di Piazza Pagliuca. Nel testo indirizzato al Sindaco Gubetti si chiede un tavolo di confronto per una progettazione più ampia ed organica degli spazi, ma anche per capire le ricadute didattiche che tale spostamento potrebbe avere. In questo quadro ingarbugliato, tra le altre cose, andrebbero anche effettuati alcuni interventi nella sede di Cerenova che si ritroverebbe ad ospitare non 1, ma 2 istituti con tutte le complicazioni che questo comporta da un punto di vista meramente logistico.

In realtà, la missiva è arrivata dopo una serie di incontri che, a quanto pare, non avrebbero portato a una pacificazione dei rapporti che, anzi, si sono inaspriti come testimoniato dalla risposta delle rappresentanti del Plesso Due Casette dell’I.C. Marina di Cerveteri che, invece, hanno definito questo come: “un atto di giustizia atteso da anni” e ancora: “È doveroso ricordare infatti che la mancanza di una scuola vera e propria per noi, rappresenta una ferita lunga 18 anni: i bambini di Due Casette, Sasso, Furbara, Pian Della Carlotta, Sambuco e delle campagne limitrofe tutte sono stati confinati nei container di Furbara per quasi vent’anni”.

A rimetterci, purtroppo, sono gli studenti che potrebbero ritrovarsi a spostarsi da un plesso all’altro in poco tempo. E’ plausibile, anche se assolutamente non certo, che un bambino, oggi in quarta elementare a Piazza Pagliuca, si ritrovi a Cerenova per la quinta salvo poi cambiare il terzo plesso in 3 anni per iniziare la prima media a Cerveteri capoluogo.

La legittimità delle azioni dell’amministrazione è fuori discussione, ma la domanda che sorge spontanea è una: possibile che in questi 4 anni non sia stato possibile organizzare un tavolo di confronto per programmare le chiusure e gli spostamenti con più di 6 mesi di anticipo? È difficile immaginare che qualcuno pensasse che i container sarebbero stati utilizzati per un tempo indefinito ed è giusto che gli spazi di Piazza Pagliuca tornino a servizio della comunità di zona. Tuttavia, è altrettanto opportuno sperare che la scuola che ha gestito per 4 anni tale plesso senza ricevere indicazioni di uno spostamento imminente abbia a disposizione più di 6 mesi per pianificare la propria azione.

Insomma, la massa è ingarbugliata e il commento dell’amministrazione è stato piuttosto lapidario, è stato fatto tutto secondo normativa.